Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un Breve GIRO Per VILLA SANTA MARIA (CH)

Villa Santa Maria è un borgo, posto all’inizio del Lago di Bomba, famoso per essere la patria dei cuochi, nonché per l’immagine in evidenza.

Nella contrada MADONNA in BASILICA vi è la chiesa omonima costruita attorno all’XI secolo. Nell’interno oltre alla statua molto venerata nel paese della Madonna in Basilica vi sono un ossario e dei quadri di artisti locali. L’accesso è consentito da un portale in mattoni sovrastato da un timpa-no triangolare accesso che immette nel transetto. Accanto allo stipite sinistro vi è un fusto di colonna calcarea con, sopra di esso un capitello troncopiramidale lavorato a forme geometriche e ad alveoli. Sulla facciata principale si apre un portone in mattoni in stile settecentesco chiuso    in prossimità dell’architrave mediante delle leggere volute. Il timpano in questa facciata è stato eliminato con il conseguente ampliamento dell’edicola centrale in    cui vi è inserito un teschio con le ossa incrociate. Accanto alla facciata principale vi è una lapide con una scritta che indica che la famiglia Caracciolo ottenne nel 1626 una commenda sul monastero e sulla chiesa. Il campanile, sito in prossimità dell’abside, è stato rimaneggiato in una ripresa successiva alla costruzione. Le due campane sono di epoca differente: la prima risale all’epoca dei Caracciolo di San Buono mentre la seconda al 1890. La tipologia della pianta della chiesa è riconducibile al barocco, ricondotta da alcuni tra la fine del Settecento ed l’inizio dell’Ottocento in cui si nota la riutilizzazione delle tre navate nello stile dell’hinterland di Vasto. La cupola è a calotta semisferica senza tamburo e lanterna inglobata anella copertura. La rinuncia alla luce fa dell’interno una chiesa buia facendo in modo così di ridurre la larghezza della navata centrale. La facciata è a salienti. L’interno è a tre navate a soffitto senza tamburo ed a calotta semisferica. Nella navata destra vi sono 3 cappelle, mentre nella navata sinistra vi è una sola navata (ottocentesca, della famiglia Castracane) chiusa da un cancello in ferro battuto, all’interno vi sono le sepolture di Saverio ed Alessandro Castracane. Nella 1ª cappella a destra dell’ingresso principale vi sono dei reperti archeologici scoperti durante la realizzazione di un gasdotto nella metà degli anni novanta.

Il vano absidale rialzato è stato modificato nel 1965 per volontà della commissione organizzatrice della festività in onore della Madonna in Basilica. Nei lavori vennero rifatti la copertura lignea, i quattro nuovi portoni, l’altare in marmo con balaustra e presbiterio, la scala in ferro conducente alla nicchia ed i pannelli in rame raffiguranti la leggenda locale che narra che la statua della Madonna in Basilica, conservata a Monteferrante, fu ritrovata da alcuni abitanti del luogo presso un albero ove sorge la chiesa. Il prospetto absidale consta di vari elementi d’interesse storico-architettonico: – il profilo della parete di fondo e l’arco ogivale sovrastato da una monofora, attualmente murati, sono una prova di una seconda lavorazione medievale di stampo gotico, forse attribuibile ad un intervento Cistercense; – nel prospetto posteriore i volumi sono stati modificando l’aggetto dell’abside stesso con la realizzazione di una stanza di servizio a destra e del campanile a sinistra. Sempre a destra vi è una lapide che attesta che Decio Caracciolo prima di divenire vescovo di Bari era rettore di Santa Maria dove il cappellano Giulio Cesandro di Dogliola risiedeva nel 1568. Nella chiesa vi è anche un organo costruito nel 1848. È attribuito ai fratelli Ciavarelli. Lo strumento consta di 32 canne in stagno. È posto su una cantoria in muratura poggiante su due colonne con parapetto mistilineo convesso nella parte centrale e decorato con degli angeli che suonano. La navata centrale è coperta da una volta a botte con lunette suddivisa in tre parti, la centrale è più grande. Queste tre sezioni sono suddivise da altrettanti archi trasversali doppi nel transetto. Le navate laterali e le cappelle laterali constano di cupole ellittiche ribassate. L’aula è suddivisa da tre campate. Nell’innesto della navata centrale col transetto si apre una volta a sezione semicircolare mentre con l’innesto del transetto con le navate minori si ergono delle volte a botte. Nel 1965 fu scoperta una cripta lunga come una delle navate con delle cappelle atte alla tumulazione. Nella chiesa vi sono delle tele di artisti abruzzesi (di cui Francesco Maria De BENEDICTIS e Ferdinando PALMERIO).

Ai lati dell’altare vi sono due tele: l’Adorazione dei Magi e la Pentecoste.

L’adorazione dei magi molti personaggi si attorniano alla Madonna, i re Magi sono raffigurati in ginocchio, mentre nella Pentecoste, gli apostoli sono raffigurati entro uno spazio ben definito atti a ricevere lo spirito santo.

Tra le tele dell’altare vi sono: -la Madonna Assunta in cielo con San Nicola di Bari e San Luigi; Gonzaga in cui la Madonna è raffigurata seduta su nubi con lo sguardo    verso l’alto, i santi sono raffigurati inginocchiati; – il Martirio di San Sebastiano; –San Francesco Caracciolo dipinto nel 1870, il santo è raffigurato in gi  nocchio davanti ad un ostensorio mentre un angelo mostra un libro   aperto, nello stesso quadro è raffigurato anche uno strumento di punizione corporale.

Tra gli altri quadri vi sono: la Madonna Immacolata e Santi, anche qui la Madonna è raffigurata su delle nubi mentre abbraccia il serpente tentatore compresso entro una mezzaluna, i due santi sono San Nicola di Bari ed un santo domenicano; la Madonna con Bambino e Santi in cui la Madonna mette in vista il Bambino ad un Santo sacerdote con le braccia protese in avanti, più in basso è posto un altro santo con il piviale. Questi ultimi due quadri sono posti in una cappella nella navata destra.

ESTERNO: La facciata è a parallelepipedo con terminazione piana con contrafforti a scarpa sul retro e sul lato sinistro, lati privi di sostegni in controterra. L’unico ornamento della facciata è il portale. Sopra il portale vi è un timpano curvilineo spezzato con una scritta scolpita lungo un architrave attualmente illeggibile. Nonostante una lapide sul lato sinistro della chiesa citi la data del 1639, il complesso della chiesa sembra appar-tenere alla seconda metà del XVIII secolo. La chiesa è provvista di una torre campanaria, è di forma quadrangolare ed unito alla chiesa al lato destro. Attualmente è attorniato da ponteggi per il consolidamento della struttura. INTERNO:  è costituito da una unica navata. Lo schema è quello tipico di una confraternita con il piano superiore destinato alle funzioni religiose ed alle riunioni della Congrega e di un livello sotterraneo che era destinato alla sepoltura dei confratelli, cui si accedeva dalla zona absidale. L’interno è ad aula. L’ingresso passa sotto la cantoria dell’organo.  La volta è a doppia botte con lunette. Le volte a botte, che sono trasversali rispetto alla struttura della chiesa, sono separate da lesene con altrettanti altari siti nelle cappelle laterali. L’altare dell’abside è in stucco policromo mar-morizzato. Il pavimento è in quadrotti di laterizi di anonimo, mentre la cantoria è in muratura e convesso verso la zona centrale. Sotto la cupola vi sono dei seggi atti a fasciare i muri. Nei seggi si sedevano i membri della congrega, sono più recenti al resto della chiesa barocca. Dell’oratorio rimane l’unica traccia nei seggi della congregazione nello stile della Confraternita del Purgatorio di Bucchianico (1735-80), o della confraternita dell’Orazione  e Morte di Castel di Sangro (1738-45) o del Suf-fragio di Montereale (1745 circa).

Le tele: – Nella Madonna del Rosario sita dietro l’altare maggiore, il pittore raffigura la Madonna con Gesù Bambino che reggono un rosario su di una nuvola. Due angioletti sorreggono una ghirlanda di fiori e grani di rosario. Il dipinto è di Nicola Ranieri di Guardiagrele. – Nella Madonna Immacolata con Santi sita su di un altare laterale, il pittore si ispira ad tema classicista inserendo le figure seguendo una forma triangolare. La Madonna è nell’atto di schiacciare il serpente tentatore con una mezzaluna, forse un simbolo della vittoria della cristianità contro i turchi. Ai lati della Madonna vi sono sei angioletti ed i Santi Francesco di Paola e Bernardo nell’atto di contemplazione. Il dipinto è di Pietro De Marinis e Francesco Colecchia. – Nella Madonna Assunta e Santi si notano due strutture: in alto quello della spiritualità con la Madonna ed i Santi, in basso quella della mate-rialità con San Francesco Saverio e San Vincenzo Ferreri. Degli angeli formano un giro intorno agli altri personaggi creando una compenetrazione tra i due mondi.

La chiesa di Sant’ANTONIO ABATE è sita in Piazza G. Marconi, nei pressi dell’unico albergo del paese. Sullo zoccolo della chiesetta, dal 1906, sono siti due fusti di colonne in granito. Tali colonne appartenevano al convento di Santa Maria in Basilica e ivi trasportate da alcuni muratori con l’intento di modificarne la facciata. Tuttavia l’aspetto è rimasto spoglio. La facciata è semplice in stile neoromanico in travertino. Sul tetto vi è una croce. Due lesene sono poste agli angoli della facciata. Due cornici suddividono orizzontalmente la facciata in tre parti. Sopra la seconda cornice vi è una lunetta. Il portale è ad arco a sesto acuto. L’interno è ad unica navata squadrata in stile neoclassico semplice ma allo stesso tempo eclettico. Ai lati vi sono degli incassamenti. La volta è a botte con pseudo-cupola. Ai lati vi sono delle pitture dell’artista di Casoli Candeloro del 1967. Vi sono le statue di sant’Antonio abate, San Vito martire e di san Camillo de Lellis ed una lapide in cui è incisa la data del 1646 sul muro interno a destra corrispondente alla facciata. L’altare è in stucco marmorizzato. Il 16 gennaio in occasione della festa del santo intestatario della chiesa, davanti la chiesa, viene acceso un falò con gli alberi di Natale del paese, con la brace realizzata vengono cotte le salsicce che vengono distribuite alle persone accorse alla festa.

La Casa CARACCIOLO è un palazzo sito in Villa Santa Maria, compreso tra Scesa Caracciolo, Corso Umberto I, Via del Supportico e Piazza San Nicola di Bari. Il palazzo si compone della struttura storica, di un palazzo minore annesso, considerato l’edificio dove dal ‘500 si formarono i cuochi, e da una cappella religiosa costruita dentro il palazzo-museo. La Casa Caracciolo è in stile romanico-rurale abruzzese (in pietra locale). Consta di una cappella interna a navata unica rettangolare costruita nel XVII secolo. Il resto era utilizzato dalla famiglia Caracciolo in epoca feudale ad uso abitativo con tanto di giardino. L’ingresso della cappella è in Scesa Caracciolo, mentre l’ingresso per l’area abitativa è in Via del Supportico. Quest’ultimo immette in un piazzale interno a mo’ di cortile a cielo aperto ove si diramano i vari accessi ai luoghi interni. La zona adibita ad abitazione è a più piani, mentre la cappella è a piano unico. Sul lato giardino si possono ammirare i resti del mastio originario posto a difesa del nucleo originario del paese (l’odierno centro storico). Tra il Corso Umberto I e la Via del Supportico vi era una porta. Il palazzo funge-
va anche da controllo del traffico diretto al paese e dal paese verso fuori. Presso l’ingresso della cappella vi è il Monumento a San Francesco Caracciolo, una statua in bronzo poggiante su un basamento in marmo a forma di parallelepipedo, con, sui lati, degli altorilievi istorianti i fatti salienti della vita monastica del santo, opera di un certo Vismara.

PALAZZI e FONTANE: – Palazzo Spaventa: Presso la chiesa di Sant’Antonio Abate vi è il palazzo Spaventa. Costruito negli anni trenta ove era un muli-no o un oleificio. La facciata è tra lo stile liberty e l’eclettico. Il palazzo consta di 2 piani. Al pianterreno si aprono 3 portoni. Al primo piano si aprono tre finestre con una balaustrata di balconi con colonnine digradanti verso l’alto, ai lati delle finestre terminanti con una decorazione ad arco sopra le finestre. Le finestre sono impreziosite da decorazioni in stucco ai lati delle colonnine raffiguranti di figure femminili che reggono dei festoni rappresentati da ghirlande di fiori.

–Palazzo Di Cicco: Accanto alla chiesa di San Nicola vi è il palazzo Di Cicco. La facciata è stretta. L’ingresso principale è sormontato da un balcone con finestra sormontato da una lunetta. Le altre finestre sul lato destro del palazzo rispetto alla facciata principale sono ad edicola con sopra un timpano di forma triangolare o di lunetta.

– Palazzo Castracane: Di particolare interesse è il palazzo Castracane sito all’incrocio di via Mercato con via Sangrina e via Congrega. Nell’interno si conservano pregevoli arredamenti e nella cantina vi è una sorgente.

– Casa Tavano. Nel corso e presso largo Trento e Trieste vi è la casa Tavano, pregevole esempio di architettura di fine Ottocento villese oltre la statua bronzea di san Francesco Caracciolo (opera di un certo Vismara) sita nei pressi della casa natale del santo.

– Fonte Cillo: In località Fonte Cillo (in villese Funticill‘) vi è una fontana di ac-qua diuretica.

– Fontana vecchia: Presso l’inizio di corso Umberto I vi è la Fontana vecchia. La fontana è stata realizzata all’inizio del Novecento. Il bassorilievo posto sul coronamento fu aggiunto nel 1926 per una disposizione fascista che obbligava ad inserire il proprio simbolo in opere statali. Infatti il bassorilievo raffigura 2 leoni che reggono un fascio. Il fascio è stato distrutto dopo la caduta del regime fascista. La fontana è posta a ridosso di un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. La fontana è posta a ridosso di un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. Il corpo è realizzato in calcare con una trabeazione con modanature classiche. Una vasca centrale     fa defluire l’acqua in due abbeveratoi laterali simili al corpo centrale.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>