Il Giro delle Chiese

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Ex CONVENTO di SPOLTORE – PESCARA

La Chiesa di San Panfilo, detta anche fuori le mura o fuori terra, è l’icona identitaria della città di Spoltore. Passata definitivamente nel 1109 tra le pertinenze dell’Abbazia di Santa Maria di Picciano, nel 1139 è scelta della Prepositura e chiesa battesimale e sepultoria di tutto il castello di Spoltore. Il Convento in seguito alla soppressione degli ordini religiosi nel 1866 passò al Comune di Spoltore. Per gli alti costi di manutenzione il Convento, poi è stato ceduto alla famiglia Cerulli Irelli nel 1891. Nel Chiostro sono affrescate 26 storie di San Francesco, di cui 16 affreschi i più antichi appaiono irrimediabilmente deteriorati, quelli eseguiti dopo i terremoti del 1703 e del 1706 sono meglio conservati e leggibili.

CHIESA e CONVENTO di San PANFILO extra moenia:

La Chiesa di San Panfilo, detta anche fuori le mura o fuori terra, è l’icona identitaria della città di Spoltore. Passata definitivamente nel 1109 tra le pertinenze dell’Abbazia di Santa Maria di Picciano, nel 1139 è scelta della Prepositura e chiesa battesimale e sepultoria di tutto il castello di Spoltore. Dal 1480 fino al 1489 la parte destinata al culto è sottoposta a decise ristrutturazioni:Il soffitto viene sollevato di alcuni metri, la facciata spostata in avanti e, dietro questa, viene creato un endonartece. Il Portale, sormontato da un architrave modanato in pie-tra arenaria, è sostenuto da 2 mensole decorate a girali e motivi di rose, tipiche dell’arte abruzzese. Al di sopra il progettista colloca una cornice orizzontale con motivi di astra-gali, una lunetta ad arco inflesso, una conchiglia con 2 putti ai lati e, al centro della facciata, un Rosone privo di raggiera di stile romanico. Agli inizi del ‘600, dopo il trasferimento della Prepositura nella Chiesa di Santa Maria ante portam e di S. Antonio Abate, l’Università edifica, accanto alla vecchia chiesa, un convento, dove nel 1617 s’insedia una famiglia di Frati Osservanti Minori. Fin dal loro arrivo i Francescani avviano un’ampia ristrutturazione dell’apparato decora-tivo del tempio introducendo il barocco e la ritualità adottata dalla Chiesa post triden-tina: nell’arco di tempo che va dal 1617 al 1730, artisti del gesso e dell’affresco, pittori, stuccatori a volte ignoti, altre volte famosi, lasciano il segno della loro arte trasforman-do la chiesa in una gipsoteca (collezione di modelli e calchi in gesso di sculture o parti architettoniche oppure di singoli artisti), nella quale si riscontrano il primo e l’ultimo barocco abruzzese, ma anche un chiaro percorso di fede.

Nel Chiostro sono affrescate 26 storie di San FRANCESCO, di cui 16 affreschi i più antichi appaiono irrimediabilmente deteriorati, quelli eseguiti dopo i terremoti del 1703 e del 1706 sono meglio conservati e leggibili. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi (1866), cenobio e chiesa passano prima al Fondo Culto e poi al Comune. Gli alti costi di manutenzione spingono nel 1891 il Consiglio Comunale a cedere la Chiesa alla Confraternita di Santa Maria del Suffragio e a vendere il monastero alla famiglia Cerulli Irelli per 20.000 lire in Buoni del Tesoro. Nel 1911 la facciata del monastero è sottoposta ad un decisivo restyling. Su incarico dei Cerulli Irelli, l’architetto Ernst WILLE ridisegna le piccole finestre della facciata a sesto acuto; apre un balconcino al centro del 2° piano; inserisce sopra l’ingresso al chiostro un frontone a tutto sesto; sopra il portone principale colloca una veranda e all’angolo superiore destro della facciata un’altana. Altro particolare dello stile del WILLE: i sedili in pietra posti davanti al portone principale per il riposo dei visitatori in attesa di entrare. L’ex convento diventa un fortilizio neogotico. Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione dell’ex convento di San Panfilo a Spoltore è scaturito dall’attento studio dell’impianto architettonico originario e dalle nuove esigenze funzionali. La complessa configurazione dell’edificio deriva dalle sue vicende storiche e, quindi, dalla stratifica-zione di interventi che ha subito. La fondazione del complesso, realizzato dai Benedettini, è ascrivibile all’XI secolo, ma l’attuale impianto, a tre bracci con chiostro centrale, fu opera dei Francescani e risale al periodo barocco. Il convento, soppresso nel 1866, diventò residenza privata nel 1912. Allo stato attuale, l’ex convento si sviluppa su tre livelli che, seguendo l’impianto barocco, delimitano insieme alla chiesa il chiostro affrescato con pozzo centrale. La quasi totalità degli ambienti risulta coperta da volte: al periodo seicentesco risalgono le crociere, le vele e le botti realizzate in mattoni posti di taglio, mentre ottocentesche sono le volte a schifo in mattoni in foglio del primo piano.

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