La COLLEGIATA di San BARTOLOMEO il principale edificio religioso di Avezzano, in Abruzzo. La chiesa andò completamente distrutta a seguito del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915. Sotto la cattedrale pre-terremoto. La cattedrale è a croce latina a tre navate divise da pilastri ed illuminate dal rosone e dalle vetrate della cupola

Ricostruita è andata nuovamente distrutta a causa dal terremoto della Marsica del 1915. L’edificio sacro, voluto dal vescovo Mons. Pio Marcello Bagnoli, fu ricostruito a partire dal 1930 sul progetto dell’architetto Sebastiano Bultrini, che tuttavia subì sostanziali modi-fiche, per essere consacrato nel 1942 diventando la chiesa madre della diocesi dei Marsi. Ad Avezzano, infatti, venne trasferita la cattedra diocesana già dal 1924 con la bolla Quo aptius di papa Pio XI. Danneggiata dai bombardamenti aerei del 1944 la cattedrale non subì fortunatamente danni irreparabili, anche se poi fu restaurata su progetto preliminare dell’architetto Pasquarelli e in seguito su quello definitivo dell’ingegnere Giuseppe Maz-zocca. L’edificio moderno presenta una facciata di travertino in stile neorinascimenta-le con i tre portali sormontati dai mosaici in cui sono raffigurati il Cristo affiancato dai due protettori della città, San Bartolomeo e la Madonna di Pietraquaria. Sul lato di via Marconi svetta il campanile più alto della città. Sul lato di via Guglielmo Marconi svetta il campanile più alto della città. La cattedrale è a croce latina a tre navate divise da pilastri ed illuminate dal rosone e dalle vetrate della cupola. Sopra gli archi, i cornicioni sono stati aggiunti nel restauro successivo ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Tutte le navate sono absidate ma solo quella centrale, circolare, lavorata con pietra bianca locale, esce dal perimetro della chiesa. Nel coro, lateralmente rispetto all’altare maggiore, è collocato l’organo realizzato nel 1975 dalla Pontificia Fabbrica d’Organi Comm. Giovanni Tamburini. Gli elementi del presbiterio, tra cui l’altare maggiore, l’ambone e il candelabro per il cero pasquale, sono stati realizzati nel 2020 dall’artista Alberto Cicerone con l’utilizzo del marmo di Carrara, mentre per le decorazioni floreali è stata lavorata la porcellana di Capodimonte.



























