E’ il più importante Santuario Mariano della Provincia di Teramo e vanta origini risalenti alla metà del XVI secolo. E’ sorto sul luogo dell’apparizione della Madonna ad un anziano giuliese, di nome Bertolino, fissata dalla tradizione al 22 aprile 1557; rimane ancora il pozzo con l’acqua sgorgata prodigiosamente ai piedi dell’olmo sul quale apparve la Madonna per dissetare il veggente. La Chiesa è stata ricostruita nel ‘900 dai frati Cappuccini dell’atti-guo convento, un tempo monastero dei Celestini.



Il Santuario della MADONNA dello SPLENDORE è un’importante edificio di culto a Giulianova, con l’annesso convento, la fontana miracolosa e il Museo d’arte dello Splendore. Il santuario è una delle principali attrazioni artistiche della città, ed è meta di numerosi pellegrinaggi. Nel 1559 fuori le mura di Giulianova Cappuccini ebbero un pri- mo luogo in donazione degli Acquaviva, costruendo una chiesa dedicata a san Michele Arcangelo, dove oggi si trova la “casa Maria Immacolata“. Il santuario sorse nel luogo di apparizione della Vergine il 22 aprile 1557. Nel settembre del 1847 con decreto di Ferdi-nando II delle Due Sicilie e con rescritto della Santa Sede, ottenuto dal vescovo di Tera-mo monsignor Berrettini, i cappuccini presero dimora nell’antica abbazia dei monaci celestini da questi lasciata nel marzo 1807, a seguito della soppressione napoleonica presso il santuario dello Splendore. Soppressa anche la comunità dei cappuccini nel 1866 per le leggi piemontesi, il santuario non fu mai del tutto abbandonato. Il 7 mar-zo 1927 fu acquistato un sito adiacente il santuario e il 28 agosto fu posta la prima pie- tra del nuovo convento, che nel 1938 fu costituito sede dello studentato del liceo clas- sico, rimastovi fino al 1965. Negli anni 1968-71 il convento ha ospitato un piccolo semi-nario serafico; nel triennio 1989-92 con interventi di bonifica e ristrutturazione degli am-bienti attorno alla “sorgente della Madonna“, è stato riedificato un tempietto votivo circondato da ambiente verde. Interventi di largo respiro negli anni 1990-2000, riservando alla fraternità dei cappuccini alcuni ambienti, hanno ristrutturato i piani superiori per ospitare il Museo d’arte dello Splendore, e la vecchia legnaia accolse la biblioteca del convento. Lungo la via Bertolino è stata realizzata una Via Crucis monumentale con sculture in bronzo dell’artista Ubaldo Ferretti; nel 2001 fu sostituito il vecchio organo con uno più monumentale di A. Girotta.




Il Santuario della MADONNA dello SPLENDORE è un’importante edificio di culto a Giulianova, con l’annesso convento, la fontana miracolosa e il Museo d’arte dello Splendore. Il santuario è una delle principali attrazioni artistiche della città, ed è meta di numerosi pellegrinaggi. Nel 1559 fuori le mura di Giulianova i Cappuccini ebbero un primo luogo in donazione degli Acquaviva, costruendo una chiesa dedicata a san Michele Arcangelo, do-ve oggi si trova la “casa Maria Immacolata“. Il santuario sorse nel luogo di apparizione della Vergine il 22 aprile 1557. Nel settembre del 1847 con decreto di Ferdinando II delle Due Sicilie e con rescritto della Santa Sede, ottenuto dal vescovo di Teramo monsignor Berrettini, i cappuccini presero dimora nell’antica abbazia dei monaci celestini da questi lasciata nel marzo 1807, a seguito della soppressione napoleonica presso il santuario dello Splendore. Soppressa anche la comunità dei cappuccini nel 1866 per le leggi piemontesi, il santuario non fu mai del tutto abbandonato. Il 7 marzo 1927 fu acquistato un sito adiacente il santuario e il 28 agosto fu posta la prima pietra del nuovo convento, che nel 1938 fu costituito sede dello studentato del liceo classico, rimastovi fino al 1965. Negli anni 1968-71 il convento ha ospitato un piccolo seminario serafico; nel triennio 1989-92 con interventi di bonifica e ristrutturazione degli ambienti attorno alla “sorgente della Madonna“, è stato riedificato un tempietto votivo circondato da ambiente verde. Interventi di largo respiro negli anni 1990-2000, riservando alla fraternità dei cappuccini alcuni ambienti, hanno ristrutturato i piani superiori per ospitare il Museo d’arte dello Splendore, e la vecchia legnaia accolse la biblioteca del convento. Lungo la via Bertolino è stata realizzata una Via Crucis monumentale con sculture in bronzo dell’artista Ubaldo Ferretti; nel 2001 fu sostituito il vecchio organo con uno più monumentale di A. Girotta.


















FONTE MIRACOLOSA e APPARIZIONE MARIANA: Secondo la tradizione la sorgente della fonte è situata sotto l’altare maggiore, dove si trova un tempietto con un simulacro che si ritiene essere comprato dal contadino Bertolino che nel 1577 assistette all’appari-zione mariana. Il contadino, dopo aver accumulato della legna, si riposò e mentre dormiva una luce abbagliante lo investì. La Madonna gli apparve, comunicandogli di aver scelto la cittadina di Giulia Nova come luogo per la sua venerazione. I duchi Acquaviva però cre-dettero che il contadino Bertolino fosse ubriaco e lo cacciarono; e nonostante i dubbi, il contadino si convinse dopo una seconda apparizione mariana. Nonostante ciò il duca lo fece fustigare, ma la Madonna paralizzò la mano dell’aguzzino. Il governato Acquaviva allora organizzò una solenne processione verso il luogo delle apparizioni, da dove scatu- rì una sorgente di acqua miracolosa.




Il Museo d’arte dello Splendore è stato inaugurato il 27 luglio 1997 per volontà del frate cappuccino Padre Serafino Colangeli, nella struttura che, dal 1938 al 1965, ospitava uno studentato. Dal 2002 è divenuto una fondazione pubblico-privata, attualmente costituita dalla fondazione Piccola Opera Charitas e dal Comune di Giulianova. La Regione Abruz-zo lo ha riconosciuto come museo di prima categoria. Il museo si estende su tre piani, per un totale di circa 1200 m² e i suoi contenuti sono così organizzati:
il piano terra ospita, come deposito aperto, la Collezione d’arte dei Frati Cappuccini d’Abruzzo; le opere sono collocate nel museo a partire dal 2010, a seguito dei danni provocati dal terremoto del 2009 al complesso di Santa Chiara de L’Aquila, da cui esse provenivano;
il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ha ospitato fino al 17 dicembre 2019 la Collezione Bindi, lascito di Vincenzo Bindi (1852-1928) al comune di Giulianova; la collezione originale comprende 377 opere di pittura di artisti legati alla città di Napoli, in particolare della Scuola di Posillipo, e di pittori abruzzesi. Le opere vanno dal XVII secolo al 1920, con particolare riguardo alla pittura del periodo tra il 1820 e il 1870. Attualmente le otto sale sono adibite alle mostre tempora-nee;
il terzo piano, aperto il 4 ottobre 1998, ospita la sala conferenze, adibita a concerti, conferenze, convegni, presentazioni di libri ed eventi culturali, oltre che all’esposizione di mostre temporanee.
Il primo piano, che non fa parte del Museo, è sede del Convento dei Frati Cappuccini.
Artisti: La Collezione d’arte dei Frati Cappuccini d’Abruzzo, ospita opere di Giulio Cesare Bedeschini e seguaci, di artisti della scuola di Pompeo Cesura e della scuola di Giacinto Brandi, di Bernardino Ciferri, di Carl Ruthart, Padre Alfonso da Torino di Sangro e Jusepe de Ribera. Il museo possiede una collezione permanente che include pitture, sculture e grafiche di artisti contemporanei, tra i quali Mimmo Paladino, Fran-cesco Messina, Aligi Sassu, Georges Rouault, Simon Benetton.


