Il Giro delle Chiese

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VICENZA: CATTEDRALE di Santa MARIA ANNUNCIATA

Vicenza, la “città del Palladio“, è un gioiello del Rinascimento. Imperdibili sono il Teatro Olimpico, il più antico teatro coperto al mondo, la Basilica Palladiana, Piazza dei Signori, la Cattedrale dell’Annunciata e la celebre Villa Capra detta “La Rotonda”. Per un’esperienza completa e un panorama unico, si può salire al Santuario di Monte Berico. La città è un vero e proprio museo a cielo aperto. Nell’immagine in evidenza: Il nuovo Gioiello di Vicenza.

La Cattedrale di Santa MARIA ANNUNCIATA è il principale luogo di culto cattolico della città di Vicenza, in Veneto, sede vescovile della diocesi omonima. Di origine paleocristiana, fu ricostruita varie volte; la cupola fu progettata da Andrea PALLADIO, così come il portale laterale di settentrione e sono inseriti dal 1994 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel sito La città di Vicenza e le ville di Palladio del Veneto. Studi compiuti nella seconda metà del Novecento attesterebbero la presenza di un ambiente dedicato al culto cristiano già nel III secolo, ricavato in un preesistente edificio romano del I secolo. Dopo l’Editto di Costantino del 313 qui sarebbe stata costruita la prima piccola chiesa, di forma rettangolare absidata, che nella seconda metà del V secolo (forse dopo il saccheggio di Vicenza da parte degli Unni, citato da Paolo Diacono) sarebbe stata ricostruita più grande e a tre navate. Intorno al 600 il primo vescovo di Vicenza, Oronzio, avrebbe sostituito questo edificio con uno più grande, rettangolare a tre navate, di dimensioni vicine a quelle attuali.

Dopo: La facciata gotica attribuita a Domenico da Venezia (XVI secolo), a paramento dicromo, divisa in quattro settori, l’inferiore a cinque arcate profonde, il secondo spartito a lesene, il terzo liscio, il quarto decorato da cinque statue e due pinnacoli aggiunti nel 1948. Il portale presenta una evidente strombatura.

Dopo: PORTALE SETTENTRIONALE: Nel 1560 il canonico Paolo Almerico chiese al Capitolo della cattedrale di poter erigere a proprie spese una porta sul fianco settentrionale della cattedrale, in corrispondenza della cappella di San Giovanni Evangelista. Si tratta dello stesso Paolo Almerico che qualche anno più tardi commissionò a Palladio la costruzione della sua residenza situata su di un piccolo colle poco distante dalla città, lo splendido edificio che divenne poi noto come la Rotonda. La porta venne aperta nel 1565, probabilmente in occasione dell’ingresso del vescovo Matteo Priuli. L’attribuzione a Andrea Palladio, in mancanza di documenti e disegni autografi, si basa sulle affinità da un lato con modelli antichi ben noti a Palladio (come la porta del tempio della Fortuna Virile) e dall’altro con il disegno delle porte laterali della basilica di San Pietro di Castello a Venezia, che Palladio progettò nel 1558.

(Dopo) ABSIDE e CUPOLA: Solamente nel 1557 il Comune di Vicenza riesce a ottenere dalla Repubblica Veneta la disponibilità di un lascito fatto dal vescovo Zeno all’inizio del secolo, ed è quindi in grado di avviare il completamento dell’opera. Responsabile del progetto, Andrea Palladio molto probabilmente redige un disegno complessivo, che tuttavia viene messo in esecuzione in due fasi: dal 1558 al 1559 si imposta il cornicio-ne sopra le finestre e si realizza il tamburo, e dal 1564 al gennaio 1566 si pone in opera la cupola. La caratteristica forma della lanterna, astratta e priva di decorazione, viene replicata sulla sommità delle cupole di San Giorgio Maggiore a Venezia, in elaborazione negli stessi anni, ed è presente anche in alcune ricostruzioni palladiane di templi antichi a pianta centrale, come il Mausoleo di Romolo sulla via Appia.

(Dopo) CAMPANILE: È di poco staccato dalla chiesa e posizionato all’altro lato della strada che costeggia il fianco meridionale della cattedrale. Si tratta chiaramente di una costruzione non unitaria, frutto di aggiunte e modifiche effettuate in epoche diverse e con l’impiego di materiali diversi, come risulta ancora chiaramente evidente soprattutto nel basamento esterno. Probabilmente la costruzione del basamento risale al periodo delle invasioni degli Ungari, nel secondo decennio del X secolo, al tempo del vescovo Vitale arcicancelliere dell’imperatore Berengario I. Si trattava probabilmente di un torrione a difesa della cattedrale e del palazzo vescovile, con mura perimetrali dello spessore di 4 metri, di conglomerato rivestito da lastre di trachite, materiali di riporto di epoca romana. Sopra questo torrione, chiaramente capitozzato, fu aggiunta, nei primi decenni del XII secolo, la torre in mattoni alta circa 20 metri, con la cella campanaria di tipico aspetto romanico. Il campanile fu restaurato e portato all’aspetto attuale nel 1995-98.

(Dopo) INTERNO: L’interno della cattedrale si presenta in stile gotico, con unica navata coperta sulla quale si aprono varie cappelle laterali e che è coperta con volta a crociera. Alla navata centrale corrisponde l’abside, il cui presbiterio, sopraelevato come nelle abbazie di architettura gotico cistercense, ospita moderni arredi liturgici. La parete dell’abside, con al centro l’altare maggiore, è decorata dal pregevole Paramento Civran, costituito da varie tele collocate all’interno di un’architettura in stucco e marmorino sormontata da statue di angeli. Le tele di sinistra raffigurano scene dall’Antico Testamento, mentre quelle di destra riguardano Costantino e la Vera Croce; vi sono inoltre, ai lati dell’altare, due Annunciazioni. Il tema escatologico è quello del trionfo della Croce che conduce l’umanità alla salvezza. Il ciclo pittorico cui parteciparono vari artisti tra i quali il “tenebroso” Antonio Zanchi, presenta una duplicità di orientamento sia verso il “chiarismo neoveronesiano” da un lato sia verso il naturalismo di impronta postcaravaggesca dall’altro. Nel vasto sotterraneo della cattedrale sono presenti resti di una strada di epoca romana e notevoli parti delle basiliche dei secoli VIII e XI.

Dopo: PRESBITERIO

Dopo: ALTARE MAGGIORE

(Dopo) OPERE presenti nella CHIESA, NAVATA Sinistra:

– 1° Cappella di sinistra, la cappella di Thiene o della Passione (nelle 3 pagg. seguenti) con, sulla parete di sinistra il monumento funebre a Lavinia Thiene, realizzato da Giulio Romano (1544). Sulla parete destra un cenotafio con la stemma della famiglia Thiene e Gaetano di Thiene.

2° Cappella a sinistraAdorazione della Vergine con gli Angeli, 1581 di Alessandro Maganza.

3° Cappella a sinistra dedicata alla famiglia Loschi. Sopra l’altare troviamo le braccia della famiglia. Monumenti funerari di Alfonso Loschi e Antonio Loschi.

– 4° Cappella sinistra: Madonna col bambino tra le Sante Maddalena e Lucia, dipinto da Bartolomeo Montagna.

– 5° Cappella: Cappella dell’Incoronata o del Gonfalone. Fu costruita nel 1426 da una confraternita religiosa figlie di S. Maria, poi trasformata intorno al 1591 dalla confraternita del Gonfalone. La Pala d’altare : l’Incoronazione della Vergine (1448) un rilievo policromo in pietra di Antonino di Niccolò da Venezia. Sulla parete sinistra il monumento funebre di Girolamo Bencucci, conosciuto in Francia come Jérôme Sclede, vescovo dell’antica diocesi di Vaison.

Dopo: CAPPELLA di THIENE o della PASSIONE

(Dopo) Seconda CAPPELLA a sinistra: Adorazione della Vergine con gli Angeli, 1581 di Alessandro Maganza.

Bartolomeo MONTAGNA: “Madonna col bambino tra le Sante Maddalena e Lucia”, 4° Cappella a sinistra.

(Dopo) Quinta CAPPELLA a Sinistra: Cappella dell’Incoronata o del Gonfalone

(Dopo) La Pala d’altare : La Pala d’altare : “l’Incoronazione della Vergine” (1448) un rilievo policromo in pietra di Antonino di NICCOLO’ da Venezia.

OPERE nella NAVATA DESTRA:

– 1° Cappella del Fonte Battesimale – Opera dei fratelli tagliapietre Sguarise su disegno del bassanese Antonio Bernati. Sul coperchio presenta una piccola statua del Battista di Girolamo Albanese (sec. XVII).

– 2° Cappella delle reliquie, dedicata alla famiglia Fracanzani, contiene altare policro-mo con pala che ritrae San Gaetano di Thiene in preghiera, attribuita al Carpioni, ex voto della famiglia e per i numerosi matrimoni intercorsi con i di Thiene.

– 3° Cappella dei SS. Giacomo e Antonio Abate: Dormitio Virginispolittico di Lorenzo Veneziano (1366). Sulla parete sinistra l’ Arca di Tommaso e Giampietro de Proti.

– 4° Cappella di S. Girolamo – La più antica, fondata nel 1383 dal vescovo Giovanni de Surdis, fu poi più volte rimaneggiata, conserva oggi i due monumenti funebri a Girolamo e Giovanni Battista Gualdo (sec. XVI) con i busti dei due sarcofagi di Ales-sandro Vittoria (1574).

Adorazione dei Magi e soprastante Crocifissione fra S.Elena e S.Caterina.

Adorazione dei Magi, dipinto di Francesco Maffei (terza cappella destra).

Due grandi moderni medaglioni in bronzo, uno raffigurante la santa Giuseppina Bakhita, sudanese, che visse a lungo e morì a Schio, ed uno rappresentante la santa vicentina Maria Bertilla Boscardin, conservati nella quarta cappella destra

– Madonna in trono tra i Santi Nicola da Tolentino e San Nicola da Bari, pala di Giambattista Pittoni (1744)

– Madonna col bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Antonio da Padova, dipinto di Giulio Carpioni (1650)

Dopo: Prima CAPPELLA del Fonte Battesimale. Opera dei fratelli tagliapietre Sguarise su disegno del bassanese Antonio Bernati. Sul coperchio presenta una piccola statua del Battista di Girolamo Albanese (sec. XVII).

(Dopo) Terza CAPPELLA dei SS. Giacomo e Antonio Abate: Dormitio Virginispolittico di Lorenzo Veneziano (1366)..

(Dopo) Terza Cappella: Sulla parete sinistra l’ Arca di Tommaso e Giampietro de Proti.

I SOTTERRANEI della cattedrale sono un palinsesto archeologico in quanto mostrano i resti di edifici di diverse epoche: una casa romana, una domus ecclesiae, i resti di una chiesa di età longobardo-carolingia (secoli VIII-IX), i resti di una chiesa romanica (inizi del XII secolo) e di una chiesa gotica (fine del XIII secolo). Dalla parte posteriore della cattedrale si accede ad un sotterraneo ove vi sono i resti di una strada romana ed una pietra miliare romana, quest’ultima con un’iscrizione dedicatoria da parte della città di Vicenza all’imperatore Graziano. Dopo anni di chiusura, in seguito a una serie di interventi eseguiti tra il 2000 e il 2003, tra cui il risanamento ambientale, il restauro delle strutture archeologiche, la valorizzazione e la pubblica fruizione, l’area archeologica della cattedrale di Vicenza è stata riaperta al pubblico il 20 dicembre 2014. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96.

Prima: Il GIOIELLO di VICENZA è un modello della Città di Vicenza, di cui non resta testimonianza di un progetto preciso, realizzato in placche d’argento su supporto di legno nel 1578. Viene attribuito all’orafo Giorgio Capobianco, su progetto di Andrea Palladio. Furono i cittadini a offrirlo come ex voto alla Madonna di Monte Berico per scongiurare l’epidemia di peste. Il governo napoleonico nel 1797 distrusse il modellino di cui si persero le tracce. Sei dipinti a olio raffiguranti San Vincenzo quale patrono della città recante in mano il prezioso modellino, hanno conservato fino ai nostri giorni la memoria di questo capolavoro perduto, di una tradizione orafa millenaria che vale a Vicenza il nome di Città dell’Oro. Caratteristica dei dipinti è di raffigurare il Gioiello da punti di vista differenti così che se ne possa idealmente immaginare la rotazione.

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