Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

SALERNO: BASILICA PONTIFICIA di Santa MARIA de GULIA – CASTELLABATE

La BASILICA di Santa MARIA de GULIA, situata a Castellabate paese, risale alla prima metà del XII secolo ed è sorta sulla preesistente cappella basiliana. Il luogo di culto pur essendo dedicato a santa Maria Assunta assume il nome di Santa Maria de Gulia. Nell’immagine in evidenza: Castellabate.

Castellabate sorge a circa 300 metri sul livello del mare proprio al di sopra di un colle, dove svetta il suo castello, il Castrum Abbatis, il Castello dell’Abate, da cui prende il nome la località. Il Castello fu fatto edificare da san Costabile Gentilcore dal 1123, divenuto patrono di Castellabate e celebrato tutti gli anni il 17 febbraio. Una fortezza eretta in difesa del territorio e della popolazione dagli attacchi dei Saraceni. All’interno scorreva la vita del borgo, che oggi possiamo visitare in tutta la sua bellezza, rimasta inalterata. Castellabate si trova nella parte alta rispetto alle sue frazioni vicino al mare, dunque, vi aspetta una salita abbastanza ripida, da percorrere in auto o, per i più temerari, a piedi. In ogni caso, vedrete che ne varrà davvero la pena. Il premio è, infatti, l’eccezionale panorama che si può ammirare dal Belvedere San Costabile. Si tratta di una spettacolare terrazza vista mare, dove ci si può immergere nel blu del mare circostante, con le spiagge del Pozzillo e di Santa Maria, incorniciato dalle frazioni di Santa Maria di Castellabate e del piccolo borgo di San Marco. Sostare qui e rimirare il paesaggio vi rimetterà al mondo! Non a caso, Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e re di Napoli, affacciandosi al noto Belvedere di Castellabate pronunciò la celebre frase “qui non si muore”, riferendosi all’aria pura e al panorama che riempie di bellezza gli occhi di ogni visitatore, epoca dopo epoca. Da qui, oltre il Castello dell’Angelo si trova il mitico borgo storico, che si struttura intorno alle mura del Castello stesso. La fortezza è costituita di mura perimetrali con quattro torri angolari. All’interno, un dedalo di vie, vicoli in pietra viva e passaggi strettissimi al di sotto delle case. Sotterranei che, secondo alcune leggende, erano pensati per ricongiungersi con la parte marina di Castellabate e consentire la fuga in caso di invasione. Tutt’intorno alle stradine antiche sorgono gli edifici e i palazzi nobiliari: palazzo Perrotti risalente al XVII secolo, che ospita ancora intatta la stanza di Gioacchino Murat; palazzo Matarazzo, con i suoi portali aragonesi; palazzo Antico; palazzo Jaquinto; palazzo Forziati; palazzo Meriglia; palazzo Verrone; palazzo Gammarano e palazzo Comenale (sede dell’archivio comunale). Il centro storico di Castellabate è diventato col tempo, una ambita location per eventi e manifestazioni artistiche e culturali.

BORGO MEDIEVALE: L’abitato medievale sorge su colle Sant’Angelo e conta 5 accessi: porta “Cavalieri” e porta “di Mare”, dal lato mare; porta “la Chiazza” e porta “Sant’Eustachio” dalle campagne; porta “de li Bovi” dal retroterra (Belvedere). L’accesso principale è dal “Belvedere di San Costabile” (chiamato anticamente “Vaglio”), una terrazza a picco sul mare con vista panoramica del golfo di Salerno, dell’isola di Capri e d’Ischia. Il paese si sviluppa intorno alle mura del “Castello dell’abate“, che fu fondato nel 1123 dall’abate Costabile e completato dal suo successore Simeone, con lo scopo di proteggere la popolazione locale dedita a fiorenti traffici via mare da eventuali attacchi da parte dei Saraceni. La fortezza è dotata di mura perimetrali con quattro torri angolari a pianta rotonda e cela all’interno abitazioni, forni, cisterne e magazzini per le provviste. Sono accessibili i sotterranei, che, secondo alcune leggende, raggiungono le frazioni marine per poter permettere la fuga in caso di invasione. La struttura, completamente restaurata, è diventata un punto di riferimento per manifestazioni artistiche, culturali e sociali. Il borgo è caratterizzato dall’intreccio di vicoletti in pietra viva e stretti passaggi al di sotto delle casette comunicanti. Tra queste si collocano i vari palazzi gentilizi del Settecento, costruiti ex novo o ampliati da dimore preesistenti, che appartengono a famiglie facoltose del luogo o della nobiltà salernitana e napoletana. I principali sono: palazzo Perrotti (del XVII secolo, conserva intatta la stanza di Gioacchino Murat), palazzo Matarazzo (uno dei più grandi e antichi del borgo con i suoi due artistici portali aragonesi e lo stemma di famiglia dipinto su una volta), palazzo Antico, palazzo Jaquinto (con lo stemma in marmo sul portone d’ingresso), palazzo Forziati, palazzo Meriglia, palazzo Verrone, palazzo Gammarano e palazzo Comenale (sede dell’archivio comunale). Ma la vera agorà del borgo medievale è la piazza 10 ottobre 1123 (data di fondazione del castello) con vista panoramica sulla valle dell’Annunziata.

La BASILICA di Santa MARIA de GULIA, situata a Castellabate paese, risale alla prima metà del XII secolo ed è sorta sulla preesistente cappella basiliana. Il luogo di culto pur essendo dedicato a santa Maria Assunta assume il nome di Santa Maria de Gulia. Così chiamata, per aferesi, perché il colle sul quale sorgeva, visto dal mare, sembra un’aquila posante con l’altero rostro rivolto a destra. Il nome potrebbe derivare anche da guglia, cioè cima, vetta. La chiesa fu consacrata nel 1138, dal beato Simeone quinto abate di Cava, e nel 1988, il 2 agosto è stata elevata a basilica minore grazie all’importanza del ruolo rivestito per il territorio in ambito sia religioso che socioeconomico. In origine la struttura a due navate di stile romanico ha subito varie trasformazioni di stili e di volumetrie. Dopo l’ultimo ampliamento nel Seicento si presenta suddivisa in tre navate da due serie di 4 archi e con il suo caratteristico Campanile tardo-romanico. Dell’epoca romanica conserva anche le monofore, il soffitto a cassettoni, mentre dell’epoca barocca la facciata principale, il transetto e l’abside.

INTERNO: Al suo interno sono custodite tavole pittoriche ed affreschi di spessore artistico. Un pavimento maiolicato del XV secolo, con quattro esagonette intorno al tozzetto centrale, presenta decorazioni con profili umani di origine islamica e delle scritte allegoriche di sapore tardo gotico. L’opera di maggiore rilievo è il polittico del 1472 di Pavanino da Palermo, che raffigura la Madonna con Bambino in trono, con san Pietro e san Giovanni ai lati, mentre sulla cimasa, in pannelli cuspidali, sono riprodotte la Crocifissione e due scene dell’Annunciazione.

– Nella Navata di destra si trovano: la pila di acqua lustrale del (XII secolo), l’olio su tavola raffigurante Madonna con Bambino tra sant’Agostino e san Francesco di Paola (XVII secolo), l’olio su tavola Madonna del Carmelo con i santi Francesco, Antonio, Rocco e Maria Maddalena (XVII secolo), la scultura lignea della Mater Christi (XVI secolo), la fonte battesimale in marmo (XVI secolo), su cui si trova scolpito l’antico stemma della Università (Castrum Abatis), il pavimen-to maiolicato (XV secolo), l’olio su tavola di san Michele Arcangelo (XVI secolo), raffigurante l’Arcangelo Michele che trafigge il diavolo sotto le spoglie di una formosa donna con ali di pipistrello e gli arti inferiori di una sirena.

– Nella Navata di sinistra meritano di essere menzionati: l’olio su tela di santa Caterina d’Alessan-dria (XVII secolo), il confessionale ligneo (XVII secolo), la scultura lignea del crocifisso e della Madonna Addolorata (XVII secolo), l’affresco raffigurante le tentazioni di sant’Antonio, il mosai-co di artisti fiorentini raffigurante san Costabile con la Madonna de Gulia, il busto in bronzo di san Costabile (1662) dell’orafo Aniello Treglia, realizzato con le offerte dei fedeli dopo essere scampati alla peste del 1656. Un altro busto d’argento, custodito nella sacrestia, è stato realizzato nel 1993 dagli argentieri Catello di Napoli, in sostituzione del busto del 1837, eseguito da Mattia Condursi e trafugato negli anni settanta. Infine nell’abside due grandi tele raffiguranti san Lorenzo di Vincenzo De Mita (1798) e san Nicola di Bari di A. De Mita (1798) adornano il transetto.

POLITTICO: L’opera di maggiore rilievo è il polittico del 1472 di Pavani-no da Palermo, che raffigura la Madonna con Bambino in tro-no, con san Pietro e san Giovanni ai lati, mentre sulla cimasa, in pannelli cuspidali, sono riprodotte la Crocifissione e due scene dell’Annunciazione.

NAVATA Destra: Olio su tavola raffigurante Madonna con Bambino tra sant’Agostino e san Francesco di Paola (XVII secolo)

(dopo): Olio su tavola di san Michele Arcangelo (XVI secolo), raffigurante l’Arcangelo Michele che trafigge il diavolo sotto le spoglie di una formosa donna con ali di pipistrello e gli arti inferiori di una sirena.

CHIESA di S. MARIA delle GRAZIE (XIX secolo)

Chiesa di Santa Maria delle Grazie: costruita a piazza Giovanni Paolo II (Ogliastro Marina) nel 1896 ampliando la prece-dente cappella omonima del XVII secolo. La chiesa è dedicata a santa Maria delle Grazie in virtù dei numerosi inter-venti miracolosi a favore dei naviganti della zona. Nel 2011 la facciata è stata rivestita in pietra ed è stata posta la scritta Ave Stella Maris.

(dopo): SANTUARIO di Santa MARIA a MARE (Stile moderno 1826-1836 su una Cappella preesistente del XII secolo)

Il Santuario di Santa Maria a Mare è situato a Castellabate, nella frazione di Santa Maria nei pressi della spiaggia di Marina Piccola. Questa struttura religiosa era anticamente denominata Santa Maria “presso il lido del mare” e se ne ha notizia già nel 1102, quindi risulta antecedente all’insediamento abitativo della frazione e se pur con notevoli trasformazioni è sita nel medesimo posto dove fu edificata inizialmente. Con l’atto notarile dell’8 agosto 1826 le famiglie del luogo si assunsero l’onere di costruire la nuova chiesa. La scelta di dedicare il tempio di culto a santa Maria a Mare è dovuta al fatto che a quel tempo tra la gente del posto vi erano numerose famiglie giunte da Maiori con l’emigrazione del XVIII secolo. Questi ultimi portarono con sé la devozione per santa Maria a Mare, alla quale avevano intitolato anche la collegiata del loro paese natale. I lavori di edificazione terminarono nel 1836 quando la nuova chiesa fu solennemente benedetta. L’edificio è composto da tre navate divise da pilastri e presenta un campanile a base esagonale che contraddistingue il paesaggio della Marina Piccola. Al centro dell’abside troneggia la statua di santa Maria a Mare, patrona della frazione. Una leggenda narra che questa nei primi anni del 1800 fu ritrovata da alcuni pescatori nelle acque antistanti la marina di Castellabate. Si suppone che l’effigie fu gettata in mare da una nave a rischio di affondamento per il troppo peso. La credibilità di tale leggenda viene avvalorata dal fatto che non esiste una prova certa che certifichi la realizzazione della sacra effigie. Per cui la tradizione vuole che siano proprio i pescatori a portare a spalla in processione la statua rinvenuta in mare il giorno della sua celebrazione (il 15 agosto). La facciata anteriore presenta la scritta in rilievo “Santuario Santa Maria a Mare” e la porta  centrale in bronzo, nella quale sono raffigurate in rilievo l’immagine di santa Maria a Mare e alcuni eventi che ne hanno contraddistinto la storia: l’incoronazione a piazza san Pietro a Roma da parte del papa Benedetto XVI, il pellegrinaggio a Maiori via mare e l’arrivo nel Santuario delle reliquie di Santa Teresa.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>