Facciamo un breve giro per la Città di Popoli. Nei pressi si trovano le sorgenti del fiume Pescara.


CASTELLO Ducale CANTELMO (IX-XV secolo): Il Castello di Popoli è una costruzione realizzata a scopo difensivo nel X secolo, tra il 970 e il 1016 per il volere dei vescovi di Valva, diocesi a cui era soggetta Popoli. Situato a 485 metri sul livello del mare, rappresen-tava uno dei primi Castelli della Valle Peligna e di fondamentale importanza visto il ruolo che Popoli avrebbe assunto negli anni a seguire, in qualità di “Chiave dei tre Abruzzi”. Il castello aveva una struttura a pianta triangolare con tre torri, il tutto circondato da una doppia fila di muro attorniato dal fossato. Nel 1269 passò ai Cantelmo che seppur mantennero il feudo di Popoli fino al XVIII secolo, deciso di abbandonare una volta che fu costruito il Palazzo Ducale in città verso la fine del Quattrocento. Da allora, è rimasto abbandonato fino al 1997, anno in cui l’amministrazione comunale decise di attuare un restauro. È possibile osservare il Castello anche di notte, grazie all’installazione di un impianto di illuminazione che crea uno scenario molto suggestivo. Il primo feudatario della famiglia napoletana fu Giacomo Cantelmo, nel 1284.













CHIESA della Santissima TRINITA’ (XVI secolo): Legata alla Chiesa di San LORENZO in via Cavour, ha una facciata molto più ricca e scenografica, realizzata da Giambattista Gamba, secondo altri Giovan Battista Gianni. Risale al XVI secolo, ed è stata completata nel 1734 con elargizioni di papa Gregorio XIII. La chiesa appare come un blocco unitario a pianta circolare, sopra cui si eleva la cupola su un tiburio ottagonale. La sobria facciata alterna nicchie e finestrelle, creando contrasto di luci e ombre, si articola in tre spazi separati da quattro paraste. A dare maggiori slancio alla facciata sono 4 anfore di pietra collocate sulla trabeazione. Il portale è chiuso da archivolto circolare, così come la finestra sovrastante. Il Campanile turrito ha pianta parallelepipeda, terminante con cuspide, l’interno è piuttosto semplice, conservando di interesse una pala d’altare del 1557, altare ligneo seicentesco e una statua della Santissima Trinità del 1712, rappresentante Cristo risorto e Dio Padre seduti sul globo terrestre con l’effigie dello Spirito Santo, opera molto simile a un altro gruppo Trinitario nella chiesa della Santissima Trinità di Chieti. Le pitture in affresco presso la cupola a pennacchi, sono di Giambattista Gamba. Benché sia una delle chiese più antiche della città, oggi si presenta in modesto stile barocco. Venne citata da Pasquale II nel 1142, nel 1562 fu ricostruita in forme rinascimentali, e nuovamente restaurata nel ‘700, perdendo lo splendore medievale. L’interno conserva 3 navate, ancora riconoscibili nell’originale aspetto medievale, sulla destra c’è il monumento funebre del vescovo Tolomeo di Corfinio; l’altare maggiore marmoreo fu scolpito da Nicola Mancini di Pescocostanzo (1745-1746), il coro ligneo è dei fratelli Bencivenga da Raiano. La facciata è molto semplice, con tre portali; dopo la cornice marcapiano l’insieme diventa più slanciato, ornato da un finestrone centrale.






CHIESA della Santissima TRINITA’ (XVI secolo):
CERTAME della BALESTRA: Ogni anno la città di Popoli è teatro della rievocazione storica rinascimentale ispirata alle vicende della famiglia Cantelmo, signori della cittadina per secoli, ed in particolare ad una delle sue figure più famose e discusse, quella di Restaino Cantelmo, quattordicesimo signore e settimo Conte di Popoli. Il personaggio Restaino è stato probabilmente il più turbolento dei rappresen-tanti della sua famiglia: bellicoso e astuto, coraggioso e spietato, ma sempre fedele alla Corona di Spagna. La sua riconosciuta abilità di combattente e di condottiero ed il carattere fiero lo portarono a scontrarsi anche con numerosi personaggi del suo tempo, tra i quali lo stesso re Ferrante I d’Aragona. La manifestazione intende rievocare proprio la riconciliazione con la casa reale d’Aragona attraverso l’incontro tra Restaino e Alfonso d’Aragona, figlio del re e futuro monarca, avvenuto il 22 novembre 1485 a Popoli. Il Certame de la Balestra inteso come manifestazione si compone di più momen-ti, la Sfilata Storica, il Cambio della Guardia ed il Certame vero e proprio. La sfida si svolge tra i Capitani aiutati da balestrieri ed arcieri di loro fiducia in una gara di tiro con la balestra e con l’arco, che alla fine farà ricevere, dalle mani della Contessa Diana Lalle Camponesco, il Palio al capitano del quarto vincitore. La manifestazione è preceduta da altri eventi di contorno.

SORGENTI del PESCARA:
La riserva, istituita nel 1986, riguarda le sorgenti della Pescara le cui acque fuoriescono da 4 caverne e formano un laghetto chiamato Capo Pescara, le cui acque sono di eccezionale purezza. La limpidezza delle acqua permette l’attività fotosintetica fino a 4-5 metri di profondità, ovvero fino ai punti più profondi. Tra la vegetazione ricordiamo la cannuccia di palude, la lenticchia d’acqua, la tifa e il giglio d’acqua. Lungo le sponde vi crescono salici e pioppi. Riguardo alla fauna, si possono trovare la trota fario, la salamandra pezzata, il tritone crestato, la gallinella d’acqua, la folaga e il tuffetto. La riserva, estesa su una superficie di 49 ettari e contornata da 89 ettari di protezione esterna, ha ottenuto il riconoscimento dell’Unione europea come sito d’importanza comunitaria. La pressione antropica minaccia la bellezza del posto, di notevole interesse paesaggistico e faunistico. La riserva è tagliata in due dal cavalcavia dell’auto-strada e dalla ferrovia Pescara-Roma; si aggiunga anche l’attuale sfruttamento di una cava (Colle Pizzuto), visibile a chi discende la statale che colle-ga L’Aquila a Popoli, o la strada comunale tra San Benedetto in Perillis e il comune di Popoli. Nonostante tutto ciò la riserva di Capo Pescara rimane un posto unico nel suo genere.


