Il Giro delle Chiese

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NAPOLI: SANTUARIO della BEATA VERGINE del ROSARIO – POMPEI (1° Parte)

Il SANTUARIO è uno dei  più importanti  santuari mariani e visitati d’Italia. Il santuario ha la dignità di basilica pontificia. È cattedrale della prelatura territoriale ed è sede della delegazione pontificia. La storia del santuario è legata a quella del beato Bartolo Longo, suo fondatore, e della contessa Marianna de Fusco (moglie del conte Albenzio de Fusco), con la quale condivise una vita dedicata al servizio dei più bisognosi. Nell’immagine in evidenza: Affresco Interno della Cupola.

Il Santuario è stato costruito grazie alle offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo. La sua costruzione ebbe inizio l’8 maggio 1876 mediante la raccolta dell’offerta di ”un soldo al mese”. Primo a seguirne i lavori fu Antonio Cua, docente dell’Università di Napoli, che diresse gratuitamente la costruzione della parte rustica. Giovanni Rispoli in seguito si occupò della decorazione e della monumentale facciata inaugurata nel 1901. Ha aspetto basilicale ed è caratterizzata da due ordini sovrapposti. L’ordine inferiore, in stile ionico, presenta centralmente un corpo avanzato in corrispondenza della nava-ta centrale. In quest’ordine sono presenti tre arcate (con la centrale maggiore) che immettono al portico (pronao) e quindi ciascuna ad una navata. Nella parte bassa di quest’ordine è presente un robusto basamento dal quale si elevano, in corrispondenza di ciascuna arcata, pilastri (per le arcate laterali) e 4 colonne monolitiche di 6.80 metri di granito rosa (per l’arcata centrale). Tali pilastri e colonne hanno basi attiche (basi usate un tempo in Attica, costituite da 2 tori separati da una scotia, modanatura o canaletto concavi, come le basi che si possono vedere nell’Eretteo ad Atene) e capitelli ionici. Sopra le arcate c’è la scritta “VIRGINI S.S. ROSARII DICATVM” (Dedicato alla Vergine del Santo Rosario).

La posa della prima pietra del Campanile avvenne il 12 maggio 1912. Dopo tredici anni, il 24 maggio 1925 avvenne l’inaugurazione con una solenne cerimonia in presenza di Bartolo Longo (che allora aveva 84 anni). Il campanile sorge su una palizzata in cemento armato di una superficie di circa 400 m². Architettonicamente la struttura è costituita da tre parti: l’esterna, decorata di granito grigio; l’interna di mattoni pressati; una terza centrale composta da un’armatura a castello di travi metalliche che forma una torre di collegamento, dal peso di 100.000 kg, che sostiene una scala in ferro che conduce fino alla sommità. Il campanile, alto 80 m, presenta al vertice una croce di bronzo alta 7 m (illuminata di notte), opera dell’architetto Aristide Leonori. È in stile corinzio ed è carat-terizzato da 5 ordini sovrapposti, all’ultimo dei quali è presente una terrazza con balau-stra, raggiungibile mediante un ascensore interno, visitabile tutti i giorni e dalla quale è possibile godersi una notevole panoramica che va dalle isole del golfo fino all’Appenni-no, agli Scavi, al Vesuvio e alla Valle del Sarno. Al 1° ordine è presente un monumentale portone splendidamente decorato. Una nicchia al 4° ordine racchiude un’imponente statua di 6 m in marmo di Carrara, rappresentante il Sacro Cuore di Gesù con sopra la scritta “VENITE AD ME OMNES” (Venite a me voi tutti). Ai 4 angoli del 3° ordine sono invece posti 4 grandi angeli in bronzo che danno fiato alle trombe. Un sistema elettrico mette in funzione un concerto di 8 campane, di differenti dimensioni e quindi di suono. La campana maggiore ha 2 metri di diametro e pesa 50 quintali. Tali campane, riccamente decorate, furono formate dalla fonderia Marinelli nel cortile della allora proprietà Falanga in Via Sacra, a poche decine di metri dal santuario, usando 100 quintali di cannoni di guerra, cui si aggiunsero 50 quintali di rame e una quantità proporzionale di stagno per ottenere i 180 quintali di bronzo necessari.

CUPOLA: La primitiva cupola, alta 29 metri, fu sostituita dopo i lavori di ampliamento con l’attuale, di maggiori dimensioni e alta ben 57 metri. Essa è al centro di altre 4 cupole minori. Architettonicamente si compone di 2 tamburi sovrapposti e termina con un cupolino dal quale svetta la croce. Essa è stata affrescata dall’arti-sta Angelo Landi, il quale vi ha dipinto 360 figure su una superficie di ben 509 m².

INTERNO della CUPOLA

ALTARE MAGGIORE: Una balaustra a semicerchio circonda il trono e l’altare maggiore. Al centro di essa vi è un artistico cancello con 5 nicchie in ciascuna delle quali è collocata una statua d’argento (rappresentano la religione, la fede, la carità, la speranza e la purità). Il trono è distaccato dall’altare. Due pilastri rivestiti in marmo nero sorreggono il piano del trono. Su di esso sono collocate due angeli di bronzo (opera dell’artista Salvatore Cepparulo). Quattro colonne in marmo alte 4 metri, si innalzano dal piano del trono e presentano basi e capitelli corinzi in bronzo dorato. La parte posteriore del trono è rivestita di marmi preziosi.

Bartolo Longo, nel suo intento di propagandare la pratica del Rosario tra i pompeiani, si recò a Napoli per acquistare un dipinto della Madonna del Rosario. L’idea era quella di acquistarne uno già visto in un negozio: ma le cose andarono diversamente. Si recò, invece, al Conservatorio del Rosario di Portamedina e chiese a suor Maria Concetta De Litala un vecchio dipinto del Rosario ma rimase sconcertato quando la suora gli mostrò il dipinto: una tela corrosa dalle tarme e logorata dal tempo, mancante di pezzi di colore e con la Madonna che insolitamente porge la corona a santa Rosa anziché a santa Caterina da Siena come vuole la tradizione domenicana. Bartolo fu sul punto di rinunciare ma, dietro insistenza della suora, ritirò il dipinto. Nel tardo pomeriggio del 13 novembre 1875 l’immagine della Madonna giunse a Pompei su un carretto guidato dal carrettie-re Angelo Tortora e adibito al trasporto di letame. Avvolta in una coperta logora e consunta, fu scaricata davanti alla fatiscente parrocchia del Santissimo Salvatore. Quando, tolta la coperta, fu mostrato il dipinto, lo stesso stupore che a prima vista aveva colto Bartolo si manifestò anche negli altri presenti. Tutti concordarono che esso non potesse essere esposto in quelle condizioni se non dopo un suo restauro sia pure parziale. Il primo restauro fu opera di Guglielmo Galella. Fu restaurata una seconda volta dal pittore napoletano Federico Maldarelli che si occupò tra l’altro di trasformare la figura di santa Rosa in santa Caterina da Siena. Un altro artista napoletano, Francesco Chiariello, sostituì la malandata tela allungandola di un palmo prima che Maldarelli effettuasse il secondo restauro. L’ultimo restauro fu effettuato nel 1965, un restauro altamente scientifico durante il quale furono riesumati i colori originali che erano stati coperti da altri che vi si erano sovrapposti nel corso dei precedenti interventi.

La MADONNA di POMPEI: l quadro è collocato tra marmi policromi, lastre di onice e lapislazzuli ed intorno sono presenti 15 medaglioni in rame sui quali il Paliotti dipinse i “quindici misteri” del Rosario. Il 12 luglio 2018 sono stati aggiunti intorno al quadro anche i 5 misteri della luce, facendoli diventare 20. Il Ciborio, ad imitazione del Pantheon di Roma, è ricco di metalli e marmi preziosi. Ha forma ottagonale e per la quantità e qualità di oro, argento, bronzo, marmo e statue bronzee è di per sé un capolavoro.

La navata centrale presenta tutto intorno un grande cornicione corinzio. La volta, divisa in vari compartimenti riccamente decorati, presenta nel mezzo un grande affresco di Vincenzo Paliotti. Ai lati della navata centrale, trovano spazio anche le due statue bronzee (opera del Tonnini) dei Fondatori (Bartolo Longo e la Contessa De Fusco). L’attuale abside, quintuplicata rispetto all’originale, è sostenuta da due grandi colonne di marmo grigio e da 8 colonne più piccole in marmo colorato che sorreggono le 9 arcate su cui poggia la volta centrale dell’abside. L’affresco della volta centrale che rappresenta l’Assunzione della Vergine è opera di Pasquale Arzuffi. Una balaustra a semicerchio circonda il trono e l’altare maggiore. Al centro di essa vi è un artistico cancello con 5 nicchie in ciascuna delle quali è collocata una statua d’argento (rappresentano la religione, la fede, la carità, la speranza e la purità). Il trono è distaccato dall’altare. Due pilastri rivestiti in marmo nero sorreggono il piano del trono. Su di esso sono collocate due angeli di bronzo (opera dell’artista Salvatore Cepparulo). Quattro colonne in marmo alte 4 metri, si innalzano dal piano del trono e presentano basi e capitelli corinzi in bronzo dorato. La parte posteriore del trono è rivestita di marmi preziosi. Il quadro della Madonna è collocato tra marmi policromi, lastre di onice e lapislazzuli ed intorno sono presenti 15 medaglioni in rame sui quali il Paliotti dipinse i “quindici misteri” del Rosario. Il 12 luglio 2018 sono stati aggiunti intorno al quadro anche i 5 misteri della luce, facendoli diventare 20. Il Ciborio, ad imitazione del Pantheon di Roma, è ricco di metalli e marmi preziosi. Ha forma ottagonale e per la quantità e qualità di oro, argento, bronzo, marmo e statue bronzee è di per sé un capolavoro. Sugli altari di tali cappelle vi sono quadri dipinti da valenti artisti.

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