La CHIESA di San LEONE I MAGNO, chiesa matrice, è ubicata nel cuore antico della città, ed è il centro nevralgico della religiosità cittadina. Citata in un documento del 1249, la chiesa fu edificata agli inizi del XIII secolo in seguito al trasferimento degli abitanti dall’antico casale di San Magno a quello di Castellano.


La CHIESA nel 1383 fu oggetto di rifacimenti, come attesta l’iscrizione gotica sull’architrave del portale sinistro. Tra il XVII e XVIII secolo l’edificio fu ampiamente rimaneggiato. Allo stato attuale, presenta una facciata con terminazione orizzontale, in asse si aprono il rosone centrale del ‘300, l’edicola con la statua di San LEONE MAGNO e il portale con arco a tutto sesto affiancato da due portali minori, oggi murati. Lo spigolo destro accoglie il Campanile, ricavato da una torre normanna. L’interno è a navata unica coperta da volta a botte unghiata, ha cappelle laterali e coro quadrato. Da notare: – L’affresco tardogotico dell’Annunciazione; – le statue dello scultore rinascimentale Aurelio PERSIO; – dell’arredo settecentesco sono, invece, i dipinti di Andrea MIGLIONICO e di Vincenzo FATO. Il prospetto sud è coronato da una edicola con la Madonna e il Bambino e presenta un portale sormontato da una edicola con Crocifisso e affiancato da due nicchie con statue di Santi.
FACCIATA con la Statua di San Leone Magno

INGRESSO Laterale


Chiesa di papa San Leone I Magno compatrono: Intitolata a san Leone Magno come da epigrafe sulla facciata, è stata edificata nel 1383 ampliando una già esistente chiesa romanica a cui venne annessa una torre normanna difensiva, poi convertita in campanile. Ai lati della facciata principale si ammirano le statue di Leone Magno e di Giovanni Battista, fino ad allora collocate internamente sull’altare maggiore, mentre sul fastigio vi è la scultura della Madonna Consolatrice. L’interno, suddiviso in tre larghe navate, è abbellito da arcate e da un affresco scoperto e restaurato di recente (1970) in stile tardo-gotico, dalle sculture di Aurelio Persio e dalle pregevoli tele di Andrea Miglionico e del castellane-se Vincenzo Fato. La parete di fronte all’altare maggiore è dominata da un maestoso organo. Notevole la presenza della cappella dedicata al Corpus Domini in cui nel paliotto dell’altare si ammira un’immagine raffinata della Madonna col Bambino. La parete di fronte all’altare maggiore è dominata da un maestoso organo. Notevole la presenza della cappella dedicata al Santissimo Sacramento in cui nel paliotto dell’altare si ammira un’immagine raffinata della Madonna col Bambino (sotto). E’ in fase di restauro un’importante statua lapidea raffigurante la Madonna Consolatrice con Bambino di Aurelio Persio, che dietro l’attuale monocolore bruno nasconde un sorprendente aspetto originariamente e naturalmente colorato.

La Chiesa Matrice, dedicata al grande pontefice San Leone, è sicuramente la più antica della città. Il primo impianto di questo luogo di culto risale agli inizi del ‘200 e naturalmente doveva essere di stile romanico. Di tale edificio rimangono solo indizi, parzialmente visibili nei sotterranei adibiti a sepoltura, e forse la cornice del rosone sulla facciata attuale. La chiesa del ‘200 non doveva essere molto vasta se dopo un secolo e mezzo, sicuramente per l’accresciuta popolazione, si pensò di costruirne una nuova, magari sfruttando e ampliando la vecchia struttura romanica. E’ questa la chiesa risalente all’epoca angioina, che fu cominciata nel 1383. Nella chiesa angioina fu inglobata una torre normanna di difesa che in seguito diventò torre campanaria. Questo piccolo ambiente, subito a destra di chi entra, ci conserva un pregevole affresco, di stile tardo gotico, raffigurante l’Annunciazione, venuto alla luce durante i lavori del 1970. L’affresco restaurato di recente, raffigura un angelo che mostra a Maria un cartiglio dove, con scrittura gotica, è inciso l’inizio dell’Ave gratia plena. La Vergine, avvolta da un manto color cobalto, è nel tipico atteggiamento di meraviglia ed ha un volto sereno e dolce. Tra i due personaggi, in alto, appena disegnata in un ovale, la figura dell’Eterno Padre.




















