Amiternum era un’antica città italica fondata dai Sabini, le cui rovine sorgono nei pressi di San Vittorino e Preturo. Oggi è possibile vedere solamente un teatro, un anfiteatro e la pianta di u-na domus, che costituiscono il sito archeologico principale di epoca romana. La città ha dato i na-tali ad uno dei maggiori storici romani, Sallustio pur essendo sopravvissuta alla caduta dell’Im-pero romano d’Occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza fino a scomparire completamente nel XIII secolo. I resti dell’Amiternum sabina sono diversi e ben conservati, situa- ti in località San Vittorino, frazione del comune dell’Aquila. Tra i più importanti sono l’anfitea-tro con la vicina domus dei gladiatori, il teatro di età augustea ed una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi. Sono inoltre visibili una porzione urbana della via Caecilia e resti di ter-me e di un acquedotto risalenti anch’essi all’età di Augusto. Sono invece in corso di scavo i resti della cattedrale paleocristiana di Santa Maria ad civitatem. Diverse sono poi le epigrafi e il ma-teriale scultoreo e architettonico rinvenuto nell’area e conservato in strutture del circondario, so-prattutto nel MuNDA (AQ) e nel Museo archeologico nazionale d’Abruzzo (CH), tra cui va ri-cordata la statua cosiddetta del Signore di Amiternum esposta durante il summit del G8 del 2009. Nei pressi dell’area archeologica, nell’abitato di San Vittorino, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane, presenti nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo.


















CATTEDRALE PALEOCRISTIANA di santa MARIA: La cattedrale di Santa Maria ad civi-tatem, secondo Laurent Feller in Les Abruzzes Mediévèls, era la protocattedrale della scompar-sa diocesi di Amiterno, esistente già nel IX secolo. La cattedrale dipendeva dal monastero benedettino di San Mauro, posto sulla montagna ad ovest della città romana, ed era la sede dio- sana prima della chiesa di San Michele in San Vittorino. Sicuramente già nell’XI secolo la cattedrale era in fase di abbandono degrado, ma sono attualmente in corso studi e scavi portati avanti dall’Università degli Studi dell’Aquila. La cattedrale di Santa Maria, conosciuta anche come Santa Maria in civitate, era la cattedra-le della diocesi di Amiternum, antica sede episcopale della città sabina di Amiternum, nel territorio dell’attuale comune dell’Aquila. Nell’area in cui sono stati riconosciuti i resti archeologici dell’antica cattedrale sono attestate attività costruttive dal II e III secolo, ma i primi vescovi attestati della diocesi risalgono solamente al V secolo. La città era comunque in abbandono e la cattedrale fu ridotta a pieve già nella prima metà del IX secolo; tuttavia, il suo utilizzo come edificio di culto è attestato fino all’XI secolo, mentre al XII-XIII secolo risale un’area cimiteriale prospiciente. In quel periodo, la fondazione de L’Aquila comportò il definitivo abbandono dell’antica città e delle sue strutture. L’edificio era a tre navate, spartite da serie di colonne, con abside semicircolare, quest’ultimo risalente al VI-VII secolo. Molti furono infatti i rimaneggiamenti, con diverse strutture murarie aggiunte, senza soluzione di continuità, fino all’XI secolo. Gli scavi nella zona denominata “Campo Santa Maria” iniziarono nel 2012 su spinta di archeologi dell‘Università degli Studi dell’Aquila e sono tuttora in corso. L’area, vicina all’anfi-teatro romano e ai resti della via Cecilia, era l’unica a non essere stata oggetto di scavi e indagini geofisiche precedenti, a causa della presenza di macerie e boscaglia.



