CHIESA di Sant’AGOSTINO: Adiacente alla chiesa sorge il Convento agostiniano e un chiostro quattrocentesco: in questi locali fino al 1983 fu ospitata la raccolta ornitologica donata al comune di San Gimignano dalla marche-sa Marianna Panciatichi Ximenes d’Aragona Paulucci nel 1918 ed ora esposta nella chiesa del Quercecchio. Iniziata nel 1280 e terminata verosimilmente entro il 1298, interamente realizzata in mattoni, è semplice e austera, con i finestroni gotici che scandiscono i fianchi, coronati in alto da una cornice di arcatelle trilobate. Nell’immagine in evidenza: Altare Maggiore.


La chiesa presenta caratteristiche derivate sia dall’architettura romanica che da quella gotica. La facciata principale è aperta solo da un portale e da un occhio con la cornice decorata in cotto. Solitamente si accede alla chiesa attraverso la porta che si apre sul fianco destro. All’interno di un altare barocco possiamo vedere riscoperto un affresco con la Madonna del latte attribuito a Lippo Memmi e databile agli anni 1314 – 1315. La zona absidale è composta dalla cappella centrale del coro, affiancata da due cappelle laterali. Nella cappella del coro si trovano le celeberrime Storie della vita di sant’Agostino di Benozzo Gozzoli (1464-1465); la pala dell’altare maggiore con l’Incoronazione della Vergine, santi e angeli musicanti è opera di Piero del Pollaiolo ed è datata 1483. Nella Cappella alla destra dell’altare maggiore si trovano affreschi con scene della Vita della Vergine di Bartolo di Fredi (1374-1375), copiate dalle perdute scene che erano state affrescate da Simone Martini, Ambrogio e Pietro Lorenzetti (1335) sulla facciata dell’ospedale di Santa Maria della Scala di Siena; la pala d’altare di questa cappella è una Nascita di Maria di Vincenzo Tamagni, dipinta nel 1523. Nella cappella di sinistra, chiamata anche cappella del Sacramento, è stata collocata una tavola di scuola fiorentina degli anni trenta – quaranta del XV secolo raffigurante una Pietà con episodi della passione: l’opera proviene forse da San Domenico, ma era già in loco nel XIX secolo.








Le opere sulla parete sinistra della navata: Nelle adiacenze della cappella del Sacramento troviamo un affresco di Sebastiano Mainardi con San Gimignano che benedice tre illustri sangimignanesi (1487): l’affresco sovrasta il monumento funebre di fra Domenico Strambi (1488) committente anche dell’affresco. A lato della porta di ingresso del chiostro si trova un bel bassorilievo di Tino da Camaino. Vi si trova anche un pulpito di vero marmo di gusto rinascimentale decorato nel 1524. Posto verso la metà della navata è l’affresco con il San Sebastiano con devoti di Benozzo Gozzoli, completato il 28 luglio 1464. Il santo è rappresentato in un’iconografia lontana dalla tradizione, che lo propone come un giovane nudo, legato ad un albero o ad una colonna e trafitto da frecce. Benozzo Gozzoli, invece, lo ha raffigurato vestito, con un ampio mantello sorretto dagli angeli, al di sotto del quale si raccoglie la popolazione in preghiera, in cerca di protezione dalla peste – provocata dalle frecce che Dio Padre, irato, scaglia dall’alto. Ad intercedere per la popolazione ci sono anche il Figlio e la Vergine, col seno scoperto. Questo affresco è stato seguito da un secondo esemplare, presente sulla controfacciata della Collegiata di Santa Maria Assunta, nel quale il martirio del santo è invece proposto secondo l’iconografia tradizionale. Segue una tavola con Madonna in trono con bambino e Santi del 1511 di Ridolfo del Ghirlandaio. Infine, al primo altare, l’Adorazione della Croce, affresco di Vincenzo Tamagni.







