Ospitato in un edificio del primo Novecento, già sede della Banca d’ITALIA, il Museo custodisce la collezione di pittura italiana e francese del XIX secolo di Venceslao Di Persio. L’esposizione, comprendente circa 260 opere d’arte, si dispone su tre piani, lungo quindici sale ordinate per temi, scuole e tendenze. A partire dal contesto internazionale della Napoli dell’inizio del secolo passa all’interazione degli artisti italiani con la pittura di paesaggio francese alle soglie della nascita dell’Impressionismo. Di ogni sala sono stati scelti dei dipinti ritenuti più rappresentativi.



Gabriele Smargiassi (Vasto, 22 luglio 1798 – Napoli 12 maggio 1882) è stato un pittore italiano. La sua passione artistica lo portò a Napoli, dove ebbe come maestri Giuseppe Cammarano e Anton Sminck van Pitloo. Frequentò dal 1820 la scuola di pittura istituita da quest’ultimo, nel cui atelier ebbe origine la cosiddetta Scuola di Posillipo della quale egli fu uno dei maggiori esponenti. Quando Anton Sminck van Pitloo morì, Smargiassi prese il suo posto di insegnante di “Paesaggio” all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ebbe influenza artistica su Nicola Palizzi, su Gennaro della Monica, su Cesare Uva e su numerosi altri pittori di scuola napoletana. Viaggiò per studio a Roma (1824-1828) e a Parigi (1827-1837), dove, protetto dalla duchessa d’Orléans, fu impiegato anche come precettore di disegno dei figli del re Luigi Filippo di Francia. Suoi allievi sono stati, tra gli altri, Giuseppe De Nittis e Alfonso Simonetti. Considerato un maestro della “scuola di Posillipo“, il suo stile fu tuttavia, nella maturità, giudicato sorpassato. Morì a Napoli il 12 maggio 1882. Una sua Veduta di Vasto, opera donata a Gabriele Rossetti nel 1838, nel 1883 è stata da William Michael Rossetti, in occasione del centenario della nascita del padre, donata alla pinacoteca di Vasto.























TEOFILO PATINI


















