Il Giro delle Chiese

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AUSTRIA: CHIESE di VIENNA (2° Parte)

Il DUOMO di VIENNA (di Santo STEFANO e Tutti i Santi) è senza ombra di dubbio la più importante Chiesa di Vienna. Nell’immagine in evidenza: Interno della Chiesa dei Gesuiti.

La Chiesa di Santa MARIA della Rotonda (in tedesco Dominikanerkirche, cioè “chiesa dei domenicani”), è una chiesa di Vienna, basilica minore dal 1927. In luogo dell’attuale edificio sacro esisteva inizialmente una chiesa eretta nel 1237 dai domenicani, poi ampliata nel corso del secolo. Tale struttura subì degli incendi, che costrinsero l’ordine a edificarne una nuova tra 1283 e 1302 poi ingrandita nel Rinascimento, in stile gotico, con la navata coronata da 5 volte a crociera. Nel 1529 la chiesa subì gravi saccheggi per mano turca, cadendo dunque in degrado per tutto il secolo. Nel XVII secolo, però, con la Controriforma, per l’ordine domenicano si aprì una nuova stagione, nella quale fu inaugurata la nuova Dominikanerkirche, iniziata il 29 maggio 1631, con la deposizione della prima pietra da parte di Ferdinando II d’Asburgo, e completata nel 1634, in stile barocco, espressione della nuova epoca. Il 1º ottobre 1634 fu consacrata e, solo nel 1927, elevata al grado di basilica minore. Struttura tipicamente barocca, la chiesa dei domenicani si presenta con una facciata a salienti completata da ampie volute e decorata da elementi scultorei, secondo un l’impianto delle facciate primo-barocche italiane. Essa, sovrastata da un grande frontone, si presenta tripartita da lesene e paraste di ordine composito: Sul portale, affiancato da colonne corinzie, timpanato e dotato di un grande stemma dell’ordine, poggiano tre statue: lateralmente santa Caterina da Siena e sant’Agnese da Montepulciano, centralmente una Madonna col Bambino, inserita in una nicchia. Altre due nicchie sono posizionate lateralmente al portale, rispettivamente contenenti le rappresentazioni scultoree di san Luigi Bertrando e santa Rosa da Lima.

INTENI: Gli interni sono a tre navate, con le pareti ornate da stucchi e rilievi e il soffitto impreziosito da affreschi. In particolare l’abside contiene opere a fresco di Carpoforo Tencalla, con Battaglia di Muret e Battaglia di Lepanto. Degno di nota il pulpito settecentesco, opera di Matthias Steinl. Lateralmente, le navate hanno tre cappelle per lato, ciascuna dedicata a un santo:

– Cappella di Santa Caterina da Siena, con affreschi di François Roettiers

– Cappella di San Tommaso d’Aquino, con affreschi di Frans Leuyx

– Cappella di Santa Rosa da Lima

– Cappella di Sant’Anna

– Cappella di San Vincenzo Ferreri, con affreschi di François Roettiers

– Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, con affreschi di Frans Leuyx

La chiesa am Hof (in tedesco Kirche am Hof) o, più formalmente, chiesa dei Nove Cori Angelici (Kirche zu den neun Chören der Engel), è un luogo di culto di Vienna, situato nella centrale piazza Am Hof. Carlo Antonio Carlone (facciata); Stile gotico e barocco; Inizio costruzione1386, Com-pletamento1403. L’edificio, in stile gotico, sorse tra il 1386 ed il 1403, ma nel 1607 subì un grave incendio, e durante i lavori di restauro si approfittò per modernizzarla secondo le ultime tendenze dettate dallo stile barocco. Nel 1662 fu ricostruita la facciata barocca su disegno di Carlo Antonio Carlone. La facciata, che rappresenta la prima opera di rilievo del barocco austriaco, è caratterizzata da pronunciate ali laterali che si raccordano agli edifici circostanti, mentre l’asse centrale è sottolineato da un ampio finestrone rettangolare sormontato da un frontone ricurvo e da un alto attico impreziosito da numerose statue. L’interno, di impianto gotico, è diviso in tre navate a sala da esili pilastri ottagonali, barocchizzati con l’aggiunta di capiteli corinzi, che reggono volte a crociera. Le cappelle laterali presentano una paratia decorativa barocca a stucchi bianchi che si affaccia sulle navate. Il coro venne trasformato nel 1798 in stile neoclassico e conserva sull’altar maggiore la grande pala coeva di G.J. Däringer raffigurante Maria e i Nove Cori Angelici.

La Chiesa di Santa MARIA degli Angeli, comunemente chiamata chiesa dei Cappuccini (Kapuzinerkirche), è una chiesa di Vienna con annesso monastero dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondata nel 1617 e dedicata nel 1632. Si affaccia sulla piazza del Neuer Markt, a poca distanza dal Palazzo imperiale Hofburg ed è conosciuta soprattutto per la Cripta Imperiale. L’edificio, pur essendo nato in epoca barocca, presenta una facciata molto semplice, ricostruita negli anni trenta del XX secolo; a sinistra presenta una grande nicchia con la statua di Marco d’Aviano. L’imperatore Ferdinando d’Asburgo lo scelse come luogo di esequie e di sepoltura dei membri della dinastia imperiale, degli Imperatori del Sacro Romano Impero e dei loro discendenti. Pertanto, nei suoi sotterranei si sviluppa un complesso di ambienti detto Cripta Imperiale (Kaisergruft o Kapuzinergruft in tedesco) che costituisce il mausoleo nel quale sono custoditi i sarcofagi di circa 150 appartenenti alla casa d’Asburgo. Nella cripta venne anche sepolta Eleonora Gonzaga-Nevers (†1686), figlia di Carlo di Gonzaga-Nevers e imperatrice del Sacro Romano Impero.

(Dopo) CHIESA dei VOTIVI: La Votivkirche (in italiano: Chiesa votiva) è uno dei più importanti luoghi di culto cattolici di Vienna. (Arch. Heinrich von Ferstel; Stile architettonico neo-gotico Inizio costruzione 1853)

La sua costruzione è legata ad un attentato perpetrato da un indipendenti ungherese ai danni dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria. Dopo il fallimento dell’attentato, sarebbe stato deciso un ex voto come espressione del ringraziamento di Ferdinando Massimiliano d’Austria per la salvezza del fratello. Divenne in un certo senso un progetto concorrente a quello, senza dubbio maggiore, del completamento del duomo di Colonia. Non da ultimo aveva una certa importanza come elemento accomunante delle varie etnie, in grande maggioranza cattoliche, dell’ormai pericolante Impero austriaco. Venne inaugurata in occasione delle nozze d’argento di Francesco Giuseppe ed Elisabetta di Baviera. Costruita in stile neogotico secondo i piani di Heinrich von Ferstel, la chiesa venne eretta nel giro di una ventina di anni (1853-1879). Contribuì sostanzialmente alla sistemazione e diversificazione stilistica della Ringstraße, la strada su cui è situata e che circonda il centro storico della capitale. Si presenta come una basilica a 3 corte navate ed un corposo tran-setto. La facciata è sormontata da due snelle torri ottagonali. Nonostante le notevoli dimensioni (99 m di altezza) ed alcuni ritardi nell’edificazione, la relativa rapidità della costruzione si riflette nell’omogeneità stilistica, principale caratteristica di questa chiesa, distinguendola così dalle cattedrali gotiche, a cui la Votivkirche è ispirata: queste ultime, infatti, venivano spesso costruite nel corso di secoli, spesso con interruzioni, ed erano quindi inesorabilmente oggetto di importanti ripensamenti nel progetto. Sulla cantoria in controfacciata, si trova l’organo a canne Eberhard Friedrich Walc-ker opus 306, costruito nel 1878 e radicalmente restaurato, pur mantenendo intatta la sua disposizione fonica, tra il 1995 e il 1996 dalla ditta organaria Klais Orgelbau.

(Dopo) CHIESA dei GESUITI: (Andrea Pozzo; Stile architettonico barocco; Inizio costruzione1623, Completamento1627). La Jesuitenkirche (chiesa dei gesuiti), nota anche come Universitätskirche (chiesa dell’università) è una chiesa ricchissima di decorazioni che si trova a Vienna in piazza Dr. Ignaz Seipel, immediatamente adiacente agli edifici della vecchia università cittadina.

La Jesuitenkirche fu costruita tra il 1623 e il 1627 al posto di un’antica cappella, al tempo in cui i gesuiti unirono il loro collegio con la facoltà di filosofia e teologia dell’università di Vienna. L’imperatore diede inizio ai lavori sia per la costruzione del collegio sia per quella della chiesa, quest’ultima dedicata ai san-ti Ignazio di Loyola e Francisco Xavier. Nel 1703 il fratello gesuita Andrea Pozzo ag-giunse due torri gemelle e rielaborò la facciata in stile barocco. La chiesa fu poi ridedicata all’Assunzione di Maria. Nonostante il suo aspetto esteriore relativamente austero, l’interno è straordinariamente lussuoso, con colonne di marmo surrogato, dorature, diversi affreschi allegorici e straordinarie cupole a soffitto in stile trompe-l’œil. Immediatamente accanto si trova l’Aula, luogo che vide la prima dell’oratorio di Haydn Die Schöpfung (La Creazione) e della Settima Sinfonia di Beethoven.

(Dopo) CHIESA di Sant’AGOSTINO (in tedesco: Augustinerkirche) è un luogo di culto cattolico di Vienna, retto dagli agostiniani) – (Dietrich Landtner; Stile gotico; Inizio costruzione 1327, Completamento XV secolo)

Nel 1327, il Duca Federico I d’Asburgo fondò questa chiesa con un chiostro per i frati Agostiniani. È quindi da sempre chiamata così dai viennesi, anche se il suo nome ufficiale è “Chiesa di Sant’Agostino”. Dal 1634 è stata la storica chiesa parrocchiale della Hofburg, il palazzo d’inverno della dinastia degli Asburgo, situato nel centro di Vienna. Fu scena di molti matrimoni degli Asburgo, tra cui quello dell’arciduchessa (e futura imperatrice) Maria Teresa con il duca Francesco di Lorena nel 1736, quello dell’arciduchessa Maria Luisa con l’imperatore Napoleone I di Francia nel 1810 e quello dell’impera-tore Francesco Giuseppe con la duchessa Elisabetta di Baviera nel 1854. Attualmente è famosa soprattutto per la musica sacra, suonata in particolare durante la settimanale messa alta della domenica, con coro e orchestra. Il compositore Franz Schubert qui diresse la sua Messa in Fa, mentre l’omonima messa di Anton Bruckner venne eseguita per la prima volta in questa chiesa, dotata di due organi. La navata venne costruita dall’architetto Dietrich Landtner tra il 1330 e il 1339 e consacrata il 1º novembre 1349. Con l’espandersi della vicina Hofburg, l’Augustinerkirche venne gradualmente incorporata ed oggi è parte del complesso. Anche se non appariscente dall’esterno, l’interno della chiesa è più ornato. Nel 1784, durante il regno dell’imperatore Giuseppe II, vennero rimossi 18 altari laterali, quando la chiesa venne restaurata in stile gotico ad opera dell’architetto di corte Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg. Un nuovo altare laterale venne aggiunto nel 2004, dedicato all’imperatore Carlo I d’Austria (1887-1922), in quell’anno proclamato beato dalla Chiesa Cattolica Romana. Notevoli tra i monumenti della chiesa sono il memoriale a Maria Cristina d’Asburgo-Lorena, scolpito da Antonio Canova, e la Herzgruft, contenente i cuori di 54 membri della famiglia reale. Sulla cantoria in controfacciata si trova un organo a canne costruito dalla ditta organaria Rieger Orgelbau nel 1976 all’interno della ricca cassa del precedente strumento, costruito intorno al 1930 e distrutto durante la 2° guerra mondiale. Lo strumento, a trasmissione mista installata nel 2002 dalla ditta organaria Eisenbarth Orgelbau.

La Chiesa di San Leopoldo (in tedesco Kirche zum heiligen Leopold; anche detta Kirche am Steinhof, cioè “Chiesa di Steinhof“), sorge nel sobborgo di Steinhof, alle pendici del Galitzinberges, all’estrema periferia ovest di Vienna. Rappresenta un capolavoro dell’architet-tura Secessionista. Il progetto originale è del celebre architetto Otto Wagner, che la concepì come una moderna casa del signore, diversa da tutte le chiese costruite fino a quel momento e in sintonia con lo stile della Secessione viennese. Edificata tra il 1904 e il 1907, la chiesa sorge all’interno di un ospedale psichiatrico e si trova nel punto più alto della zona, visibile da quasi ogni punto del distretto. Per enfatizzarne l’aspetto, Wagner concepì una cupola in rame sproporzionata in grandezza, e dorata. La facciata è ricoperta con lastre di marmo di 2 cm di spessore, integrati con “chiodi di rame” nella muratura. Il marmo proviene dalle cave di Carrara. Le torri ai lati dell’ingresso principale sono sormontate da due statue in rame con i due santi patroni della Bassa Austria: san Leopoldo e san Severino. L’interno, a pianta centrale, vede la fusione dei bisogni funzionali come cappella di ospedale (pulizia, igiene e separazione dei degenti dal celebrante) e la decorazione visiva. Prezioso è l’arredo interno, incentrato nel presbiterio dal fastoso baldacchino dorato bizantineggiante opera del 1906-07 di Remigius Geyling, e chiuso dal grande mosaico di fondo raffigurante la Promessa dei Cieli, realizzato su cartoni di Koloman Moser del 1905. Le preziose vetrate si devono allo stesso Moser, che le realizza nel 1906-07. Vennero rimosse durante la 2° guerra mondiale e conservate in Cecoslovacchia, da dove vennero riportate nel 1950. A causa dei danni subiti nel corso del conflitto, la chiesa è stata restaurata due volte: nel 1961-1964 e tra il 2000-2006.

La Basilica MARIA TREU (in lingua tedesca Piaristenkirche Maria Treu) è una chiesa cattolica austriaca in Vienna, nell’VIII distretto, a Josefstadt, in Jodok-Fink-Platz. Il nome della chiesa deriva da un quadro miracoloso, Maria Treu, che fu dipinto dal pittore di Josefstadt, Josef Herz, in occasione della pestilenza del 1713. che fu poi posto nella cappella dell’Addolorata nella chiesa. Dal 1721 la chiesa prese il nome da questo dipinto. La chiesa venne realizzata tra il 1698 e il 1719, presumibilmente su progetto di Lukas von Hildebrandt, come chiesa dell’Ordine degli scolopi, che gestivano in Josefstadt anche un ginnasio. Responsabili furono i mastri tagliapietre Sebastian Regondi e Joseph Winkler. Nel 1753 la costruzione fu terminata da Mathias Gerl. All’interno della chiesa si trova un capolavoro di Franz Anton Maulbertsch: 5 affreschi sulla cupola, realizzati dall’importante pittore austriaco di tardobarocco negli anni 1752 e 1753. Al centro si trova una rappresentazione dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, con intorno, come cornice, scene dell’Antico e Nuovo Testamento. Tutte le figure sono fra loro intrecciate, come in un vortice in movimento; nella composizione domina il colore di contorno. La costruzione, che ha un po’ di Daniel Gran, del primo Paul Troger e più tardi del neoclassicismo in primo piano, rientra a favore del gioco delle luci e dei colori. Verso il 1890 la chiesa subì per la prima volta un restauro. La facciata (una borromi-nesca serpentina) è stata il primo esempio viennese di facciata convessa secondo il modello delle chiese romane dei Santi Luca e Martina e di Santa Maria della Pace, di Pietro da Cortona. Papa Pio XII elevò il 27 agosto 1949, con l’Esortazione apostolica Trecentesimum annum, elevò la chiesa alla dignità di basilica minore.

La Mechitaristenkirche si trova sulla Neustiftgasse, N°4. Nel 1773 una parte dei padri Mechitaristi, che si erano separati dalla comunità di San Lazzaro (Venezia). Con il tempo, il Monastero Mechitarista di Vienna, parallelamente a quello di San Lazzaro a Venezia, si afferma quale centro di grande rilievo e punto di riferimento della cultura armena nel mondo. Il monastero ospita raccolte numismatiche (10.000 monete armene e 20.000 extra-armene); ceramiche artistiche caucasiche, argenterie sacre appartenenti alla Chiesa autocefala armena. La Pinacoteca raccoglie tele di pittori armeni (tra i quali quelli della famiglie di Naghash e Ayvazovski); è presente anche un’importantissima biblioteca formata da manoscritti armeni (antichi e preziosi), andando a formare una delle più grandi collezioni del mondo; tra le opere antiche e moderne la biblioteca della Mechitari-stenkirche conta più di 170.000 libri, inoltre conserva giornali e periodici armeni. Dal 1889 il Monastero di Vienna, inoltre, è sede di una distilleria nota per il famoso Mechitharine (liquore alle erbe), si dice che la ricetta originale sia stata portata dallo stesso Mechitar in persona.

La Chiesa di San MICHELE (Michaelerkirche, in lingua tedesca) è una chiesa parrocchia-le cattolica sulla Michaelerplatz, nel 1º distretto di Vienna, nel centro della città. Fu eretta tra il 1219 e il 1221 dal duca Leopoldo VI di Babenberg e nel XIII secolo fu una delle tre parrocchie di Vienna, insieme alla cattedrale di Santo Stefano e alla chiesa abbaziale di Nostra Signora degli Scozzesi (Schottenstift) ed è quindi una delle chiesa più antiche di Vienna. La chiesa di San Michele è una dei pochi edifici in stile romanico della città di Vienna; alcuni elementi barocchi e neoclassici vennero tuttavia successivamente aggiunti. La chiesa è dedicata all’Arcangelo Michele e dal 1923 è officiata dai padri salvatoriani. La chiesa è famosa soprattutto per la sua Cripta, nella quale, grazie alle particolari condizioni climatiche, le salme non si decompongono ma mummificano.

PARTICOLARITA’: L’arco di trionfo tra il transetto e lo spazio del coro risale al XIV secolo (in parte ristrutturato), nel quale è rappresentato Armageddon con Gesù Cristo e i suoi apostoli. L’altar maggiore fu costruito nel 1782 su progetto di Jean Baptiste d’Avrange. La cappella della Croce (già Cappella di San Nicola), una cappella laterale sulla destra del coro, si è conservata intatta dal 1350 e un’altra cappella eretta verso il 1630 come cappella funeraria per il conte Cavriani, erano originariamente gotiche e successiva-mente furono trasformate in stile barocco. In occasione delle esequie per Wolfgang Amadeus Mozart il 10 dicembre 1791 vennero eseguite per la prima volta parti del suo Requiem, verosimilmente il primo o i primi movimenti, poiché allora solo questi Mozart aveva completato. L’organo della chiesa di san Michele fu fabbricato nel 1714 da Johann David Sieber. Lo strumento si trova in due identiche sedi, una sulla parete nord e una su quella sud. Lo spazio libero tra le due lascia intravedere la finestra occidentale.

(Dopo): ABBAZIA di Santa MARIA degli SCOZZESI: (Andrea D’Allio il Giovane e Silvestro Carlone;  Stile barocco; Inizio costruzione1160 e 1638).

L‘Abbazia di Nostra Signora degli Scozzesi (in tedesco Benediktinerabtei unserer Lieben Frau zu den Schotten, o semplicemente Schottenstift, “abbazia degli Scozzesi”), è un’abbazia benedettina fondata a Vienna nel 1155 quando Enrico II invitò dei monaci irlandesi a Vienna. Essi non giunsero direttamente dall’Irlanda, ma provenivano dal mo-nastero di St. Jakob, un’abbazia irlandese di Ratisbona in Germania. Dal 1625 l’abbazia fu membro della Congregazione d’Austria, ora parte dei benedettini. Fra gli anni 1773 e 1774, venne costruito un nuovo priorato con annessa scuola, ad opera di Andreas Zach, sull’area dell’annesso cimitero. Poiché la costruzione assomiglia-va ad un ufficio, divenne popolarmente nota come la Schubladkastenhaus (“la casa cassettiera“). Direttamente accanto sorgeva l’Hotel Römischer Kaiser, e in cui si tenne la prima esecuzione pubblica di una canzone di Franz Schubert. Nel 1807 vi venne fondato, per decreto imperiale, lo Schottengymnasium, un istituto di educazione secondaria. Intorno al 1830, gli edifici ausiliari dell’abbazia, in particolare quelli fiancheg-gianti Freyung, vennero restaurati e parzialmente ricostruiti da Joseph Kornhäusel. Negli anni 1880 la chiesa venne parzialmente restaurata. A questo periodo datano gli affreschi del soffitto di Julius Schmid, ed il nuovo altare maggiore, costruito su disegni di Heinrich von Ferstel, con un mosaico di Michael Riese. Nel cortile vi è una Schwarze Muttergottes (“Madonna nera“), disegnata nel 1825 da Peter Nobile. La fontana con una statua di Enrico II, è di Sebastian Wagner.

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