Il Giro delle Chiese

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ABBAZIA e CHIESA di Santa MARIA in MONTE PLANIZIO – LETTOPALENA (CH)

LETTOPALENA è un comune italiano di 326 abitanti della provincia di Chieti facente parte dell’unione dei comuni montani Maiella orientale-Verde Aventino. Il paese, di origine medievale, risale all‘XI secolo ma forse fu sotto il dominio di Juvanum in epoca romana. Scarsi documenti non consentono di creare una cronologia storica  ben definita, tuttavia si può affermare che nel XV secolo fu feudo di Antonio Caldora, indi dei Di Capua, conti di Palena  mentre dei XVII secolo fu dei D’Aquino. L’importanza del paese era dovuta alla presenza di cave di gesso. Il  Monastero di Santa Maria del Popolo in Monte Planizio detenne fino al XIII secolo il possesso del feudo. Nell’immagine in evidenza: “La Sacra famiglia” di Oreste Recchione.

Prima: Il borgo vecchio di Lettopalena era strutturato da un cardo e un decumano, fiorente lungo la scarpata che precede il fosso del ponte di Pietra  che lo collegava alla via della Majella. Le case erano in pietra e calce e il borgo possedeva, come di vede da immagini anteguerra, due porte di accesso.

(Prima) Costruita nel XVI secolo, questa Chiesa cimiteriale presenta una facciata caratterizzata dal corpo centrale più alto, corrispondente alla navata centrale, chiuso da un profilo a spioventi e spezzato da un piccolo campanile a vela. Le navate laterali sono più basse ed hanno un profilo a salienti. Il Portale d’ingresso, al centro del prospetto, ha mostra in pietra con architrave su mensole ed è in asse con una finestra rettangolare in pietra sotto cui si trova un gruppo scultoreo raffigurante “la Passione di Cristo”. Il viale è caratterizzato dalla presenza di frammenti di colonne e capitelli provenienti dall’antica Chiesa di San Nicola distrutta durante l’ultima guerra. I paramenti in pietra presentano numerosi inserti da materiale di spoglio: una testa scolpita ed un concio a forma di ruota sono visibili sotto il piccolo campanile; in prossimità della finestra centrale si trova una pietra scolpita  con una croce tra due palme ed un’altra con una croce all’interno di un cuore. La torre laterale adiacente alla Chiesa funge da Campanile. La parte sommitale è una costruzione recente, arretrata rispetto al profilo della torre, contrassegnata da muratura in bozze di pietra.

L’ABBAZIA di Santa MARIA di MONTEPLANIZIO è situata alle falde della Majella sulla riva occidentale del fiume Aventino nel comune di Lettopalena. La nascita del Monastero risale al 1020. La sua ottima posizione garantirono all’Abbazia grande successo che la portarono ad avere la giurisdizione di altri tre monasteri. L’Abbazia prosperò fino a quando papa Gregorio IX chiese agli abruzzesi di sollevare le popolazioni contro l’imperatore Federico Barbarossa. L’Abbazia ne pagò le conseguenze e il Monastero decadde lentamente.  L’Abbazia era a tre arcate con un campanile. Nel 1561 un terremoto violento distrusse gran parte dell’edificio. Fra i resti dell’Abbazia uno dei più importanti è l’icona lignea della Vergine di Monteplanizio col Bambino, scultura tra le più antiche della regione con evidenti richiami all’arte bizantina, oggi custodita nel Museo di arte Sacra nel Castello de L’Aquila. Nella Chiesa ci sono diversi dipinti tra i quali quello della Sacra Famiglia del pittore palenese Oreste RECCHIONE.

La “SACRA FAMIGLIA”: La pala d’altare fu datata e firmata da Oreste RECCHIONE nel 1902. Il tema affrontato in questo dipinto è il senso raccolto della famiglia, rievocando, oltretutto gli ambienti e la quotidianità della vita che si svolgeva nei cortili delle case di quel periodo, fra le faccende femminili e il lavoro degli artigiani. “La scena è intima e raccolta: in ambiente aperto e luminoso, delimitato nel fondo dal muro di una casa e da un muretto di cinta, al di sopra del quale alcuni alberi proiettano le loro masse verdi e si stende un tratto di cielo con nuvole biancastre, siede la Vergine coperta da un manto azzurro e da un velo in atto di aggomitolare il filo di una matassa, che, di fronte a Lei, con le braccia aperte, sostiene il piccolo Gesù. Più in là, in secondo piano, presso un banco, San Giuseppe attende al suo lavoro”. Anche in questo quadro, come nelle sue opere più famose, si scorge l’individualità dell’artista ed alcune caratteristiche che gli sono affini, come il senso classico della forma, la sobrietà delle tinte e la proiezione di una scena non alterata, ma vera e percettibile, tendente alla semplicità ed alla linearità della struttura. Proprio per questa caratteristica, si ha opinione che l’arte del Maestro sia stata persino influenzata dal movimento prerafaellita britannico.

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