Piazza del Duomo ) è la piazza principale di Milano. Dominata dal Duomo di Milano, da cui il nome, è il centro vitale della città, punto d’incontro dei milanesi per celebrare importanti eventi e, insieme all’adiacente Galleria Vittorio Emanuele II, luogo iconico per eccellenza della metropoli, nonché meta di visitatori e turisti provenienti da tutto il mondo. Nell’immagine in evidenza: Base del Monumento a Vittorio Emanuele II.



Dopo: Monumento a Vittorio Emanuele II, è un gruppo scultoreo posto nel centro di piazza del Duomo a Milano. Fu solennemente inaugurato il 24 giugno 1896.

Il monumento venne commissionato allo scultore italiano Ercole Rosa da re Umberto I alla morte del padre Vittorio Emanuele avvenuta nel 1878, ma venne collocato nel centro della piazza solo nel 1896 in quanto lo scultore morì prima di averlo terminato. Nel 1893, quando vennero terminate le fusioni delle parti in bronzo (fuse presso la fonderia Barigozzi, all’Isola), si discusse a lungo su dove fosse stato maggiormente appropriato porre la statua, se nei pressi di Palazzo Reale o in centro alla piazza del Duomo ed infine la scelta ricadde su quest’ultima. In quello stesso anno, alla morte del Rosa, i lavori vennero proseguiti dai fratelli Barzaghi sino al 1892 (?) sotto la direzione dello scultore Ettore Ferrari. Il monumento ritrae Vittorio Emanuele nell’atto di frenare improvvisamente il cavallo per voltarsi a incitare i suoi soldati prima dell’attacco alla baionetta nella battaglia di San Martino del giugno 1859, ultimo degli scontri della Seconda guerra d’indipendenza italiana.

La statua equestre è posta su di un basamento in granito rosso attorniato da una gradinata in marmo bianco dalla quale si innalza un ulteriore piedistallo in marmo di Carrara decorato con un rilievo che raffigura l’ingresso delle truppe piemontesi a Milano dopo la battaglia di Magenta, durante la seconda guerra di indipendenza oltre a rami di palme allego-rici. Sul fronte del piedistallo si trova la data «giugno 1859» a rimarcare l’ingresso del re a Milano (8 giugno 1859), mentre sul lato opposto si trova la scritta «14 giugno 1896» in riferimento alla data d’inaugurazione del monumento. La scultura soprastante, in bronzo, rappresenta il RE nell’atto di frenare la foga del suo cavallo, dando grande energia alla composizione che pure poggia con tutte e quattro le zampe dell’animale sul piedistallo, dando così anche stabilità alla scultura. Alla base si trovano inoltre due leoni sdraiati sulle gradinate laterali che posano una zampa ciascuno su una targa con inciso il nome «Roma» e «Milano», in riferimento alle grandi conquiste del risorgimento. Il 18 maggio 2012 sono stati rinvenuti al di sotto della statua i vani di fondazione al di sopra dei quali è stato realizzato il monumento.








Dopo: Santa Maria della Scala, Collegiata Regia, demolita per costruire il teatro, incisione di Marc’Antonio Dal Re del 1745.

Dopo: La facciata dal teatro raffigurata in due diverse incisioni storiche, una in rame del 1790 (qui) e l’altra all’acquatinta del 1850 (dopo); si noti, in quest’ultima, il corpo laterale aggiunto nel 1835.


Dopo: Piazza della Scala nel primo Novecento in una cartolina di Giorgio SOMMER.



Dopo: La sala vista dal palcoscenico in una cartolina dei primi anni del Novecento.


Dopo: Panoramica esterna del teatro dopo la ristrutturazione a opera di Mario Botta (2002-2004); sullo sfondo si notano le due “nuove” torri (scenica ed ellittica).


Dopo: Piazza del Duomo a metà del XIX secolo, prima delle demolizioni che hanno poi porta-to alla costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II e dei portici.







