Il Giro delle Chiese

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GRECIA: Alla Scoperta della GRECIA CLASSICA (3° Parte)

La GRECIA  ufficialmente Repubblica Ellenica , è uno Stato dell’Europa meridionale, posto sul lembo meridionale della penisola balcanica. La Grecia è stata la prima area in Europa dove sono sorte delle civiltà avanzate ed è perciò considerata la culla della civiltà occidentale, cominciata con la civiltà cicladica delle isole egee attorno al 3200 a.C., la civiltà minoica a Creta (2700-1500 a.C.) e quindi la civiltà micenea nel Peloponneso (1900-1100 a.C.). Queste civiltà possedevano la scrittura: quella minoica, non decifrata, è detta lineare A, mentre quella micenea è detta lineare B, una forma arcaica del greco. Nell’immagine in evidenza: Tramonto sul Tempio di Poseidone.

TEMPIO di POSEIDONE: Arroccato su un promontorio roccioso proteso sul mare è uno dei monumenti più famosi della Grecia ed è dedicato al mitico dio del mare. Il Tempio di Poseidone è situato in cima a una collina rocciosa a Capo Sounion, affacciato sul Mar Egeo, con vista sul pittoresco Golfo Saronico. Lo spettacolo che si apre a chi, durante un viaggio ad Atene, si reca a visitare questo celebre sito archeologico è davvero straordinario, con il mare rilucente al sole che fa da sfondo alle 15 imponenti colonne doriche, una delle quali conserva ancora l’iscrizione autografa lasciata dal celebre poeta inglese Lord Byron, eroe dell’epoca romantica. Una delle attrazioni principali del sito è la vista panoramica. Dall’alto, infatti, nelle giornate limpide potrete spingere lo sguardo fino all’isola di Kea e al Peloponneso, scattando foto indimenticabili del suggestivo tramonto visibile dall’alto di questa cima. Poseidone era uno degli dei più potenti dell’Olimpo greco, secondo solo a Zeus, ed era venerato soprattutto da pescatori e marinai, che gli erano particolarmente devoti. Nelle immagini che ci restano appare spesso munito di un tridente, che negli accessi d’ira utilizzava per scatenare le terribili tempeste che terrorizzavano i naviganti. I pellegrini che giungevano al tempio a lui dedicato cercavano di ingraziarselo portando animali sacrificali e altri doni propiziatori. Il Tempio di Poseidone fu eretto dal 444 al 440 a.C. e contava 42 colonne di marmo bianco alte 6 metri. La sala dedicata al culto conservava una gigantesca statua in bronzo del dio alta anch’essa 6 metri.

PICCOLA CROCIERA nel Mar EGEO (Isola di POROS?)

(Dopo) Qui e di seguito: ISTMO di CORINTO nel PELOPONNESO.

CORINTO Antica: si trova su un colle sopra la città nuova. Si chiama anche “Acropoli di Acrocorinto” per l’elevatezza del tempio principale dedicato a Apollo e il Museo archeologico dell’antica Corinto. La zona archeologica si trova a sud della città nuova, in località Corinto Vecchia. I resti risalgono all’epoca romana, con poche eccezioni del periodo precedente la conquista del II secolo a.C. Tra questi figura il tempio di Apollo del VI secolo a.C., preceduto dall’immensa agorà, delimitata lungo il lato meridionale dalle fondamenta di una stoà, il portico colonnato costruito per accogliere le personalità politiche, convocate nel 337 a.C. da Filippo II di Macedonia, affinché firmassero un trattato di alleanza con la nuova potenza macedone. In mezzo alla fila centrale delle botteghe c’è una bema, un podio marmoreo da cui i funzionari romani si rivolgevano al popolo. All’estremità orientale dell’agorà si ergono i resti della Basilica Iulia, mentre a nord si vede la fontana inferiore di Pirene, quella superiore si trovava presso Acrocorinto. Secondo la leggenda, la mortale Pirene pianse talmente la morte del figlio Cencriade ucciso dalla dea Artemide, da indurre gli Dei a trasformarla in sorgente, affinché il liquido delle sue lacrime non andasse perso. Le cisterne sono nascoste da un edificio con sei arcate sulla facciata, per custodirle dalle intemperie. Ad ovest della fontana, alcuni gradini portano alla strada di Lechéon, che un tempo era la via principale, per il portico, sul lato orientale invece si trova il Peribolo di Apollo, un cortile delimitato da colonne ioniche, in parte restaurate. Nei pressi c’è una latrina d’epoca romana, a sud del museo archeologico, si trova il Tempio E, detto “di Ottavia“, dal nome della sorella dell’imperatore Augusto, alla quale doveva essere dedicato, come sostiene nella Geografia della Grecia Pausania il Periegeta (II sec. d.C.). Il Museo Archeologico è formato da 3 sale grandi, nelle prime due è esposta una ricca collezione di statue, mosaici, figurine, rilievi e fregi greci e romani, nella terza sono raccolti i reperti rinvenuti nel corso degli scavi presso il tempio di Asclepio del V secolo a.C. L’antico teatro di Corinto si trova sul lato opposto l’ingresso dell’area archeologica; risale al V secolo, ma con la presenza romana è stato rifatto nel I secolo a.C., divenuto un “odeon” ossia un teatro coperto.

(Dopo) FONTANA inferiore di PIRENE, quella superiore si trovava presso Acrocorinto. Secondo la leggenda, la mortale Pirene pianse talmente la morte del figlio Cencriade ucciso dalla dea Artemide, da indurre gli Dei a trasformarla in sorgente, affinché il liquido delle sue lacrime non andasse perso.

(Dopo) : L’ACROCORINTO  “Corinto alta”, è l’acropoli dell’antica Corinto. Si trova su uno spe-rone roccioso che domina la città di Corinto. Secondo John Boardman “È la più impressionante delle acropoli della Grecia continentale”.

(Dopo): TEMPIO di APOLLO

TEMPIO di APOLLO: Realizzato nella metà del VI secolo a.C. in sostituzione di un edificio del VII secolo a.C., rappresenta una tappa importante nella definizione del modello che caratterizza le proporzioni dei templi dorici del periodo classico, rivelando le direzioni verso cui si muovono i tentativi degli architetti alla metà del VI secolo. Presenta elementi canonici del tempio greco: l’architettura di tipo dorico il colonnato completo (peristilio) intorno alla cella (tempio periptero) con sei colonne sul fronte (esastilo) e quindici sui lati lunghi, alte più di sei metri e sorrette da uno stilobate formato da quattro alti gradini, il pronao e l’opistodomo, entrambi con due colonne in antis, il naos (cella) a navata con due file di colonne interne. Del tempio, costruito in calcare, rimangono oltre al basamento, sette colonne monolitiche, i cui fusti presentano le venti, canoniche, scanalature ed una forte rastremazione. La pesantezza delle forme è tipica del dorico maturo; colonne robuste e pesanti che, come nel Tempio di Apollo a Siracusa, sembrano esprimere l’inquietudine dell’architetto di fronte ad un primo edificio costruito interamente in pietra. La progettazione della cella è complessa e poco canonica: un muro divide la cella in due parti diseguali e non comunicanti tra loro, con due file di quattro colonne nella più grande e due file di due colonne nella più piccola. È possibile che il tempio fosse dedicato a due divinità distinte e intitolato alla maggiore delle due. Questa disposizione verrà ripresa da Ictino nel Partenone. Le colonne, monolitiche, non presentano ancora l’entasi, ma per la prima volta viene introdotta una leggera curva della crepidine ed il conflitto angolare viene risolto con una riduzione dell’interasse dell’ultimo intercolumnio, riducendo la larghezza delle due metope estreme.

Qui e dopo: MICENE

L’ANTICA MICENE è conosciuta per aver dato il nome alla civiltà che dominò la Grecia continentale e le isole dell’Egeo tra il 1600 e il 1200 a.C. circa. L’Odissea, e soprattutto l’Iliade, i poemi epici attribuiti a Omero, descrivono la Grecia di quell’epoca come una terra divisa in piccoli regni, ognuno dei quali era organizzato attorno a una città principale, che era protetta da una poderosa fortezza. Qui risiedevano l’aristocrazia guerriera e il sovrano che viveva a palazzo. La maggior parte della popolazione si dedicava all’agricoltura, all’allevamento e ai lavori artigianaliLo strato più basso della società era rappresentato dagli schiaviIl palazzo era il nucleo del potere del re nonché l’espressione di un sistema di governo centralizzato, che controllava la redistribuzione dei beni e l’approvvigionamento di alimenti (grano, olio, miele, capi di bestiame…), materie prime (metalli, pelli, tele…) e manufatti (dalle armi ai mobili). Nel tentativo di ricostruire la vita quotidiana della popolazione di Micene, gli archeologi hanno effettuato scavi tra i resti del palazzo e delle case, ma non sono riusciti a ottenere molte informazioni. Invece le varie tombe ritrovate in città hanno consentito di conoscere non solo le pratiche funerarie di quegli antichi greci, ma anche un aspetto di grande importanza della loro mentalità: la cultura militare e guerriera. I corredi funerari maschili ritrovati a Micene spiccano infatti per la grande abbondanza di armi, di solito in bronzo. Sono state rinvenute spade di diverse lunghezze accuratamente decorate, daghe, archi e frecce, nonché lance con punte di silicio o di ossidiana, un minerale che può essere più affilato del metallo. Le pitture, poi, rivelano che i guerrieri micenei si proteggevano con grandi scudi rettangolari o a forma di otto – purtroppo non conservatisi – che si fabbricavano sovrapponendo vari strati di pelle lavorata. Chi poteva permetterselo si procurava il caratteristico elmo miceneo a zanne di cinghiale, mentre gli altri dovevano accontentarsi di un casco di cuoio. Il principe troiano era quindi riuscito a impadronirsi degli armamenti del guerriero greco sconfitto.

(Dopo): Situato all’interno delle mura della cittadella di Micene, questo complesso funerario era composto da sei tombe a fossa datate tra il 1600 e il 1500.

(Dopo): TOMBA di AGAMENNONE. Le tombe di tipo tholos sono caratte-rizzate dalla presenza di un dromos, un    lungo corridoio di accesso a cielo aperto fiancheggiato da conci di pietra.

OLIMPIA

Olimpia è l’antica città della Grecia che ricade all’interno del comune di Archea Olympia, sede dell’amministrazione e dello svolgimento dei giochi “olimpici” ma anche luogo di culto di grande importanza, come testimoniano i resti di antichi templi, teatri, monumenti e statue, venuti alla luce dopo gli scavi effettuati nella zona dove la città originariamente sorgeva. Le frequentazioni del sito di Olimpia risalgono al finale del neolitico ossia tra il 4300 e il 3100 a.C. nella zona nord dello stadio. Sono stati inoltre scoperti insediamenti di epoche successive in altre parti del sito di Olimpia come ad esempio sotto l’edificio del nuovo museo. La città possedeva molti edifici, alcuni dei quali venivano usati come dimora dagli atleti che partecipavano ai giochi, detti appunto olimpici, che si svolgevano ogni quattro anni in onore di Zeus. In questo luogo venne compilato per la prima volta nel 776 a.C. un elenco di vincitori: è possibile da ciò desumere che si trattasse dell’esito delle prime Olimpiadi storicamente accertate. Olimpia comprendeva un recinto sacro, l’Altis, della lunghezza di 200 m e della larghezza di 177 m, situato in posizione sopraelevata rispetto alle altre costruzioni e al cui interno sorgevano i più importanti monumenti di culto e gli edifici adibiti all’amministrazione dei giochi. Sul lato sinistro dell’Altis, ovvero verso la parte orientale, erano situati lo stadio e l’ippodromo, mentre sul lato destro, cioè verso occidente, vi erano la palestra e il ginnasio al cui interno gli atleti che volevano partecipare ai giochi dovevano allenarsi almeno un mese prima dell’inizio delle gare. Il più famoso tempio di Olimpia era quello di Zeus: internamente vi si trovava la gigantesca statua del dio realizzata in oro e avorio da FIDIA nel 430 a.C. e inserita fra le sette meraviglie del mondo. L’Heraion era invece il tempio dedicato alla dea greca Era, uno dei più antichi edifici dorici di cui oggi si possono ancora ammirare i resti e al cui interno venivano custodite le corone di alloro riservate ai vincitori dei giochi.

Una delle vie principali di Olimpia era fiancheggiata da dodici thesauroi, i templi votivi al cui interno venivano custoditi i tesori delle città che partecipavano ai giochi; vi era inoltre un edificio circolare, il Philippeion, fatto erigere dopo il 338 a.C. da Filippo II re di Macedonia. Fu nel 1776 che l’archeologo inglese Richard Chandler portò alla luce i resti di Olimpia.

(Dopo): La statua di Zeus Olimpio a Olimpia era una scultura crisoelefantina alta circa dodici metri, realizzata dallo scultore ateniese Fidia nel 432 a.C. e collocata nella navata centrale del Tempio di Zeus a Olimpia. Oggi scomparsa, nell’antichità venne considerata una delle sette meraviglie del mondo

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