La Chiesa della Badia di Sant’Agata si affaccia sulla via Vittorio Emanuele II si trova di fronte al fianco nord della cattedrale di Sant’Agata e occupa, insieme all’annesso monastero (oggi di proprietà comunale), l’intero isolato delimitato da via Raddusa, via Santa Maria del Rosario e via Sant’Agata. Nell’immagine in evidenza: Interno.



La Chiesa è uno dei principali monumenti barocchi della città, opera di Giovanni Battista VACCARINI. L’edificio poggia sulle rovine dell’antica chiesa e del convento del 1620, su progetto di Erasmo Cicala e dedicati a Sant’Agata, poi crollati a causa del terremoto del 1693. La Chiesa ha impianto a croce greca, con ingressi e cappelle disposti lungo i lati di un ottagono regolare. Altari e rivestimenti degli ambienti sono in marmo giallo di Castronovo; sui piedistalli posti sulle mense sono collocate statue di stucco lucido, che raffigurano in senso orario San Benedetto, l’Immacolata Concezione, Sant’Agata, San Giuseppe e Sant’Euplio. Le statue in stucco marmorizzato furono realizzate nel 1782 ad opera di Giovan Battista Marino, Mario Biondo e Giovan Battista Amato. Emiciclo destro: Cappella di Sant’Euplio. Altare dedicato a Sant’Euplio, diacono e martire del IV secolo sotto Diocleziano; Cappella del Santissimo Crocifisso; Cappella di San Giuseppe. Emiciclo sinistro: Cappella di San Benedetto; Altare dedicato a San Benedetto. Ingresso laterale sinistro. Cappella dell’Immacolata Concezione. Abside: Cappellone di Sant’Agata e altare maggiore.





La CHIESA venne edificata, come già detto, a partire dal 1736 su progetto dell’Arch. Giambattista VACCARINI, che affidò allo scultore Giambattista MARINO la realizzazione delle statue che ornano il timpano e la balaustra. La Chiesa fu ultimata nel 1782. Il solido prospetto della chiesa è introdotto da una cancellata in ferro battuto e da una ampia scalinata in pietra lavica. La facciata, interamente in pietra calcarea è impostata su un’alta zoccolatura di pietra lavica. In alto, arretrata rispetto alla facciata, la cupola con conci di pietra calcarea. Di raro equilibrio l’interno, che presenta l’impianto con l’asse longitudinale absidato più lungo di quello trasversale, terminato a destra con la grata sovrastata dal Crocifisso ligneo di Ignazio CARNAZZA, che si staglia sopra un fondale in marmo giallo, incorniciato da diaspro rosso (aiuta a ritrovare l’equilibrio e il collegamento con la terra, promuove il coraggio e la combattività. Stimola un atteggiamento sicuro fiducioso, elimina i sensi di colpa e apre all’amore). La grande cupola è sul tamburo a prisma ottagonale. Nobilita l’armonia il marmo giallo di Castronovo, utilizzato per gli altari. Completa questo delicato gioco cromatico il pavimento in marmo bianco e bardiglio (il bardiglio, nelle sue varietà di colore, appartiene alla famiglia dei marmi di cui fanno anche parte i marmi bianchi, i cipollini, le brecce ed altri). Sull’Altare Maggiore tridentino in marmo giallo troneggia la statua di Sant’Agata titolare della Chiesa.





















