Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un GIRO Per MONTEPAGANO – ROSETO degli ABRUZZI (TERAMO)

MONTEPAGANO, citato nei documenti più antichi come Castel Pagano, è la parte alta di Roseto degli Abruzzi posta a m.289 s.l.m..

MONTEPAGANO, citato nei documenti più antichi come Castel Pagano, è una frazione di Roseto degli Abruzzi posta a m.289 s.l.m.. L’abitato, di chiara origine medievale, è databile intorno all’XI secolo ed è circoscritto da alte mura a protezione dalle incursioni dei Turchi, che per alcuni secoli imperversarono sui litorali adriatici. Fu ambito da molti signorotti della zona, tra cui gli Acquaviva, che lo possedettero per un breve periodo, giacché la sua posizione in cima al colle era molto ben difendibile. Nel 1806, dopo che Giuseppe Bonaparte ebbe abolito le feudalità, il clero di Montepagano offrì in affitto a canoni modesti 12 quote di suoi terreni nella sottostante marina tra i fiumi Vomano e Borsac-chio, appetibili in previsione del futuro sviluppo sulla costa, intendendo agevolare chi intendesse costruirvi della case. La nuova borgata, chiamata “Le Quote”, divenne Rosburgo nel 1887 e si sviluppò molto rapidamente, determinando il declino di Montepagano; nel 1927 vi venne trasferita la sede municipale ed il nome divenne Roseto degli Abruzzi. Il simbolo del paese è il Campanile dell’antica Chiesa di San ANTIMO.

Avvenne che quel religioso passò alla storia come papa Sisto V (rimase sul soglio pontificio dal 1585 fino alla morte) e mantenne la promessa di erigere il campanile. La Torre sorgeva a fianco dell’antica Chiesa di S. Antimo, patrono del paese, struttura abbattuta nel 1876, date le pessime condizioni. Il campanile fu costruito nella 2° metà del ‘500. anche se già nel 1583 un fulmine fece crollare parte dell’edificio. La base quadrata, con i lati di 5,60 m, in cui insiste una porta che si affaccia su Corso Umberto I, fa da sostegno ai 2 piani, che hanno le stesse dimensioni, contraddistinti da una merlatura finale. Anche qui c’è un’apertura, cioè una finestra sul versante Sud con arco a tutto sesto. I 2 corpi si distinguono per i laterizi usati: la base (leggermente sporgente) è a mattoni faccia vista scuri, la parte superiore, con inserti cementizi, è di mattoni chiari. tipo cotto. Lo stile d’insieme è romanico e lo si evince dalla 3° parte, una struttura a base quadrata, leggermente più stretta rispetto al corpo precedente. Ivi sono posizionate 3 campane, la più grande delle quali pesa 15,40q.li. Anche qui vi è un’apertura con arco arrotondato. Gli angoli sono arricchiti da bugnature e alla sommità cantonali spiccano 4 pilastrini a paralle-lepipedo. L’ultima parte è a base ottagonale, con aperture allungate e adornate di bugnature, sopra le quali vi sono le monofore. All’apice di questo corpo, in corrispondenza degli angoli, sono presenti 8 colonnine a base quadrata che vanno ad incorniciare la cuspide , rifatta nel 1962, utilizzando l’improprio cemento armato. A conclusione vi è un globo di rame, con sopra una croce e bandiera girevole. Rimane una delle torri più interessanti di questa parte d’Abruzzo, anche se le ultime scorre telluriche hanno costretto le autorità ad interventi di consolidamento.

Il sito, che oggi si contraddistingue per la facciata in pietra e mattoni con forma di normale abitazione, è stato modificato negli anni. Tra i secoli XV e XVIII nello stabile vi sorse un ospedale e un ospizio per pellegrini, data anche la presenza in loco di ben 4 confraternite (del Ss. Sacramento, della Ss. Trinità, del Nome di Gesù, del Nome del Rosario), i cui membri si dedicavano all’assistenza degli orfani, delle vedove e degli ammalati. L’ospedale in realtà fungeva da lazzaretto, luogo dove un tempo si ricove-ravano in isolamento persone colpite da malattie infettive o contagiose.

Piazza del Municipio è il centro cittadino, dove si radunano i paganesi e si svolgono le varie attività di richiamo turistico, soprattutto d’estate. Sulla piazza si affaccia sia l’arco della Porta da Borea sia una delle antiche sedi municipali, risalenti a quando il borgo era il centro comunale del vasto territorio che andava dal fiume Tordino a Nord fino al fiume Vomano a Sud. Intorno alla 1° metà della decade degli anni 2000 è sttao ristrutturato tutto il fondo stradale, con un lastricato che ne valorizza l’impatto visivo. Il Palazzo è di-sposto su 2 piani, con bugnature in mattoni ai lati della facciata, che diventano prospicienti alle sommità. Tali accorgimenti rendono la struttura di richiamo rinascimentale. Si ricorda che la principale sede del paese è stata per tanti anni collocata lungo Corso Umberto I, di fronte al Palazzo Alma-Mezzopreti-Pangia: durante la 2° guerra mondiale, dopo l’8 set-tembre 1943, la sede da Roseto tornò per un periodo a Montepagano, esattamente nel-l’edificio dove oggi c’è il Museo Civico della Cultura Materiale.

Proseguendo lungo Corso Umberto I verso il belvedere e costeggiando le mura della Ss. Annunziata sorge la Chiesa di Santa MARIA della MISERICORDIA, edificata nel 1862 adiacente all’altro importante luogo di culto. I due edifici sono comunicanti dall’interno. Santa Maria è la sede di una delle confraternite più antiche del territorio, quella del Ss. Sacramento (o Sagramento), che vide la luce nel 1545, periodo in cui veniva istituito il Concilio di Trento. Nella facciata si nota il portale in legno a cassettoni, inquadrato da mattoncini e sovrastato da da un piccolo timpano, che richiama quello più grande del tetto. Sul lato destro vi è un campanile sormontato da una croce. La struttura interna non è molto grande. Disposta a una sola navata, si possono notare stucchi e decori curati dal pittore Nino D’Eustachio. Incastonata nell’abside, in una piccola nicchia, c’è la statua di Sant’Anna che tiene tra le braccia la figlia Maria Bambina. In alto si notano 2 affreschi, la Trasfigurazione di Gesù Cristo e la Sacra Famiglia. Nell’unica cappella al centro della nava-ta destra, sono custodite le statue dell’Addolorata e del Cristo Morto. La Chiesa è dotata di un piccolo organo a mantice.

Continuando lungo Corso Umberto I ci si imbatte sulla sinistra in una abitazione in pietre e mattoni a 3 piani, abbastanza imponente, sede della curia locale. Per molti anni è stato uno dei fulcri delle frequentazioni del borgo, soprattutto nel periodo in cui vi era il seminario per i giovani sacerdoti della Chiesa Ricettizia.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>