Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San NICOLA di BARI – VILLA SANTA MARIA (CHIETI)

Della Chiesa di San Nicolò si parlava già all’epoca della nascita di San Francesco Caracciolo (13/10/1563 – 04/06/1608), risalendo l’edificio al XVII secolo.

Della Chiesa di San Nicolò si parlava già all’epoca della nascita di San Francesco Ca-racciolo (13/10/1563 – 04/06/1608), risalendo l’edificio al XVII secolo.

ESTERNO: La Facciata è stata rifatta nel 1950 dal parroco don Camillo Melatti, con freddo travertino che ha coperto l’originale, bella e primitiva facciata in pietra. Nel timpano triangolare, dove in un primitivo progetto di ristrutturazione era prevista la figura del Cristo affiancato da 2 angeli, ora campeggia un semplice occhiello circolare. Nella lunetta sovrastante il Portale di ingresso si ammira un mosaico rappresentante Maria con le mani giunte sull’Ostensorio, affiancata da San Francesco Caracciolo, a sinistra, che indica la regola dell’Ordine, e dal vescovo San Nicola di Bari, a destra, cui la chiesa è intitolata, che con una mano protegge la sua chiesa.  Sulla destra della Chiesa sorge il Campanile in pietra e cornici angolari in mattoni. La cornice della cella campanaria presenta un fregio costituito da triglifi, tre scanalature verticali, alternati alle metope con medaglioni. Una seconda ristrutturazione della Chiesa si ha nel 1955 da parte del parroco don Vincenzo Fioriti e dei fedeli, in preparazione del IV Centenario della nascita di san Francesco Caracciolo che sarebbe caduto nel 1963. Le Campane presenti sul campanile sono otto, di cui cinque funzionano da carillon. Delle altre tre una risale al secolo XVIII, una è del 1864 e la più piccola è del 1930

INTERNO: La sistemazione decorativa attuale, la tinteggiatura e le decorazioni attuali risalgono al 1960. L’attuale pavimento in marmo del Presbiterio è del 1961. Nella stessa occasione è stata realizzata una balaustra in marmo che faceva da perimetro al presbiterio, trasformata in quella attuale nel 1988, riutilizzando lo stesso materiale su progetto di Alfredo VISMARA. In vista del Centenario della nascita di San Francesco Caracciolo, nel 1963, è stata anche realizzata la nicchia sotto l’Altare Maggiore che ospita l’Urna del Santo (3). La Chiesa presenta una unica Navata coperta da una volta a botte e seguita da un ampio spazio su cui si alza la Cupola. Detto spazio presenta sul fronte, dietro il Presbiterio, un Abside, e ai due lati due stretti ambiti con volte a botte, quasi a definire un accenno di Transetto. Sui sue lati della navata sono disposte tre piccole Cappelle per lato, con relativi altari in cui sono sistemate altrettante statue di Santi, mentre due per lato sono sistemate oltre la navata centrale, nei due accenni di transetto. E precisamente sul lato destro dall’Ingresso: – Santa LUCIA (17); – Santa RITA da Cascia (18), fino al 1968 questa cappelletta ospitava San Giovanni Battista come si può rilevare dall’iscrizione “Precursor Domini” e dal bassorilievo presente nel medaglione; –  Sant’ANTONIO da Padova (19); – Oltre la navata, sull’accenno di transetto di destra, San GIUSEPPE (20) e San NICOLA di Bari (21), protettori del paese;

Sul lato sinistro, sempre dall’ingresso: MADONNA del Carmine (16);L’ADDOLO-RATA (15) con la statua del CRISTO sotto l’altare; – L’IMMACOLATA (14); – Oltre la navata, sull’accenno di transetto di sinistra, Sant’EMIDIO (13) e San ROCCO (12).

La figura centrale, attore primo di tutta la scena, è ovviamente Gesù che, arrabbiato e furente per quello che sta succedendo nel Tempio del Padre, impugna le corde per scacciare via tutti. Il dipinto, a differenza dei precedenti, è molto dinamico e il dinamismo e la concitazione dei gesti in tutti personaggi rompono l’immobilità, che invece dovrebbe essere propria del Tempio. Lungo la Navata sono sistemate le 13 Stazioni della Via CRUCIS (11) (1844), ancora opera del De BENEDICTIS. Le Stazioni sono state definite dagli esperti uno dei più interessanti esempi di pittura devozionale. Sulla volta campeggia un affresco (7) risalente ai primi dell’800, opera di un certo D’AGOSTINO, di cui non si hanno notizie. L’opera rappresenta “L’Accoglienza in Paradiso di San Nicola di Bari”, titolare della Chiesa. La lettura si può svolgere su tre livelli: il più alto il Paradiso con la Santissima Trinità, il centrale il Purgatorio in cui si riconosce il Santo che intercede per le anime e il più in basso l’Inferno con i demoni. Sulla porta di ingresso (9’) sporge la Cantoria (9) che sorregge l’organo, tipica sistemazione ottocentesca. Sull’uscita di destra è da ammirare il Fonte Battesimale (8) in legno, opera di artigiani locali, e sull’uscita di sinistra il bellissimo Crocifisso (10) del XVI secolo. Nella Sagrestia (6) si può ammirare lo stupendo quadro in oro della Madonna col Bambino, una grande ramina a fondo oro, di arte greca del XVI secolo.

Decorazione del soffitto.

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