San GIACOMO è una frazione di Atri (Teramo) posta a m.354 s.l.m. sui colli del versante sud del fiume Vomano. Fa parte, insieme a Fontanelle, Casoli e Santa Margherita dei “Luoghi della Memoria”.


I “calanchi” (note anche come “Bolge” o “Scrimoni” nella lingua dialettale del luogo) sono colline caratterizzate da accentuate forme di erosione che solcano l’arenaria . Si aprono attorno ad Atri, antica città d’arte in provincia di Teramo che ha il vanto di aver dato il suo nome al Mare Adriatico. Essi costituiscono la forma più suggestiva e spettacolare del paesaggio collinare adriatico, delle vere e proprie sculture naturali. L’aspetto di queste formazioni deriva da una forma di erosione eolica dinamica, provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui dissec-camenti e dilavamenti che agiscono sul particolare tipo di argille presenti e le caratterizzano con profonde incisioni verticali che rendono visibili numerosi fossili marini. Pur essendo presenti in molte zone collinari abruzzesi, i calanchi solo nei dintorni di Atri sono così estesi e spettacolari da aver determinato l’istituzione di una Riserva Naturale Regionale la cui estensione è di 380 ettari circa e si sviluppa dai 106 metri del fondovalle del Torrente Piomba ai 468 metri del Colle della Giustizia.
San GIACOMO è una frazione di Atri (Teramo) posta a m.354 s.l.m. sui colli del versante sud del fiume Vomano. Sulla parte più alta della collina, attorniata dalle poche case che compongono la frazione, è la Chiesa di San GIACOMO. Si tratta di un edificio in laterizio con copertura a capanna e facciata a coronamento orizzontale; dalla parete posteriore si alza un campanile a vela per due campane e sulla parete sinistra si ha un portale in pietra con arco a tutto sesto e architrave piano con lunetta. In facciata insiste anche un finestrone rotondo anch’esso incorniciato in pietra. E’ la chiesa in cui sono stato battezzato. L’interno è a navata unica e conserva un’acquasantiera databile alla fine del Duecento e un dipinto del 1600 (almeno così mi ha riferito il custode) raffigurante la Madonna del Rosario. Un tempo (dal IV sec. D.C.) era usanza seppellire i morti nelle chiese e/o nelle vicinanze. Durante i lavori di ripavimentazione si è potuto rilevare la presenza di numerosissime tombe che, insieme a quelle rimosse nell’attuale piazza vicina e quelle presenti sotto la casa parrocchiale, fanno ritenere che l’attuale San Giacomo, fosse un paese già consolidato appunto nel IV sec. D.C.. Il busto senza testa, presente in una abitazione, testimonia la sua presenza anche in epoca Romana.





























