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ALATRI: CHIESA/COLLEGIATA di Santa MARIA MAGGIORE – FROSINONE

La Collegiata di Santa Maria Maggiore risale al V secolo: fu edificata sulle rovine di un tempio pagano. L’aspetto romanico-gotico si deve principalmente alle profonde modifiche operate nel XIII secolo. Dell’esterno va segnalato il grande Rosone realizzato agli inizi del XIV secolo. Nella chiesa sono conservate pregevoli opere: quali il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII secolo), il Trittico del Redentore di Antonio da ALATRI, la Vergine con il Bambino e san Salvatore (prima metà del XV secolo) e il Fonte battesimale del XIII secolo.

Collegiata di Santa MARIA MAGGIORE

Risale al V secolo: fu edificata sulle rovine di un tempio pagano. L’aspetto romanico-gotico si deve principalmente alle profonde modifiche operate nel XIII secolo. Dell’esterno va segnalato il grande Rosone realizzato agli inizi del XIV secolo. Nella chiesa sono conservate pregevoli opere: quali il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII secolo), il Trittico del Redentore di Antonio da Alatri, la Vergine con il Bambino e san Salvatore (prima metà del XV secolo) e il Fonte battesimale del XIII secolo. L‘Esterno della chiesa con facciata a capanna, risalente al XIV secolo, presenta 3 portali con lunette affrescate: quella del grande portale centrale, protetta da una forte strom-batura, reca una Madonna col Bambino del tardo ’300; quelle laterali sono ormai cancellate, come gli affreschi posti fra le porte, un San Cristoforo e un’Annunciazione, un tempo protetti da un portico sorretto sul davanti da 4 colonne che fu abbattuto nella seconda metà dell’Ottocento. Immediatamente al di sopra del portale centrale si apre il magnifico rosone: la partizione quadrilatera degli elementi e l’utilizzo del motivo trilobo rendono il suo disegno molto simile a raffigurazioni di rosoni riportate nel Livre de Por-traiture di Villard de Honnecourt, 1235 ca (conservato a Parigi, Bibliothèque nationale); disegno, fra l’altro, che è fedelmente riproposto in scala al centro del rosone della vicina chiesa di San Francesco. Sopra il rosone, nella parte più alta della cuspide, una nicchia ad arco trilobo contenente una statua del Battista, copia moderna di una più antica che crollò per un terremoto nel 1654.

INTERNO: L’interno è sobrio ed essenziale ed è ripartito in tre navate. L’endonartece che accoglie il visitatore e precede la scansione in navate è dovuto allo spostamento in avanti della facciata a seguito dei rifacimenti del XIV secolo. La navata centrale, terminante con una profonda abside quadrangolare, è scandita da massicci pilastri compositi alternati ad altri più semplici su cui poggiano arcate a tutto sesto; interessanti i capitelli a calice con fregi floreali. Le navate laterali sono di differenti dimensioni: quella destra, più stretta, è ripartita in sei campate e termina con una piccola abside il cui catino è rivestito da un mosaico dorato. La navata sinistra, di maggiore ampiezza, ha 4 campate asimmetriche e si conclude con la grande cappella dedicata alla Madonna della Libera; dalla navata di sinistra si accede ad una serie di cappelle, che sono un’aggiunta operata nel XVII secolo e ospitano molte delle opere d’arte presenti nella chiesa: degni di particolare menzione il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII secolo), il Trittico del Redentore di Antonio da ALATRI, proveniente dal patrimonio delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Vergine col Bambino e san Salvatore (prima metà del XV secolo) e il Fonte battesimale del XIII secolo.

Particolarmente venerata è l’effigie della MADONNA della LIBERA, affresco del XV secolo in origine collocato sulla prima semi-colonna di sinistra della navata centrale, trasferito nel 1852 nella cappella in fondo alla navata  sinistra (ristrutturata per l’occasione) con il blocco semicircolare che ne è il supporto. Riprende il modello della Madonna di Costantinopoli, ma lo re-interpreta conferendo dolcezza alle figure. Importante è il Tabernacolo rinascimentale, opera marmorea del ’400, costituito da una nicchia absidata sormontata da un timpano, e decorata con la tecnica dello ”stiacciato” (tecnica che permette di realizzare un rilievo con variazioni minime, talvolta di millimetri, rispetto al fondo. Può essere realizzato sia in rilievo che incavato. E’ utilizzata per fornire all’osservatore un’illusione di profondità, lo spessore diminuisce in modo graduale dal primo piano allo sfondo, o spessore diminuisce in modo graduale dal primo piano allo sfondo. Questa tecnica è per alcuni aspetti più simile ad un’immagine che alla forma della scultura e quindi si rivela adatta all’applicazione della prospettiva).

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