PALAU è un comune italiano di 4.187 abitanti della provincia di GALLURA Nord in Sardegna. Si trova sulla costa settentrionale della Sardegna, nelle vicinanze della Costa Smeralda, in Gallura, e costituisce il porto di accesso per l’arcipelago di La Maddalena. Le coste sono frastagliate e rocciose. A ridosso di tutte le spiagge è presente una folta e ricca macchia mediterranea composta dall’olivastro, il pino marittimo, il finocchio marino, il mirto, la ginestra, il rosmarino, il finocchietto, la lavanda, il corbezzolo, il lentischio, il cisto marino, l’elicriso, ecc.. Vicino a Punta Sardegna si trova Porto Rafael, ampia zona fitta di macchia mediterranea dove si trova un importante porto per yacht. Nell’immagine in evidenza: Roccia dell’Orso a Palau.

(Prima) ROCCIA dell’ORSO: Famosissima nell’antichità, utilizzata dagli antichi navigatori come punto di riferimento naturale, a breve distanza dal paese, la roccia dell’Orso è una collina granitica di 122 metri modellata dagli agenti atmosferici, particolare per la sua forma di orso e visitata ogni anno da migliaia di persone; l’orso è raffigurato come stemma comunale del paese. Tolomeo, nelle sue cartografie denominava il sito della roccia “Arcti Promontoria”: questo nome è spesso tradotto come “promontori dell’orso” (supponendo che arcti sia genitivo di arctŏs, nome della costellazione dell’Orsa), ma potrebbe significare “promontori stretti” (arctus vuol dire stretto, angusto).

(Dopo) SPIAGGE: Sulla costa, da un’estremità all’altra del paese, si susseguono le spiagge alternate a tratti di costa granitica. In corrispondenza del paese, nell’entrata principale venendo da Olbia si trovano rispettivamente le seguenti spiagge: la “Sciumara“, seguita subito dopo da una grande costa rocciosa di “Acapulco” e a seguire le spiaggette di Porto faro, attaccate alla pineta e alla spiaggia di “Palau Vecchio“. Dopo il porto, e quindi nell’altra metà del paese, troviamo la spiaggia dell'”Isolotto” spezzata per metà da un’altra grande pineta. Partendo dalla penisola di Coluccia, si trova la spiaggia enorme dell’Isuledda, un lembo di terra sabbiosa spezzato dalla foce del fiume Liscia, di circa 2 chilometri seguito dalla penisoletta omonima.




Qui e dopo: Porto Rafael



(Dopo) CAPRERA: è un’isola dell’arcipelago di La Maddalena, al largo della costa nord-orientale della Sardegna. La zona marina di fronte all’area di Punta Rossa, estrema propaggine a sud dell’isola, è un’area a massima tutela ambientale, con cala Andreani e la spiaggia del Relitto. La dorsale orientale dell’isola è zona terrestre a protezione integrale, mentre l’area marina antistante Punta Coticcio, compresa Cala Coticcio, è protetta con provvedimenti dell’ente gestore del parco nazionale. Dal punto di vista biologico-naturalistico, significativa è la presenza di numerosi endemismi in tutta l’isola. L’isola conta meno di 100 abitanti, per la maggior parte residenti nel borgo di Stagnali. Ha un peso rilevante nella cultura italiana in quanto ultima dimora di Giuseppe Garibaldi e luogo che custodisce le sue spoglie; la casa un tempo abitata dal condottiero risorgimentale è oggi un museo a lui intitolato, di proprietà del Ministero della cultura. Nella tenuta di sua proprietà in piana della Tola, Garibaldi piantò molti alberi e condusse la vita del contadino, coltivando i campi e allevando polli, ovini, cavalli (la sua celebre cavalla bianca, Marsala, è sepolta poco lontano dalla casa) e molti asini ai quali si divertiva dare il nome dei suoi nemici (il più recalcitrante dei quali fu chiamato col nome del papa Pio IX).



(Dopo) La MADDALENA: è un comune italiano di 11.000 abitanti della provincia di Sassari (il più a nord della Sardegna) costituito dall’arcipelago di La Maddalena formato da varie isole e isolotti, tra cui: l’omonima isola La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria, Razzoli. La città di La Maddalena iniziata a popolarsi attorno al 1770, sorge a sud dell’isola principale e si affaccia verso il comune di Palau.




CHIESA di Santa MARIA MADDALENA: è la chiesa principale di La Maddalena, situata in piazza Santa Maria Maddalena, poco lontana da Cala Gavetta. Sede parrocchiale, è dedicata alla patrona della città e dell’omonima isola. La prima chiesa documentata dell’isola sorse nel 1768 in località Collo Piano (oggi zona Trinita). Il tempio, dedicato a santa Maria Maddalena, divenne parrocchia lo stesso anno della sua edificazione. Successivamente, in seguito al graduale spostamento della popolazione dall’interno dell’isola verso la zona di Cala Gavetta, si rese necessaria la costruzione di una nuova chiesa. I lavori cominciarono dopo il 1780, su progetto dell’ingegnere militare piemontese Giacinto Marciot. Il prospetto, in stile neoclassico, venne eretto a partire dal 1993, con l’intento di ripristinare l’originaria facciata, demolita nel 1952. Presenta la zona centrale leggermente avanzata rispetto alle ali laterali, raccordate al corpo centrale tramite volute curvilinee. L’intero prospetto, che termina al centro con coronamento piatto rimarcato da una cornice aggettante, è scandito da lesene, entro le quali si situano alcune nicchie vuote. Il portale è sormontato da un timpano curvo, entro il quale è collocata la lapide con l’iscrizione in latino che ricorda l’anno di costruzione del tempio (1814) e il benefattore, il barone Des Geneys. L’interno presenta un’unica navata, con 9 cappelle per lato (le due presso l’ingresso sono state aggiunte nel 1952), volte a botte e presbiterio quadrangolare con abside semicircolare. La chiesa custodisce alcuni interessanti arredi e opere d’arte. L’altare maggiore, in marmi policromi, venne fatto giungere da Genova nel 1831. Sopra l’altare troneggia un grande crocifisso ligneo di scuola ligure, del 1831, dono del barone Des Geneys. Il barone donò alla chiesa anche l’altare marmoreo e il quadro di san Giorgio. Nell’abside, sopra il coro, si trova la nicchia contenente una statua lignea della santa titolare, databile tra il XVIII e il XIX secolo, di origine ignota, forse di scuola savonese. Nei locali adiacenti la chiesa ha sede il Museo diocesano di arte sacra, dove è esposto il tesoro di Santa Maria Maddalena. Fanno parte del tesoro anche il crocifisso e i due candelieri d’argento donati alla parrocchia dall’ammiraglio Orazio Nelson nel 1804.





