Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San PANFILO Intra Moenia – SPOLTORE (PE)

La Chiesa di S. PANFILO è stata ricostruita nel XVIII secolo sulla vecchia chiesa di Santa Maria della Porta. Ha un impianto rettangolare a navata unica, con campanile a torre. Gli stucchi sono di Alessandro TERZANI. Come detto l’interno è a navata unica, con alti pilastri terminanti con capitelli dorati di ordine corinzio. Nella parte centrale due cappelle laterali di San Panfilo e della Madonna del Popolo, disegnano insieme alla navata una croce latina rovesciata.

La Chiesa di S. PANFILO è stata ricostruita nel XVIII secolo sulla vecchia chiesa di Santa Maria della Porta. Ha un robusto impianto rettangolare a navata unica, con campanile a torre. Gli stucchi sono di Alessandro TERZANI. Ha una navata unica, seguita da alti pilastri terminanti con capitelli dorati di ordine corinzio. Nella parte centrale due cappelle laterali di San Panfilo e della Madonna del Popolo, disegnano insieme alla navata una croce latina rovesciata. Il soffitto, decorato con stucchi e rilievi architettonici, è sorretto da archi a sesto ribassato. Il soffitto, decorato con stucchi e rilievi architet-tonici, è sorretto da archi a sesto ribassati. Ampi e numerosi finestroni sono sulla cupola e lungo le pareti laterali, in modo da ottenere maggiore luminosità. La cupola sovrasta la parte centrale della chiesa, caratterizzato da quadrangolo di sculture in stile classico, raffiguranti gli Evangelisti. Sul lato interno della facciata c’è un pronao su colonne che sorregge la cantoria con l’organo di Saverio De Cesaris (1927), rifacimento di un precedente settecentesco. Il presbiterio è separato dall’abside semicircolare da un coro ligneo. Il campanile turrito è in tipica merlature ghibellina, e si erge su tre settori, con la terminante cuspide conica.

Il nome del progettista è sconosciuto. L’impianto ricorda lo stile di Francesco Di Sio, un architetto campano molto attivo in Abruzzo nella seconda metà del 1700. La Matrice è dedicata al protettore della città con il titolo di S. Panfilo intra moenia) per distinguerla dall’altra antichissima chiesa, intitolata allo stesso santo, ma con l’appellativo extra moenia. L’aula, strutturata a navata unica con volta a botte, presenta paraste molto alte terminanti a capitelli dorati di ordine corinzio e cupola all’incrocio del braccio trasversale. Nel corso dei lavori all’aula longitudinale viene aggiunta un’abside semicircolare che conferisce alla chiesa la forma di croce latina rovesciata (quasi greca). Il transetto di destra è destinato a ospitare la Cappella di S. Panfilo, quello di sinistra l’altare della Madonna del Popolo. Nell’impianto originario i due altari sulla sinistra dell’aula sono dedicati ai benefici laicali di S. Giacinto della famiglia Aglione e di S. Nicola di Bari della famiglia Croci; i due della destra a S. Nicola P. M. della famiglia Toppi e all’Addolorata. Dopo l’abolizione dei benefici laicali (1806) gli altari di sinistra vengono intitolati a S. Antonio di Padova e alla Madonna delle Grazie oggi ospita il  busto  di  San Panfilo); quello dei Toppi al Sacro Cuore di Gesù (1856).

CAPPELLA di San PANFILO (8): La pala di S. Panfilo vescovo in cattedra, che dal 1794 adorna la mensa del protettore della città, è di Giuseppangelo Ronzi (1756 – + dopo il 1818), pittore di probabile origine pennese, molto attivo nel periodo in Abruzzo. San Panfilo spiega la buona novella ispirato dallo Spirito Santo, come papa Gregorio Magno (statua a sinistra), e dal Vangelo, che San Girolamo (statua a destra), con la sua traduzione in vulgata, ha reso accessibile a tutti. Il fastigio è completato dal medaglione della Chiesa, custode del bene prezioso del sacramento dell’eucarestia e nella memoria della Pasqua di morte e risurrezione di Cristo, mentre gli amorini invitano i fedeli a sostenerla e seguirla.

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