Il Giro delle Chiese

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Per VASTO – CHIETI

La Città di VASTO ha origine nel XII sec. a.C.. in cui le prime popolazioni greche, illiriche e frentane  si stanziarono in quello che poi diventerà nel 91 a.C. il Municipo romano di Histonium, importante borgo marinaro e porto dell’Adriatico fino alla sua distruzione da parte dei Longobardi nel Medioevo. La leggenda vuole che la città fosse stata fondata dall’eroe greco Diomede durante il suo peregrinare in Italia, parallelamente alle altre città frentane della Costa dei Trabocchi intorno al 1179 a.C.

VASTO è un comune italiano di 40.707 abitanti del-la provincia di Chieti. Ha origine nel XII secolo a.C. in cui le prime popolazioni greche, illiriche e frentane si stanziarono in quello che poi diventerà nel 91 a.C. il Municipio romano di Histonium, importante borgo marinaro e por-to dell’Adriatico fino alla sua distruzione da parte dei Longobardi nel Medioevo. Ricostruita come roccaforte durante la signoria dei Caldora, fu coinvolta dagli eventi bellici della conquista aragonese del regno di Napoli. In questo contesto storico venne infeudata dapprima ai Guevara e successivamente ai D’Avalos. Come il resto del regno, passò sotto il controllo della corona spagnola agli inizi del XVI secolo. La cittadina acquistò una certa importanza a partire dal XVII secolo, quando Innico III d’Avalos ne fece il centro dei possedimenti della famiglia D’Avalos. Con il passaggio del regno di Napoli sotto la sovranità austriaca in seguito alla guerra di successione spagnola si ebbe l’elevazione della cittadina al rango di Città nel 1710. Alla fine del XVIII secolo la città vide la proclamazione della Repubblica Vastese parallelamente alla nascita della Repubblica Napoletana. Il centro storico vastese è rappresentato dal Castello Caldoresco, dalla Cattedrale di San Giuseppe (dal notevole Portale duecentesco) e dal Palazzo D’Avalos (già dei Caldora e poi dei marchesi D’Avalos – XV-XVIII secolo), che ospita un complesso di Musei sulla cultura locale, per cui la città dal XIX secolo fu nota come “Atene degli Abruzzi”. Notevoli anche i dipinti conservati nella Chiesa di santa Maria Maggiore, e molto interessanti le Chiese di San Francesco di Paola e di Santa Maria del Carmine (XVIII secolo). Di antica fondazione, Vasto fu molto danneg-giata da una frana del 1816. Subì imponenti ricostruzioni tra Sette ed Ottocento ma ancora oggi sono visibili alcune torri della cinta muraria con il castello bastionato del XV secolo.

RESTI della CHIESA di San PIETRO: Insediamento benedettino documentato sin dall’anno 829, la Chiesa di san Pietro venne edificata nell’area che costituiva la parte fortificata della città tardo-antica. Il Portale è quel che resta oggi dell’edificio abbattuto a causa della frana del 1956, l’evento catastrofico più grave da cui è stato investito l’abitato di Vasto: una delle aree più suggestive e antiche della città, ricca di edifici pubblici e privati di inestimabile valore artistico ed architettonico, fu completamente inghiottito dalla voragine. Dell’originaria Chiesa di San Pietro è possibile tuttavia apprezzare ancora la facciata e il bel portale tardo-duecentesco, autentico documento d’arte medievale. Nella lunetta dello stesso è visibile la rappresentazione della Madonna con in braccio il Bambino benedicente. Al di sotto, in una cornice rettangolare, una rappresentazione della Crocifissione in cui Gesù mostra una corona regale e non di spine, esempio rarissimo in consimili raffi-gurazioni. I bellissimi frammenti ornati di varie fogge mostrano quanto l’intera facciata dovesse essere decorata e ricca. Alla base dei muri ai lati del portale, si vedono alcuni resti murati databili al I secolo a.C., che alcune fonti attribui-scono al tempio dedicato a Cerere.

Castello di CALDORA: Venne edificato su una struttura preesistente nella prima metà del XV secolo dal signore di Vasto GIACOMO CALDORA. Nel 2464 sostenne un assedio durato tre mesi contro le truppe del Re Ferdinando I D’Aragona. Adibito a tribunale e a carcere tra il 1605 e il 1697, restaurato e rafforzato nel 1713, è stato utilizzato verso la metà dell’Ottocento come abitazione per privati. Il complesso presentava in origine una pianta quadrata con torri angolari cilindriche (di cui solo due rimangono), articolata intorno ad un cortile centrale, secondo un modello risalente all’architettura militare svevo-angioino. Tuttavia la fase originaria comprendeva un torrione circolare costruito in un periodo compreso tra il XIX e il XV secolo, trasformato nel 1439 da GIACOMO CALDORA, fu demolito in parte da insurrezioni del popolo di Vasto, indi fu ritrasformato da Innico D’Avalos d’Aragona, inter-vento cui corrisponderebbe la parte esterna del forte che incorporò potenziando la preesistente struttura con dei baluardi agli angoli, di cui uno è mancante. Altre modifiche strutturali furono eseguite da Cesare Michelangelo d’Avalos all’inizio del XVII secolo. F. Lacetti nel 1905 scrive che attualmente è proprietà privata e, seppur di notevole architettura, dell’antica architettura militare ne rimane solamente il ricordo. Il castello è posto su un promontorio che domina la costa. Il castello è costituito da 4 corpi di fabbrica che delimitano un cortile interno con i lati maggiori con direzione est-ovest con torri cilindriche su 3 dei 4 angoli. Gli elementi arcaici sono presenti con delle sporgenze di alcuni bastioni. Nelle facciata occidentale e settentrionale hanno delle strutture originali nonostante le pesanti integrazioni e sostituzioni del XIX secolo. Il castello Caldoresco di Vasto è stato inserito nella serie filatelica ordinaria italiana degli anni ottanta denominata “Castelli d’Italia” e raffigurato sul francobollo del valore facciale di 1400 Lire. Data di costruzione: 1472, su preesistente fortificazione.

RISERVA di PUNTA ADERCI: L’area protetta è la prima Riserva istituita in Abruzzo nella fascia costiera e nasce dall’esigenza di conciliare l’aspetto naturalistico dell’ area con quello turistico, relativo alla fruibilità delle spiagge. La Riserva ha una estensione di circa 285 ettari (che arrivano a 400 con l’Area di protezione esterna) e va’ dalla spiaggia di Punta Penna, attigua al Porto di Vasto (Punta della Lotta), alla foce fiume Sinello (confine con il comune di Casalbordino). Nell’anno 2000, il Comune di Vasto ha adottato il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva Naturale Regionale Guidata di Punta Aderci, elaborato dalla Cooperativa CO.GE.C.S.T.R.E. di Penne, approvato in via definitiva dal Consiglio Regionale il 25.09.2007. Nella Riserva, la zona pianeggiante appare maggiormente antropizzata, il paesaggio agricolo è di tipo tradizionale, con ampi vigneti, oliveti e appezzamenti coltivati prevalentemente a graminacee. L’area di maggiore interesse naturalistico è costituita dalla spiaggia di Punta Penna : un anfiteatro marino che ospita numerose essenze vegetali tipiche. Il promontorio di Punta Aderci (26 m s.l.m.) caratterizza l’intera area offrendo una visuale a 360° su tutta la Riserva. In alcune cavità di Punta Aderci è possibile ammirare l’Halymenia floresia, considerata l’alga rossa più bella del Mediterraneo. Da Punta Aderci lo sguardo può spaziare sul Parco Nazionale della Maiella, del Gran Sasso – Laga e dei Sibillini: al tramonto,con buona visibilità, si può intravedere il Parco regionale del Conero.

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