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CHIESA della MADONNA del CARMINE – CELANO

Nel suo ultimo testamento il Conte Innico Piccolomini (1507-1566) dispose che, a sue spese, fosse edificata una chiesa in onore della Madonna del Carmine. Soltanto nel 1573 la figlia Costanza ottenne la dispensa papale per la realizzazione della chiesa e dell’annesso convento dei Carmelitani, a causa della forte opposizione dei Frati Conventuali della vicina chiesa di San Francesco. Non è risultato alcun intervento di ristrutturazione della chiesa, ma si è abbastanza sicuri nel dire che la chiesa e il convento nel corso del secolo XVII hanno sicuramente subito interventi migliorativi specie nella seconda metà del secolo. Nel 1761 la chiesa della Madonna del Carmine viene completamente restaurata per meglio dire rifatta di pianta e ciò in seguito ai gravi danni subiti dai vari terremoti. La chiesa viene ricostruita secondo il gusto barocco-rococò dell’epoca, con un impianto a croce latina ad un’unica navata.

Chiesa della Madonna del Carmine: Nel suo ultimo testamento il Conte Innico Piccolomini (1507-1566) dispose che, a sue spese, fosse edificata una chiesa in onore della Madonna del Carmine. Soltanto nel 1573 la figlia Costanza ottenne la dispensa papale per la realizzazione della chiesa e dell’annesso convento dei Carmelitani, a causa della forte opposizione dei Frati Conventuali della vicina chiesa di San Francesco. Non è risultato alcun intervento di ristrutturazione della chiesa, ma si è abbastanza sicuri nel dire che la chiesa e il convento nel corso del secolo XVII hanno sicuramente subito interventi migliorativi specie nella seconda metà del secolo. Non fosse altro che la struttura era ancora giovane all’inizio del secolo e doveva essere completata in molte parti. La chiesa che osserviamo oggi non è quella del XVII secolo, poiché è stata quasi completamente rifatta nel ‘700, ma sembra impossibile che la struttura non abbia subito interventi migliorativi nell’arco di tutto un secolo. Nel 1761 la chiesa della Madonna del Carmine viene completamente restaurata per meglio dire rifatta di pianta e ciò in seguito ai gravi danni subiti dai vari terremoti. La chiesa viene ricostruita secondo il gusto barocco-rococò dell’epoca, con un impianto a croce latina ad un’unica navata. La Facciata barocca, coronata da timpano, è delimitata lateralmente da due lesene; il Portale architravato a timpano spezzato è affiancato da nicchioni laterali contenenti le statue in gesso di due Santi Carmelitani (San Simone Stok e S. Albert); la grande finestra centrale barocca è sovrastata da una cornice aggettante. L‘Interno barocco con pianta a croce latina è costituito da 2 Cappelle nel Transetto e 4 Altari laterali (gli architetti che hanno eseguito il rifacimento della chiesa sono Giacomo Simonetti e Cristoforo Donati di Costanzo della Diocesi di Como, abitanti a Sora); conserva inoltre il pregiato Organo di Emilio Mampieri del 1839. Il convento, oggigiorno adibito ad uso abitativo, venne in passato utilizzato come municipio e in seguito come carcere. .Un piccolo campanile a vela è ubicata nel lato sinistro in prossimità del transetto. Una cantoria si affaccia sulla navata occupando lo spazio che sovrasta il portale d’ingresso.

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