Il Giro delle Chiese

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CHIESA di SAn FRANCESCO CARACCIOLO – VILLA Santa MARIA (CHIETI)

Chiesa di San Francesco Caracciolo: Realizzata nel 1839 per volontà di Giuseppe Caracciolo, questa chiesa è la trasformazione in Cappella pubblica delle stanze in cui visse San Francesco Caracciolo nei giorni della lebbra.

La Chiesa presenta un buono stato di conservazione, mentre le murature ed i partiti lapidei sono stati recentemente restaurati. La Chiesa non presenta una vera e propria facciata, ma si manifesta sul prospetto dell’edificio tramite il solo Portale in pietra, con stipiti ad architrave a fasce, sormontato da un arco di scarico in pietra, nella cui lunetta è conservata l’effigie del Santo. Le murature sui prospetti sono realizzate con pietre appena sbozzate e ciottoli spaccati a ricorsi sub-orizzontali e paralleli. Il pavimento interno si trova qualche metro più in basso rispetto al piano di calpestio esterno. Si tratta di una aula a pianta quadrata, coperta da una bassa calotta su pennacchi, cui si ineesta la zona presbiteriale e l’ingresso, entrambi a pianta rettangolare, coperti da una volta a botte lunettata. Le superfici interne sono prive di decorazioni, eccezione fatta per il dipinto di San Francesco Caracciolo sulla parete di fondo.

La chiesa di Sant’ANTONIO ABATE è sita in Piazza G. Marconi, nei pressi dell’unico albergo del paese. Sullo zoccolo della chiesetta, dal 1906, sono siti due fusti di colonne in granito. Tali colonne appartenevano al convento di Santa Maria in Basilica e ivi trasportate da alcuni muratori con l’intento di modificarne la facciata. Tuttavia l’aspetto è rimasto spoglio. La facciata è semplice in stile neoromanico in travertino. Sul tetto vi è una croce. Due lesene sono poste agli angoli della facciata. Due cornici suddividono orizzontalmente la facciata in tre parti. Sopra la seconda cornice vi è una lunetta. Il portale è ad arco a sesto acuto. L’interno è ad unica navata squadrata in stile neoclassico semplice ma allo stesso tempo eclettico. Ai lati vi sono degli incassamenti. La volta è a botte con pseudo-cupola. Ai lati vi sono delle pitture dell’artista di Casoli CANDELORO del 1967. Vi sono le statue di Sant’Antonio Abate, San Vito martire e di San Camillo de Lellis ed una lapide in cui è incisa la data del 1646 sul muro interno a destra corrispondente alla facciata. L’altare è in stucco marmorizzato. Il 16 gennaio in occasione della festa del santo intestatario della chiesa, davanti la chiesa, viene acceso un falò con gli alberi di Natale del paese, con la brace realizzata vengono cotte le salsicce che vengono distribuite alle persone accorse alla festa.

Nella contrada MADONNA in BASILICA vi è la chiesa omonima costruita attorno all’XI secolo. Nell’interno oltre alla statua molto venerata nel paese della Madonna in Basilica vi sono un ossario e dei quadri di artisti locali. L’accesso è consentito da un portale in mattoni sovrastato da un timpano triangolare accesso che immette nel transetto. Accanto allo stipite sinistro vi è un fusto di colonna calcarea con, sopra di esso un capitello troncopiramidale lavorato a forme geometriche e ad alveoli. Sulla facciata principale si apre un portone in mattoni in stile settecentesco chiuso    in prossimità dell’architrave mediante delle leggere volute. Il timpano in questa facciata è stato eliminato con il conseguente ampliamento dell’edicola centrale in    cui vi è inserito un teschio con le ossa incrociate. Accanto alla facciata principale vi è una lapide con una scritta che indica che la famiglia Caracciolo ottenne nel 1626 una commenda sul monastero e sulla chiesa. Il campanile, sito in prossimità dell’abside, è stato rimaneggiato in una ripresa successiva alla costruzione. Le due campane sono di epoca differente: la prima risale all’epoca dei Caracciolo di San Buono mentre la seconda al 1890. La tipologia della pianta della chiesa è riconducibile al barocco, ricondotta da alcuni tra la fine del Settecento ed l’inizio dell’Ottocento in cui si nota la riutilizzazione delle tre navate nello stile dell’hinterland di Vasto. La cupola è a calotta semisferica senza tamburo e lanterna inglobata anella copertura. La rinuncia alla luce fa dell’interno una chiesa buia facendo in modo così di ridurre la larghezza della navata centrale. La facciata è a salienti. L’interno è a tre navate a soffitto sen-za tamburo ed a calotta semisferica. Nella navata destra vi sono 3 cappelle, mentre nella navata sinistra vi è una sola navata (ottocentesca, della famiglia Castracane) chiusa da un cancello in ferro battuto, all’interno vi sono le sepolture di Saverio ed Alessandro Castracane. Nella 1ª cappella a destra dell’ingresso principale vi sono dei reperti archeologici scoperti durante la realizzazione di un gasdotto nella metà degli anni novanta. La navata centrale, suddivisa in 3 campate, è coperta da una volta a botte con lunette suddivisa in tre parti. Queste 3 sezioni sono suddivise da altrettanti archi trasversali doppi nel transetto. Nel 1965 fu scoperta una cripta lunga come una delle navate con delle cappelle atte alla tumulazione. Nella chiesa vi sono delle tele di artisti abruzzesi (di cui Francesco Maria De BENEDICTIS e Ferdinando PALMERIO).

La Casa CARACCIOLO è un palazzo sito in Villa Santa Maria, compreso tra Scesa Caracciolo, Corso Umberto I, Via del Supportico e Piazza San Nicola di Bari. Il palazzo si compone della struttura storica, di un palazzo minore annesso, considerato l’edificio dove dal ‘500 si formarono i cuochi, e da una cappella religiosa costruita dentro il palazzo-museo. La Casa Caracciolo è in stile romanico-rurale abruzzese (in pietra locale). Consta di una cappella interna a navata unica rettangolare costruita nel XVII secolo. Il resto era utilizzato dalla famiglia Caracciolo in epoca feudale ad uso abitativo con tanto di giardino. L’ingresso della cappella è in Scesa Caracciolo, mentre l’ingresso per l’area abitativa è in Via del Supportico. Quest’ultimo immette in un piazzale interno a mo’ di cortile a cielo aperto ove si diramano i vari accessi ai luoghi interni. La zona adibita ad abitazione è a più piani, mentre la cappella è a piano unico. Sul lato giardino si possono ammirare i resti del mastio originario posto a difesa del nucleo originario del paese (l’odierno centro storico). Tra il Corso Umberto I e la Via del Supportico vi era una porta. Il palazzo funge-
va anche da controllo del traffico diretto al paese e dal paese verso fuori. Presso l’ingresso della cappella vi è il Monumento a San Francesco Caracciolo, una statua in bronzo poggiante su un basamento in marmo a forma di parallelepipedo, con, sui lati, degli altorilievi istorianti i fatti salienti della vita monastica del santo, opera di un certo Vismara.

PALAZZI e FONTANE:

–Palazzo Spaventa: Presso la chiesa di Sant’Antonio Abate vi è il palazzo Spaventa. Costruito negli anni trenta ove era un muli-no o un oleificio. La facciata è tra lo stile liberty e l’eclettico. Il palazzo consta di 2 piani. Al pianterreno si aprono 3 portoni. Al primo piano si aprono tre finestre con una balaustrata di balconi con colonnine digradanti verso l’alto, ai lati delle finestre terminanti con una decorazione ad arco sopra le finestre. Le finestre sono impreziosite da decorazioni in stucco ai lati delle colonnine raffiguranti di figure femminili che reggono dei festoni rappresentati da ghirlande di fiori.

–Palazzo Di Cicco: Accanto alla chiesa di San Nicola vi è il palazzo Di Cicco. La facciata è stretta. L’ingresso principale è sormontato da un balcone con finestra sormontato da una lu-netta. Le altre finestre sul lato destro del palazzo rispetto alla facciata principale sono ad edicola con sopra un timpano di forma triangolare o di lunetta.

– Palazzo Castracane: Di particolare interesse è il palazzo Castracane sito all’incrocio di via Mercato con via Sangrina e via Congrega. Nell’interno si conservano pregevoli arredamenti e nella cantina vi è una sorgente.

–Casa Tavano. Nel corso e presso largo Trento e Trieste vi è la casa Tavano, pregevole esempio di architettura di fine Ottocento villese oltre la statua bronzea di san Francesco Caracciolo (opera di un certo Vismara) sita nei pressi della casa natale del santo.

– Fonte Cillo: In località Fonte Cillo (in villese Funticill‘) vi è una fontana di acqua diuretica.

– Fontana vecchia: Presso l’inizio di corso Umberto I vi è la Fontana vecchia. La fontana è stata realizzata all’inizio del Novecento. Il bassorilievo posto sul coronamento fu aggiunto nel 1926 per una disposizione fascista che obbligava ad inserire il proprio simbolo in opere statali. Infatti il bassorilievo raffigura 2 leoni che reggono un fascio. Il fascio è stato distrutto dopo la caduta del regime fascista. La fontana è posta a ridosso di un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. La fontana è posta a ridosso di un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. Il corpo è realizzato in calcare con una trabeazione con modanature classiche. Una vasca centrale  fa defluire l’acqua in due abbeveratoi  laterali simili al corpo centrale.

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