Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San FRANCESCO – POPOLI (PE)

L’esistenza della Chiesa di San FRANCESCO è già documentata nel 1334, annessa al Convento dei Pa-dri Francescani. Fu costruita probabilmente grazie ai Cantelmo. Gran parte dell’edificio risale al XV secolo come testimonia lo stemma dei Cantelmo posto al 1° piano del Campanile, recante la data 1480. E’ dello stesso periodo la parte inferiore della facciata, animata da un imponente Portale strombato con  al di sopra il Rosone quadrilobato.

La  facciata, animata da un imponente Portale strombato con  al di sopra il Rosone quadrilobato. Il portale termina con un archivolto da un cordone ritorto e da una fa-scia sporgente  e con un motivo ad elementi fitiformi. Il rosone presente nei 4 lobi 4 tondi a bassorilievo, mentre sul disco centrale è riprodotto lo stemma dei Cantelmo. Ai lati del portale vi sono le statue di San Antonio e di San Francesco. La parte superiore della facciata presenta altre statue di Santi (S. Michele Arcangelo e San Giuseppe rispettiva-mente sulla voluta sinistra  e quella a destra, San Cristoforo e San Marco, ai lati del finestrone rettangolare) al di sopra del rosone, San Giovanni Battista, San Giorgio e San Girolamo sulla cornice terminale. A un momento successivo al 1527, anno del matrimonio di Giovan Giuseppe Bonaventura Cantelmo con Porzia Colonna, risale infine la sistema-zione dei due leoni su alti piedistalli posti al culmine della scalina-ta di accesso della chiesa: benché consunti, i due animali recano tra le zampe scudi con l’insegna della ro-sta, usata dal conte Restaino, e lo stemma dei Colonna. Questa parte della facciata risale al 1688, come testimonia la seconda data posta sul Campanile che ven-ne completato con un cupolino nel 1714. È del XVIII secolo, come dimostra lo stemma del papa france-scano Clemente XIV, il monumentale portale-balcone posto tra la chiesa e la torre all’ingresso del corri-doio che attraversava l’intero convento. E infine, affacciato sullo stesso chiostro, è l’Oratorio della Pietà ammodernato “in elegantiorem hanc formam” nel 1760. L’Interno è a croce latina con transetto poco sporgente, ad una unica navata fiancheggiata da 4 Cappel- le a sx e 3 a dx. In seguito a terremoti la chiesa fu restaurata nel 1844. Nel 1915 un altro terremoto la danneggiò notevolmente. Particolare interesse rivestono l’altare del brac-cio destro (11) del transetto (3) del 1742, dove è collocato un affresco del ‘400 raffigurante la Pietà; il paliotto in ceramica di Castelli, posto nella 2° Cappella (13) dedicata a San Francesco.

Il Trittico è stato integralmente ridipinto in tempi recenti. L’osservazione a luce radente evidenzia la presenza di strati pittorici sottostanti. L’estensione di questi appare tuttavia troppo esigua per incoraggiare l’eventuale rimozione della ridipintura. Per contro, il supporto ligneo, pur se rimaneggiato e variamente integrato, conserva la sobria eleganza e la solidità di una tavola del ‘400. Per questa ragione, si è deciso di dedicare al supporto una attenzione non comune, affiancando all’intervento conservativo una serie di interventi volti al recupero del supporto anche dal punto di vista estetico.

Le sculture sono in legno di pioppo. Sul corpo centrale, ricavato da un unico tronco, sono innestate l braccia del Cristo e le mani di entrambi i dolenti. Il tronco della Madonna e di s. Giovanni è stato svuotato delle parti interne. Tale svuotamento è stato eseguito, sia per ridurre i ritiri tangenziali sia per alleggerire il peso durante il trasporto. In corrispondenza della calotta cranica di entrambi i dolenti è presente un largo foro , probabile sede dell’asse di sostegno del tronco in fase di svuotamento.

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