La tradizione vuole che la chiesa sia stata eretta a Campli immediatamente dopo la morte di San Francesco d’Assisi, in ricordo del passaggio del santo in paese. La chiesa è sicura-mente stata eretta nel periodo della fondazione del complesso dei Francescani a Teramo, oggi chiesa di Sant’Antonio di Padova, sorta nel 1227.




Il portale di Campli, come quello di Teramo, è romanico, con le stesse caratteristiche decorative, quello di Campli però ha una maggiore profusione di ornamenti, sulla lunetta si trova un affresco restaurato nel 1999, opera di Giacomo da CAMPLI. Il convento ebbe vita sino al 1806 e al 1867, quando le leggi napoleoniche e piemontesi lo soppressero. Dopo un periodo di abbandono, nella seconda metà del ‘900 questo convento ospita permanentemente una sezione distaccata dall’Aquila de il Museo archeologico Nazionale dell’Abruzzo. Nonostante nel corso dei secoli, il convento abbia subito vari rifacimenti, rimane particolare e ben conservato l’impianto medievale, visibile soprattutto all’esterno: in età barocca le strutture della chiesa rimasero pressoché inalterate, tranne alcuni aggiu-stamenti, e la costruzione di nuovi altari, rimossi nei restauri del 1968 di Moretti, ad acce-zione dell’Altare dell’Ascensione. Lo storico locale Niccola Palma parla della presenza della chiesa già nel 1306, anno in cui il vescovo di Teramo Rainaldo d’Acquaviva conce-dette 40 giorni d’indulgenza a chiunque si fosse confessato nel convento camplese. La facciata romanica presenta una semplice terminazione a timpano, inquadrata da due sporgenti contrafforti laterali, una cornice marcapiano separa gli spazi dove si trovano il rosone, frutto del restauro degli anni ’60, e l’unico portale romanico centrale, con ba-samento mutilo. Il portale presenta nella strombatura degli stipiti alternanza di pilastri e colonnine terminanti a capitelli fogliati, nell’archivolto il decoro si arricchisce di volti umani e animali, cosa non presente nel portale di Sant’Antonio di Padova a Teramo.
I fianchi laterali della chiesa hanno finestre a tutto sesto romaniche, il campanile rettan-golare è una ricostruzione del primo Novecento dell’originale, demolito perché perico-lante, tuttavia mostra abbastanza fedelmente le linee gotiche sobrie dell’Abruzzo trecen-tesco, come le arcate a sesto acuto, e si rifà molto alla torre campanaria di Sant’Antonio di Teramo. All’interno della chiesa è riprodotto lo schema della chiesa-fienile tanto caro alla corrente dei Francescani, che trova largo utilizzo nell’Abruzzo: l’aula è illuminata da alte e sottili monofore trilobate, coperta da capriate lignee a vista, e procede verso l’arco trion-fale del presbiterio, a sesto acuto, e termina nel coro quadra-to della volta a crociera con i costoloni. A caratterizzare la chiesa sono le due cappelle che fiancheggiano il porta-le, costituite a volta a crociera, con i costoloni poggianti su peducci, decorate da un ciclo di affreschi; altre opere di pregio sono il Crocifisso dipinto su tavola del primo Trecento, e le tavole di un perduto polittico della Madonna del Latte tra Santi, opera del 1510 di Nicola FILOTESIO di Amatrice.
























