Il Giro delle Chiese

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San FLAVIANO, DUOMO di GIULIANOVA (TERAMO)

Chiesa di San FLAVIANO: E’ monumento nazionale dal 1902. Originariamente, sino al ‘600, intitolata a Santa Maria in Piazza (o Santa Maria in Platea), ma popolarmente chiamata “La Rotonda“ ancora nella prima metà del Novecento, la costruzione rinasci-mentale è dedicata al Santo Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie raggiunsero for-tunosamente le coste giuliesi poco prima del 450. Edificato negli anni settanta del XV secolo il Duomo è stilisticamente influenzato dall’architettura toscana e umbra del tempo. La tipologia militaresca ravvisabile nella straordinaria ampiezza delle mura (2 metri circa), nelle lesene di rinforzo agli angoli, nei beccatelli e nelle caditoie (effettivamente funzio-nanti) che ornano i lati, pone l’edificio per imponenza come il primo esempio nell’Abruz-zo adriatico, dunque vero e proprio esperimento progettuale. Il cammino di ronda è, inol-tre, percorribile, configurando la costruzione come un vero e proprio torrione difensivo aggiunto.

La Chiesa ha forma ottagonale, come solito nella simbologia di riferimento ai santuari mariani, ed era in principio isolato dal resto delle abitazioni (che dal XVI/XVII secolo vi si collegano nel lato meridionale), ancora a conferma del tentativo di rispettare i canoni di una costruzione ideale. A sormontarla, una cupola poggiante su un tamburo, dall’intra-dosso emisferico ed estradosso slanciato a congiungersi alla lanterna ottagonale. La calotta è rivestita di embrici semicircolari in cotto (un tempo in Maiolica azzurra con effetto rifrangente, che la rendeva un voluto punto di riferimento visibile dal mare a notevole distanza). L’interno, praticamente spoglio dopo i restauri del 1926 e del 1948 (questi ultimi ad opera di Arnaldo Foschini) volti al ripristino della spazialità quattrocen-tesca, erano stati decorati, in età tardo rinascimentale e barocca con affreschi e ornamenti (come paraste e decorazioni a conchiglia). Altre opere ora non più presenti sono una croce processionale di Nicola da Guardiagrele e il reliquario in argento con i resti del Santo, rimpiazzate nella seconda metà del Novecento da pregevoli dipinti e sculture di artisti contemporanei (fra cui spiccano i nomi del giuliese Venanzo Crocetti, di Renato Coccia e di Aligi Sassu). Posta al di sotto della collegiata, una cripta, dalla impegnativa copertura voltata ad ombrello, contiene i resti del patrono e di alcune personalità giuliesi. La Chiesa oggi è ricca di opere di contemporanei illustri: sull’altare di sinistra si trova la pregevole scultura in marmo “Madonna con Bambino” di Venanzo Crocetti (1913-2003); dello stesso scultore sull’altare maggiore si trova un grande Crocefisso in bronzo realiz-zato nel 1959; a destra dell’altare maggiore lo scultore di Palestrina (Roma) Francesco Coccia (1902-1982) ha realizzato il Battistero in travertino istoriato con “Il Battesimo di Gesù” in bronzo; dello stesso autore troviamo l’Altare maggiore in pietra di Trani sormon-tato da un gruppo in bronzo raffigurante il Crocefisso, la Vergine e San Flaviano, del 1951; infine, le raffigurazioni della Via Crucis sono lavori a carboncino di Aligi Sassu (1912-2000). Su una delle pareti esterne che danno verso Corso Garibaldi nel 1922 è stata appo-sta una lapide in memoria dei concittadini caduti nella Prima Guerra Mondiale, i cui nomi sono scolpiti insieme al comunicato della vittoria diffuso dal Comando Supremo delle Forze Armate. Una grande aquila bronzea realizzata dallo scultore Ulderico Ulizio (1898-1987), allievo di Raffaello Pagliaccetti (1839-1900) sovrasta questo angolo della memo-ria.

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