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BARI: CHIESA di San BENEDETTO – CONVERSANO

Il Complesso monastico occupa una vasta porzione del centro storico all’interno delle mura megalitiche, delle quali ingloba ampi tratti, in parte visibili. La Chiesa conserva una parte della cinta muraria dell’XI secolo. La Chiesa è in fase di restauro.

Come già detto il Complesso monastico occupa una vasta porzione del centro storico all’interno delle mura megalitiche, delle quali ingloba ampi tratti, in parte visibili. La chiesa conserva una parte della cinta muraria dell’XI secolo. Il monumentale ingresso laterale, del 1658, presenta una coppia di leoni su cui si innestano due colonne corinzie e un protiro riccamente decorato. In corrispondenza dell’ingresso laterale si erge un campanile barocco la cui sommità è ricoperta di maioliche bicrome. Le stesse maioliche rivestono la cupola che si apre sulla navata centrale. L’interno a tre navate (La chiesa presenta una configurazione tripartita, dominata dalla sucdalla successione di tre cupole in asse su pennacchi sulla navata principale e semibotti su quelle laterali) è rappresentato da un’aula di forma rettangolare impreziosita da decorazioni barocche: l’abside fu eliminata nel XVI secolo per favorire la costruzione di un grande altare centrale Anch’esso si presenta oggi nelle sue forme tardobarocche, con un alto tabernacolo a schermo in marmi policromi su cui è installata una pala di Paolo Finoglio raffigurante San Benedetto e san Biagio, risalente al 1645 e ritenuta l’ultima opera dell’artista napoletano, morto poco dopo averla realizzata. Altre opere sono attribuite al napoletano Carlo Rosa (Gesù e la Samaritana)  e a Nicola Gliri (Il Battesimo di Cristo) . Sotto la chiesa si apre una Cripta dell’XI secolo, dedicata a San Mauro, con due navate e archi a sesto tondo. Il Chiostro medievale, risalente ai secoli XI-XIII, ha forma trapezoidale. Le colonne binate che reggono il portico hanno capitelli in pietra intagliata ed, in uno in particolare, si trova scolpito un rarissimo esempio di labirinto. Parte del complesso monastico ospita attualmente il Museo civico archeologico.  Nel monastero furono tumulati il conte Giulio Antonio I, il “Guercio delle Puglie” e la moglie Isabella Filomarino, a lungo reggente della contea.

Il Campanile di San Benedetto è molto più alto di quello della cattedrale, proprio per volontà delle badesse. Volevano dimostrare alla comunità la loro superiorità e il loro potere. In Conversano da tempo si combatteva una vera e propria battaglia tra il vescovo e le badesse. Come di consueto all’epoca il campanile della cattedrale doveva svettare sopra la città, sia come monito della superiorità della chiesa, sia come simbolo del potere ecclesiastico e vescovile. Le badesse fermarono la costruzione del campanile del duomo mediante un atto notarile. Fatto ciò poterono proseguire la costruzione della loro torre campanaria senza impedimenti per affermare a Conversa-no la netta superiorità nei confronti del vescovo.

Nel 1658 la Badessa Marianna degli Acquaviva di Aragona firma l’iscrizione che celebra l’inaugurazione della nuova porta della Chiesa di San Benedetto. Il Portale dal ricco apparato decorativo si compone di un architrave a 3 fasce, da un fregio ornato con girali e figure simboliche (conchiglia, leoni e mitra) e da una cornice con dentelli. L’architrave si poggia su colonne binate con capitelli corinzi e base attica. I piedistalli sono sormontati da leoni stilofori (portatori di colonne) di reimpiego. Sulla cornice si sovrappone la lastra con l’iscrizione che celebra la commit-tenza dell’opera, circondata da riquadri decorati. In alto, il portale si chiude con un timpano triangolare modanato, or-nato al centro con un cartiglio a bassorilievo. La composizione del portale è una interessante esempio di architettura tardo rinascimentale.

L’edificio romanico risale al XI-XII secolo e sorge sui resti della precedente chiesa altomedioevale trasformata in cripta. L’impianto si presenta con la navata centrale coperta da 3 cupole in asse e le due navatelle laterali con volte a semibotte. Tra il XVII e il XVIII secolo la Chiesa (oramai barocca) perde la sua immagine romanica per essere adeguata alle nuove istanze estetiche del barocco. Viene innalzata la cupola centrale. Si abbattono le absidi per ampliare l’area presbiteriale, coperta da una volta a squadro, e all’interno si realizzano i matronei, gli altari lignei e nuove decorazioni a stucco rivestono le pareti.

(dopo) Nicola GLIRI: “Crocifissione” Olio su tela – XVII secolo. La scena in primo piano rappresenta la Crocifissione con ai piedi della croce la Maddalena tra i santi San Francesco da Paola e Sant’Antonio da Padova. L’altare in legno intarsiato e foglia d’oro presenta lateralmente sei tele ad olio raffiguranti i putti della passione.

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