La chiesa fu consacrata nel 1672.
La notevole facciata in pietra è in stile classico barocco del 1720.
Essa è divisa in due ordini da un’alta cornice variamente modanata: il 1° livello, tripartito da paraste, è centrato da un sobrio portale fiancheggiate da lesene binate sormontate da capitelli finemente scolpiti a motivi floreali e vegetali, intervallati, nei capitelli centrali, da testine di putto, Nel 2° livello, in corrispon-denza del portale, si apre una finestra rettangolare sormontata da un timpano triangolare. Motivo architettonico che si ripete anche nel coronamento a timpano spezzato.
L’interno, a navata unica rettangolare con 6 cappelle laterali (ornate riccamente di stucchi, specialmente quelle centrali), e presbiterio quadrato con volta a botte con un ellisse che simula una cupola. Una balaustra in marmo demarca lo spazio della navata separandolo da quello dell’abside dove, tra 2 statue di stucco evidenziate da colonne binate a finto marmo, campeggia l’Altare Maggiore: l’insieme trova compimento in una grossa raggiera in stucco dorato, arricchita da 2 angioletti sorreggenti un ovale dal fondo azzurro con una “M” dorata in mezzo. Sul fianco dx, posto oltre la 3° Cappella, spicca il pulpito ligneo con intarsi in radica della 2° metà del XVIII secolo. La sala oltre l’abside ospita il Museo Diocesano d’arte sacra.




L’interno è a navata unica con soffitto a volta a botte ellittica, decorata da stucchi e pennacchi geometrici, fiancheggiata da alcune cappelle.
La 1° Cappella a dx (5) è intitolata a San Pompilio, presenta una tela di Tommaso Cascella del 1949, mentre le decorazioni a stucco sono settecentesche.
Le decorazioni richiamanti temi biblici sono di G. B. Gianni, architetto lombardo. Nella 1° cappella a dx (5) vi sono rappresentate le storie del figliol prodigo e la cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva, sulla volta vi è raffigurata il sacrificio di Isacco da parte di Abramo.
Nella 2° cappella a dx (6) vi è la nascita e l’annunciazione della Madonna.
Delle cappelle a sx è stata affrescata soltanto la 1° (10) con le storie di san Martino.
La 2° cappella di sx (11) è dedicata alla Madonna del Rosario, con una tela del 1679 di Giacomo Farelli, vi si trovano inoltre le conocchie della Madonna Addolorata e del Rosario, che sono portate in processione.
La pala di san Giuseppe Calasanzio è stata dipinta nel 1790 da Giacinto Diana.
Il quadro del santissimo rosario è stato dipinto da Giacomo Farelli nel 1679.Il pulpito è realizzato con intarsi di radica, mentre l’altare maggiore è in marmo policromo. L’organo risale al settecento. La navata ha la volta a botte in cui vi è un’ellisse che simula una cupola. Dal presbiterio si accede al Museo diocesano d’arte sacra (4) che custodisce opere provenienti principalmente dalla Cattedrale e dal palazzo del Comune: un Crocifisso ligneo della seconda metà del ‘400, il busto ligneo di S. Antonio risalente al ‘500 e frammenti di affreschi dei secoli XIV e XV.










