Il DUOMO di VIENNA (di Santo STEFANO e Tutti i Santi) è senza ombra di dubbio la più importante Chiesa di Vienna. Nell’immagine in evidenza: “Ultima Cena” di Giacomo RAFFAELLI nella Chiesa dei Minoriti.


E’ la cattedrale metropolitana di Vienna. Il monumentale edificio è uno dei simboli della città, e i viennesi lo chiamano “Steffl” dal termine che designa la guglia medievale del campanile, uno dei più alti del mondo, visibile da quasi ogni punto della città. Le fondazioni dell’edificio risalgono al 1147, quando sul luogo dell’attuale cattedrale venne realizzata una chiesa di pianta romanica. Una seconda più grande struttura sempre di pianta romanica fu edificata nel XIII secolo, e di essa ci rimangono il Portale dei Giganti e le Torri dei Pagani. Fu solo tra il XIV e il XV che la chiesa assunse una conformazione gotica. Ulteriori aggiunte vennero effettuate dagli Asburgo, tra cui l’edificazione della torre settentrionale. Nel 1515 vi venne celebrato il doppio matrimonio tra i nipoti di Massimiliano e i figli del re di Ungheria. Nel 1916 vi si tennero i funerali dell’imperatore Francesco Giuseppe. La cattedrale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti degli Alleati e dall’incendio che ne seguì nel 1945. Tre anni più tardi vennero completati i lavori di ricostruzione e restauro della chiesa.
Il Duomo di Santo Stefano non soltanto è l’edificio gotico più importante d’Austria. Lo Steffl, come viene affettuosamente chiamato a Vienna, è molto di più. È un punto di riferimento, un simbolo di identità e un simbolo della ricostruzione della Repubblica dopo la seconda guerra mondiale. La costruzione del Duomo di Santo Stefano iniziò nel XII secolo e il suo interno subì diverse modifiche nel corso dei secoli, fino ad assumere l’attuale aspetto barocco. La più alta delle quattro torri è la torre sud, con i suoi 136 metri. Dalla sommità si gode una vista panoramica su tutta Vienna. Ospita complessivamente 13 campane. La più famosa tra queste, la Pummerin, si trova però nella torre nord, alta 68 metri. Per grandezza questa è la seconda campana oscillante di tutta l’Europa. Le tegole colorate che rivestono il tetto del duomo di Santo Stefano formano lo stemma dell’aquila bicefala dell’impero asburgico e gli stemmi della città di Vienna e dell’Austria. Il duomo di Santo Stefano ha acquisito particolare fama anche grazie al dolce più famoso di Vienna: la sua immagine troneggia sopra la scritta del marchio sulla confezione rosa dei Manner Schnitten. Oltre a numerosi altari e cappelle laterali di grande pregio, si può visitare anche l’impressionante tesoro del duomo, comprendente reliquie artistiche, decorate con oro e gemme preziose, ostensori, testi, libri e paramenti liturgici. Il duomo ospita anche numerosi sepolcri di personaggi storici importanti. L’imperatore Federico III è sepolto qui in un imponente sarcofago di marmo. La piastra di copertura della tomba pesa da sola otto tonnellate. Il principe Eugenio di Savoia è sepolto nella sua propria cappella. Nelle catacombe riposa il duca Rodolfo IV, detto il “Fondatore”, che nel 1359 pose la prima pietra per la nuova costruzione gotica della cattedrale.

La Facciata dell’ingresso principale è costituita dal “Portale del gigante” e dalle due torri gemelle dette “Torri dei Pagani“. Il portale fu così battezzato dopo il ritrovamento, nel XV secolo, di un osso di mammut nelle fondazioni del sito. Le torri invece sono chiamate “dei pagani” perché si ergono sul luogo in cui nell’antichità sorgeva un tempio pagano. Sul lato sinistro vi è invece la “Porta dei Cantori“, ingresso un tempo riservato ai fedeli di sesso maschile. La torre nord, coperta nel 1556, ospita nella cupola la Pummerin, la grande campana di 21 tonnellate ottenuta dalla fusione di 100 palle di cannone sparate dai turchi contro le mura viennesi durante l’assedio della città. La campana venne realizzata nel 1711, ma nel 1945 crollò per i bombardamenti ed è stata ricostruita dai pezzi di quella precedente. La torre nord è incompleta, e una leggenda ritiene che il completamento non avvenne perché il suo architetto Hans Puchsbaum ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla struttura. La più alta di tutte le torri è quindi la torre sud cuspidata detta Steffl, alta ben 137 metri e piazzata singolarmente al lato del corpo principale dell’edificio. La piattaforma panoramica che dà una notevole vista della città è raggiungibile dopo aver percorso 343 gradini. Al suo interno alloggiano le 11 campane del concerto, che vengono utilizzate per le funzioni liturgiche. Esse sono state fuse dalla fonderia locale Pfundner nel 1960, a sostituzione delle precedenti campane che ad oggi sono collocate nella Heidenturm (Torre nord in facciata). Bello è il tetto maiolicato, completamente rivestito da ben 250.000 tegole smaltate che formano lo stemma dell’aquila bicefala degli Asburgo; il tetto fu ristrutturato dopo i danni della 2° guerra mondiale. Da esso si affacciano i tradizionali doccioni o gargoiles. Sul lato nord-occidentale è infine posto il pulpito di san Giovanni da Capestrano, realizzato nel XVIII secolo. Il santo francescano la cui statua è posta sopra il pulpito predicò proprio da quel punto contro l’invasione turca portando alla vittoria dell’esercito cristiano nel 1456 nella battaglia di Belgrado.

LEGENDA: 1) Ingresso, Portale del gigante; 2) Torre Pagana; 3) Cappella di Sant’Eligio; 4) Cappella della Santa Croce; 5) Navata Centrale; 6) Navata Destra; 7) Navata Sinistra; 8) Pulpito gotico, Pilgramkanzel; 9) Portale dei Cantori; 10) Portale del Vescovo; 11) Icona di Madonna di Pécs; 12) Sacrestia del Vescovo e dei Canonici; 13) Sacrestia Inferiore; 14) Officine; 15) Torre Sud, detta Steffi; 16) Torre Nord Heidenturm, incompleta; 17) Cappella di santa Caterina; 18) Cappella di santa Barbara; 19) Altare; 20) Cattedra Episcopale; 21) Altare Maggiore barocco; 22) Cristo del mal di denti; 23) Tomba dell’Imperatore Federico III; 24) Altare di Weiner Neudstadt (Città nuova di Vienna); 25) Sala Capitolare; 26) Sacrestia Superiore; 27) Orologio Solare; 28) Pulpito di San Giovanni da Capestrano.

INTERNO: Subito sopra l’ingresso principale si può ammirare l‘Organo installato nel 1960 in sostituzione di uno più grande risalente al tardo XIX secolo e distrutto durante la guerra. Domina la navata centrale il fastoso Pilgramkanzel, Pulpito gotico realizzato nel 1510 da Anton Pilgram e decorato con le statue dei quattro Padri della Chiesa, nonché da piccole sculture di animali diabolici scacciati da un cane. Da una piccola finestrella più sotto, la Fenstergucker, si affaccia lo stesso Pilgram, mentre sul lato sinistro della chiesa, sotto la cantoria gotica dell’organo, c’è un altro autoritratto del grande architetto, rappresentato con gli strumenti da lavoro, compasso e squadra. L‘Altare maggiore barocco in marmo risale al 1641 ed è opera dell’architetto Johann Jacob Pock e al centro ospita un grande dipinto che presenta il Martirio di Santo Stefano, patrono della cattedrale, opera del pittore tedesco Tobias Pock, autore anche della pala dell’altare laterale dedicato ai santi Pietro e Paolo, e fratello di Johann Jacob. A lato dell’altare c’è la tomba in marmo rosso dell’imperatore Federico III. Dall’altro lato si trova, invece, l’altare di Wiener Neustadt, commissionato dall’imperatore Federico III. L’altare è decorato da 72 dipinti di santi e da pannelli scultorei raffiguranti scene della vita della Vergine Maria e di Cristo. Numerose, nella cattedrale, le statue e le icone di Cristo e della Madonna associate a leggende popolari. La statua di Cristo crocifisso sembra abbia una barba vera che cresce ancora oggi, mentre il Cristo del mal di denti sarebbe solito punire i peccatori colpendoli appunto col mal di denti. La statua della Madonna dei Servi venne invece in soccorso a una cameriera accusata di aver rubato al proprio padrone. L’icona della Madonna di Pécs è pregata dai fedeli che hanno delle persone care malate, poiché si dice che l’immagine abbia versato lacrime. Fu questa Madonna ad aiutare il principe Eugenio di Savoia nella vittoria sui turchi, e proprio nella Cappella Tirna, posta di fronte al baldacchino con l’icona, c’è la tomba del principe Eugenio.

(Sopra): Pilgramkanzel, PULPITO gotico realizzato nel 1510 da Anton PILGRAM e decorato con le statue dei 4 Padri della Chiesa, nonché da piccole sculture di animali diabolici scacciati da un cane. Da una piccola finestrella più sotto, la Fenstergucker, si affaccia lo stesso Pilgram.


(Dopo) CATACOMBE: Le catacombe di Santo Stefano sono costituite da due sezioni: una parte più antica, del XIV secolo, risalente al periodo di edificazione della chiesa gotica, ed una parte più recente, del XVIII secolo. La sezione più antica è stata sottoposta a continui restauri, poiché è tuttora usata, come già in passato, come luogo di sepoltura.
CRIPTA dei VESCOVI: Nel primo vano del percorso sotterraneo vengono inumati fino a tutt’oggi gli arcivescovi di Vienna. All’anno 2015, l’ultimo arcivescovo deposto nelle catacombe è stato il cardinale Franz König.
CRIPRA DUCALE: Nel secondo vano si trova la cosiddetta “Cripta ducale”. Qui, tra il 1360 e il 1470, vennero sepolti i primi arciduchi d’Austria, della Casa d’Asburgo. Al centro riposa il duca Rodolfo IV il Fondatore ((DE) der Stifter). Egli meritò questo appellativo avendo finanziato la costruzione di gran parte del duomo gotico di Santo Stefano; inoltre, nel 1365 Rodolfo aveva fondato l’università di Vienna. Morì di peste cinque mesi più tardi, a soli ventisei anni di età, a Milano. In nicchie laterali sono collocate delle urne di rame, dove si conservano le interiora degli Asburgo. Dal XVII secolo, infatti, gli Asburgo si fecero imbalsamare, rendendo necessaria l’eviscerazione. I cuori venivano riposti in urne d’argento, collocate nella chiesa degli Agostiniani, presso la residenza imperiale della Hofburg. Gli altri organi venivano conservati nelle catacombe della cattedrale, mentre le salme venivano imbalsamate e inumate nella Cripta Imperiale della chiesa dei Cappuccini. L’ultimo a essere seppellito in questo modo fu, nel 1878, Francesco Carlo, il padre dell’imperatore Francesco Giuseppe.

LAPIDARIUM: In una sala delle catacombe è ospitato il museo lapideo della cattedrale. Qui sono conservati garguglie, pietre tombali e altre figure tratte dagli esterni del duomo, ora sostituite da copie. CRIPTA dei MONACI: In questo ambiente, dietro alle lastre di pietra, vengono inumati i membri del capitolo della cattedrale. CATACOMBE del XVIII secolo: È la parte più recente delle catacombe, ma poiché non vie-ne più impiegata né restaurata dal 1783 appare più vetusta della parte antica. Dopo che, nel 1739, fu necessario chiudere gli spazi cimiteriali all’interno delle mura citta-dine, per decreto dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo venne allestito un grande cimitero ipogeo sotto la piazza di Santo Stefano. In un primo vano si nota una camera sepolcrale in cui venivano accatastate circa 400 bare. Quando lo spazio era colmo, la stanza veniva murata. In totale, nel corso di quarant’anni, vennero inumate qui circa 11.000 persone. È presente anche una fossa comune: essa venne realizzata durante l’ultima epidemia di peste che Vienna conobbe, nel 1713. Originariamente era soltanto una buca scavata nella piazza di Santo Stefano, in cui furono gettate tra le 800 e le 1.000 salme. Al termine del percorso delle catacombe si trova anche un ossario: poiché nelle catacombe lo spazio per le bare era comunque limitato, vi venivano condotti dei carcerati, con il compito di svuotare i grandi vani, di pulire le ossa e di ammucchiarle in camere più piccole. In questo modo si risparmiava molto spazio e i vani grandi erano sgomberi per nuove inumazioni. Nel 1783 questo cimitero pubblico venne definitivamente chiuso, ed entrarono in funzione soltanto i cimiteri all’esterno della cinta muraria cittadina. Qui venne sepolto anche Luigi III Gonzaga (†1819), ultimo erede dei Gonzaga di Castiglione.

(Sopra) CHIESA di San RUPRECHT: E’ una piccola chiesa di Vienna. Viene considerata come la più antica della città. E’ stata fondata se-condo la leggenda nel 740 e si trova nella parte più antica della città, sopra l’insediamento romano di Vindobona. Durante il medioevo la chiesa fu sede del Salzamt (Ufficio del sale) che distribuiva il sale portato in città dai mercanti sul vicino Danubio. La chiesa venne poi rimaneggiata più volte (l’ultimo intervento è stato nel 1622).



(Dopo) INTERNO: La chiesa di San Carlo Borromeo è una chiesa cattolica situata a Vienna, nella parte sud della Karlsplatz. Essa è collocata ai margini del primo distretto, 200 metri fuori dalla Ringstraße. È una delle più eminenti chiese barocche d’oltralpe e vanta una imponente cupola dalla forma ellittica. Restaurata sul finire degli anni ottanta del Novecento, è nota grazie alla sua cupola e alle sue due colonne poste ai lati, decorate con bassorilievi, come pure grazie al suo ruolo di contrappeso architettonico del Musikverein e dell’Università viennese di tecnologia.

La Chiesa venne fatta costruire per volere dell’imperatore Carlo VI, a seguito dell’epide-mia di peste che colpì la città. Nel 1714 venne indetto un concorso per il progetto del-la chiesa, che venne vinto da Johann Bernhard Fischer von Erlach che la realizzò in stile barocco, con forme eclettiche (che per alcuni aspetti guardano anche al Neoclassi-cismo) e sontuose. La sua costruzione durò 25 anni, Erlach non vide ultimato il suo progetto, che fu portato a termine dal figlio. La costruzione iniziò nel 1716 sotto la supervisione di Anton Erhard Martinelli. Lo scalone d’ingresso è affiancato da 2 angeli, rappresentati il Vecchio ed il Nuovo Testa-mento mentre la facciata si ispira alla chiesa di Sant’Agnese in Agone di Roma. Il decoro del frontone rappresenta le sofferenze della cittadinanza viennese durante l’epidemia di peste. Le due colonne con fregio a spirale, ispirate alla Colonna Traiana di Roma e realizzate da Lorenzo Mattielli, sono decorate con rilievi raffiguranti la vita di Carlo Borromeo. La vasta cupola ed il porticato d’ingresso sono ispirati all’arte classica greca e romana. Anche gli interni furono riccamente decorati, con affreschi e sculture. L’altare maggiore è decorato con rilievi in stucco, opera di Alberto Camesina, raffiguran-ti l’Ascensione di san Carlo Borromeo. La cupola è affrescata ad opera di Johann Michael Rottmayr e vi è raffigurata l’Apoteosi di San Carlo Borromeo. Sulla cantoria in controfacciata si trova l’organo a canne, risalente al 1739 e opera di autore ignoto, ampliato nel 1847 da Joseph Seybert. A trasmissione meccanica, dispone di 30 registri ed è racchiuso entro una cassa di gusto barocco, la cui sezione centrale corrisponde a quella dello strumento originario; la sua consolle ha due tastiere e pedaliera.

Maria am Gestade (Santa Maria sulla Riva) è una delle più antiche chiese di Vienna ed uno degli ultimi esempi di architettura gotica che sopravvivono nella città. La chiesa sorge in Salvatorgasse 12, nella Innere Stadt, vicino al canale del Danubio.
Si racconta che nel I X secolo in questo luogo sorgesse una chiesa in legno, che serviva anche come posto di lavoro per pescatori e marinai. La chiesa è menzionata per la prima volta nel 1158. L’edificio attuale fu costruito tra il 1394 e il 1414 in stile gotico. Nel 1409 la chiesa entrò a far parte della diocesi di Passavia e come tale rimase, una sorta di enclave, anche dopo che fu costituita la diocesi di Vienna nel 1469. La chiesa fu sconsacrata nel 1786 e gradualmente cadde in rovina. Fu utilizzata come deposito e scuderia durante l’occupazione della città nel 1809 da parte delle truppe di Napoleone. Nel 1812 la chiesa fu rinnovata e nuovamente consacrata. Oggigiorno è frequentata dalla comunità ceca della città. Le colonne della navata sono decorate con baldacchini gotici, che racchiudono sculture appartenenti a vari periodi, da quello medievale a quello moderno. Il Coro ha due pannelli gotici risalenti al 1460, raffiguranti uno l’Annun-ciazione e l’altro la Crocefissione. Altro particolare rilevante della chiesa sono le vetrate poste dietro l’altare maggiore. La chiesa ha un campanile alto 56 metri.

(Dopo): CHIESA dei MINORITI: (Arch. padre Giacomo di Parigi; Stile gotico; Inizio costruzione 1276). L’antica chiesa dei Minoriti, il cui nome ufficiale è Chiesa Nazionale Italiana Madonna della Neve, è una chiesa costruita in stile gotico francese che si trova nel primo Di-stretto a Vienna. La chiesa è attualmente gestita dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X.

La Congregazione Italiana Madonna della Neve è un’associazione di cattolici italiani residenti a Vienna fondata nel 1625 dal gesuita Guglielmo Lamormaini come congregazione mariana e divenuta indipendente dall’Ordine Gesuita nel 1773. La Congregazione ha conservato fino a oggi il suo carattere di associazione italiana ed è composta soprattutto di italiani trasferitisi a Vienna e di loro discendenti. Per promuovere la lingua e la cultura italiana a Vienna la Congregazione, oltre che organizzare le S. Messe in lingua italiana, sostiene anche una scuola italiana per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni. I corsi vengono suddivisi in diversi livelli a seconda dell’età e delle conoscenze dei partecipanti. L’associazione ha anche un proprio coro a cui è stato dato il nome di Antonio Salieri, uno dei più noti membri della Congregazione Italiana. Nella chiesa si può scorgere un maestoso simbolo di “italianità”: un mosaico, copia dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, opera di Giacomo Raffaelli terminata nel 1817, commissionata da Eugenio Beauharnais che intendeva donarla a Napoleone I, per il Louvre. Dal 1784 la cura delle anime della Chiesa Nazionale Italiana di Vienna fu assunta in parte da sacerdoti diocesani in parte da sacerdoti di vari ordini, tra i quali i Redentoristi e i Salesiani. Dal 1957 al 2019 la cura pastorale è stata temporaneamente svolta dai frati minori, dopodiché nuovamente da sacerdoti diocesani. Nel 2021 la chiesa è stata donata alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, fraternità cattolica tradizionalista di rito tridentino.







La Chiesa di San PIETRO, o in tedesco Peterskirche è una chiesa monumentale di Vienna. Sul sito dell’attuale chiesa sorgeva uno dei più antichi edifici sacri di Vienna, fondato nel 792 da Carlomagno del quale oggi nulla resta. Nel 1701 fu iniziata la costruzione della nuova Peterskirche, l’attuale, dapprima su progetto di Gabriele Montani, al quale subentrò due anni dopo Johann Lukas von Hildebrandt al quale si deve la facciata concava e la cupola. Diresse i lavori l’architetto Francesco Martinelli. Tra 1998 e 2004, un completo restauro ha dato lucentezza alle ricchezze artistiche della chiesa viennese. La chiesa di San Pietro è inserita tra altre architetture, sviluppandosi soprattutto in altezza, all’interno di uno spazio ristretto. Alla parte centrale sovrastata da una grande cupola, si affiancano due torrette, opera di Matthias Steinl, autore di molte delle decorazioni interne. Il baldacchino sopra il portale della facciata fu disegnato nel 1753 da Andreas Altomonte. L’interno, dalla caratteristica pianta ovale, ha la superficie della cupola completamente affrescata con Incoronazione di Nostra Signora, opera del 1713 di Johann Michael Rottmayr.




