Il Giro delle Chiese

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ANCONA: BASILICA della SANTA CASA – LORETO MARCHE (Prima PARTE)

La BASILICA contiene al suo interno la Santa Casa. Secondo la tradizione alcuni angeli prelevarono la Santa Casa e la portarono via in volo prima a Tersatto, presso Fiume e poi nei pressi di Ancona e infine a Loreto. Sul trasferimento della Santa casa da Nazareth a Loreto Marche consiglio la Lettura del Libro “La VIA degli ANGELI – La traslazione delle pietre della Santa Casa” del dott. Fernando FREZZOTTI. Nell’imagine in evidenza: la Fontana nella Piazza antistante la Basilica.

Loreto è un comune italiano di 12.783 abitanti della provincia di Ancona nelle Mar-che. Famosa per ospitare la Basilica della Santa Casa, la città di Loreto è uno dei più importanti e antichi luoghi di pellegrinaggio mariano del mondo cattolico. La città sorge sulla sommità del Monte Prodo, una modesta altura circondata da un’ampia campagna caratterizzata dalla coltura dell’olivo. Svetta per altezza e maestosità la sagoma della cupola e del campanile della Basilica sulla cui cima si tro-va la figura della Madonna. Il panorama che si gode spazia dal mare Adriatico al Monte Conero, fino all’Appennino umbro-marchigiano. La città si è sviluppata dall’incrocio di vie di passaggio intorno alla nota Basilica che ospita la celebre reliquia della “Santa Casa” di Nazareth dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Fin dai primi secoli dell’era cristiana, la tradizione affermava che a Nazaret si trovasse la piccola dimora della Vergine, dove ella nacque, crebbe, dove ebbe luogo l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele e dove visse fino alle nozze con Giuseppe. Dopo la Risurrezione, gli Apostoli si sarebbero riuniti in questa casa e avrebbero celebrato l’Eucaristia conformemente all’insegnamento di Gesù. Secondo la tradizione alcuni angeli prelevarono la Santa Casa e la portarono via in volo prima a Tersatto, presso Fiume e poi nei pressi di Ancona, sul colle su cui oggi sorge la chiesa di Santa Maria Liberatrice di Posatora, E infine la posarono più a sud, nei pressi di Porto Recanati, in località Banderuola.

PIAZZA della MADONNA è la celebre piazza principale della cittadina di Loreto. Sorge sul punto più alto della città, alla fine di Corso Boccalini e costituisce il fulcro artistico-monu. mentale e religioso di Loreto. Vi si affacciano tutti i principali monumenti cittadini.

I lati nord e ovest (a dx) sono chiusi dal PALAZZO APOSTOLICO, edificato su progetto di Donato Bramante nel 1507-09 per volere di papa Giulio II. Accoglie il Museo pontificio della Santa Casa.

Al centro della piazza si erge la mirabile FONTANA MAGGIORE, bella opera ba- rocca di Carlo Maderno e Giovanni Fontana realizzata fra il 1604 e il 1614, e adorna di sculture bronzee dei fratelli Pietro Paolo e Tarquinio Jacometti.

Monumento a papa Sisto V: Precede la facciata della Basilica della Santa CASA una scalinata che ne determina il sagrato, sui gradini del lato sinistro è collocato il monumento a Papa Sisto V: si tratta del papa che nella bolla Pro excellenti praeminentia del 17 marzo 1586 “afferma esplicitamente, senza alcuna formula cautelativa, che «il tempio di Loreto contiene quella sacra stanzetta che fu consacrata dai misteri divini»”. La statua bronzea benedicente dalla sedia gestatoria, opera del 1587-1589 dovuta ad Antonio Calcagni con la collaborazione di Tiburzio Vergelli, venne realizzata a spese della Provincia della Marca e di otto prelati piceni creati cardinali da Sisto V.

GRUPPO SCULTOREO della VISITAZIONE (dopo): La visitazione è un complesso scultoreo monumentale realizzato e donato alla città di Loreto dallo scultore contemporaneo Floriano Ippoliti nel 2015. L’opera rappresenta il secondo mistero gaudioso del rosario, che ricorda appunto la visitazione di Maria a Santa Elisabetta, ed è composta da tre figure femminili in bronzo dorato, alte 2 metri (3 metri da terra considerando il basamento). Le tre donne sono Elisabetta, Maria e, personaggio inedito in questo episodio, Sant’Anna, la madre di Maria. La raffigurazione si ispira infatti alla visitazione dipinta dal Pontormo, nella quale compaiono tre figure di donna. Il gruppo scultoreo della Visitazione è collocato nello slargo di piazza Papa Giovanni XXIII, situato all’imbocco della piazza del santuario, dunque in posizione assolutamente centrale nella città, posizione determinata dalla volontà di rendere La visitazione un simbolo dell’accoglienza a tutti i pellegrini della città, in quanto la stessa Maria fu a sua volta pellegrina nell’andare a trovare la cugina Elisabetta. Il monumento è inoltre un inno alla maternità, in quanto le tre sante raffigurate sono tutte e tre madri per antonomasia: Maria ed Elisabetta sono entrambe incinte per miracolo divino, mentre sant’Anna è la madre della Madonna.

La BASILICA della Santa CASA è uno dei principali luoghi di culto mariano e tra i più importanti e visitati santuari mariani del mondo cattolico. Sorge a Loreto in piazza della Madonna, a 127 metri s.l.m., al termine della via Lauretana. Il santuario ha la dignità di Basilica pontificia minore. All’interno della basilica, i cattolici rendono culto di devozione verso i resti di quella che secondo la tradizione è la Santa Casa di Nazareth, dove visse Gesù. A questa famosa basilica è collegata la devozione per Maria madre di Gesù che ha l’iconografia culturale e storica della Vergine Lauretana, patrona dell’aviazione; tra i numerosi personaggi e santi che vi hanno fatto visita, si ricordano santa Camilla Battista da Varano; santa Thérèse di Lisieux; santa Gianna Beretta; tra i papi che hanno visitato la basilica vi sono papa Giovanni XXIII, papa Giovanni Paolo II, papa Benedetto XVI e papa Francesco. Il santuario della Santa Casa e la città di Loreto hanno avuto origine da una piccola chiesa dedicata a Santa Maria, come da un documento di Giovanni XXII del 1320. La chiesa è tuttavia più antica e sembra risalire al secolo decimo. La stessa presenza dell’uomo sul colle lauretano è documentata ancora prima dell’era cristiana. Quando nel 180 a.c., presso l’odierna Porto Recanati, i romani fondarono la colonia di Potenzia,  gli abitanti della zona, privati delle loro proprietà date ai legionari, si rifugiarono  sul colle dove ora sorge il santuario mariano.

LATO ORIENTALE: A est domina l’imponente mole della celebre basilica della Santa Casa, tra i più importanti e visitati santuari mariani del mondo cattolico; numerosi personaggi e santi vi hanno fatto visita, tra questi santa Camilla da Varano, santa Teresa di Lisieux, santa Gianna Beretta Molla; tra i papi che hanno visitato la basilica vi sono papa Giovanni XXIII, papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI. Rappresenta uno dei capolavori dell’architettura italiana secondo gli stili gotico e rinascimentale, eretta dai maggiori architetti del tempo fra i quali Marino di Marco Cedrino, Baccio Pontelli, Fran-cesco di Giorgio Martini, Antonio da Sangallo, Donato Bramante, Andrea Sansovino, ecc. Il santuario, basilica pontificia, è affiancato dal Campanile Vanvitelliano, che con i suoi 75 metri è il più alto della regione. Davanti, sulle scale del sagrato, è il monumento a Sisto V, realizzato nel 1587-1589 da Antonio Calcagni.

PORTE d’Ingresso bronzee: Nella facciata si aprono 3 magnifiche porte bronzee, frutto della prestigiosa Scuola di scultura che fiorì a Recanati tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. Furono volute dal cardinale Antonio Maria Gallo, rettore del santuario fra 1587 e il 1620, per il Giubileo dell’anno 1600. Esse rappresentano scene del Vecchio Testamento atte a guidare spiritualmente il pellegrino verso il mistero dell’In-carnazione, di cui Santa Casa ne è, per i devoti, il simbolo più importante. PORTA CENTRALE: (dopo particolari) La porta centrale fu realizzata da Antonio di Girolamo Lombardo, con la collaborazione dei suoi fratelli Pietro, Paolo e Giacomo. Iniziata nel 1590 fu portata a termine solo nel 1611. Vi sono sei formelle maggiori e sei minori con rappresentazioni tratte dal Vecchio Testamento. Nell’anta di sinistra sono raffigurati, partendo dall’alto verso il basso: – Creazione di Eva; – Cacciata dal Paradiso terrestre; – Caino che uccide Abele;

In quella di destra, partendo dall’alto verso il basso: – Peccato originale; – Lavoro di Adamo ed Eva; – Fuga di Caino.

Al di sopra, in una nicchia, è posta la statua altresì bronzea della “Madonna col Bambino“, opera di Girolamo Lombardo e completata nel 1583.

La PORTA Destra, ritenuta la più bella, fu commissionata ad Antonio Calcagni nel 1590 che la ideò e in gran parte la modellò. Morto egli nel 1593, fu completata nell’anno 1600 dal nipote Tarquinio Jacometti e da Sebastiano Sebastiani, i quali rielaborarono e integrarono il progetto originale. Nell’anta di sinistra sono raffigurati, partendo dall’alto verso il basso: – Sacrificio di Abele e di Caino; – Uccisione di Abele; –  Sacrificio di Noè dopo il diluvio; – Scala di Giacobbe; – Trasporto dell’Arca e danza di re Davide.

In quella di destra, partendo dall’alto verso il basso: Trono di Salomone; – Mosè ed il roveto ardente; – Adorazione del serpente di bronzo; – Abigail placa re Davide; – Ester davanti ad Assuero.

La PORTA SINISTRA fu commissionata nel 1590 a Tiburzio Vergelli il quale, in collaborazione con Giovan Battista Vitali, la terminò nel 1596 ed è ritenuta un capolavoro di maestria tecnica, di armonia compositiva e di decorazione ornamentale. La porta è composta da 10 formelle principali che rappresentano, partendo dall’alto in basso e dall’imposta di sinistra verso quella di destra: – Creazione di Adamo; – Creazione di Eva; – Agar confortata dall’angelo; – Rebecca al pozzo incontra Elzeario; – Sacrificio di Abramo; – Trionfo di Giuseppe, viceré d’Egitto; – Passaggio del Mar Rosso; – Giuditta uccide Oloferne; – Caduta della manna; – Mosè fa scaturire le acque dal Monte Oreb.

INTERNO: Si presenta come una grande aula ancora goticizzante chiaramente concepita per accogliere l’enorme massa dei fedeli. È basata su una complessa pianta cruciforme, nata dalla sovrapposizione di una struttura longitudinale a una centrale a croce greca. Il corpo principale è diviso in tre navate da 12 pilastri quadrati con colonnine agli angoli che reggono archi ogivali e quindi le volte a crociera costolonate. La planimetria è ricca di simbolismi; nel complesso si può definire una croce latina che riporta al Cristo, con i dodici pilastri riecheggianti gli Apostoli e le 4 Sagrestie che portano i nomi degli Evangelisti, poste ai 4 angoli creati dai bracci della croce. Al centro, il “cuore” della croce, si erge la cupola con al di sotto la preziosa reliquia della Santa Casa e tutt’intorno le grandiose 9 cappelle dei transetti e del presbiterio. Nelle 2 navate laterali del corpo longitudinale vennero aperte dal Bramante, agli inizi del secolo XVI, una serie di Cappelle laterali, 6 per lato. Nel corso dei secoli vennero abbellite e decorate con pale settecente-sche in mosaico e con modesti dipinti del XX secolo. La più pregevole tra queste è la 1° a sinistra detta Cappella del Battistero; con la volta dipinta dal Pomarancio e Fonte battesimale in bronzo di Tiburzio Vergelli, lavorato tra il 1600 e il 1607. La cupola copre lo spazio dov’è incentrata tutta la basilica, ospitando il Sacello della Santa Casa. Tra il 1610 e il 1615 la volta fu affrescata da Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio. Col passare dei secoli quegli affreschi si deperirono e iniziò a staccarsene delle parti. Col grande restauro compiuto nel XIX secolo dall’architetto Giuseppe Sacconi la cupola fu nuovamente dipinta dal senese Cesare Maccari, tra il 1895 e il 1907 con la Storia del dogma dell’Immacolata e delle Litanie Lauretane. Tutt’intorno corre il deambulatorio dove si aprono in successione le 4 Sagrestie e le 9 grandi Cappelle; la maggior parte di queste ultime portano i nomi delle nazioni che nei primi anni del ‘900 devotamente contribuirono al loro restauro e decorazione. Le opere più recenti che corredano l’interno della Basilica sono l‘Altare maggiore e il Pulpito, ricavati da due monoliti di marmo di Carrara in occasione dell’Anno Santo 2000, opere dello scultore lombardo Floriano Bodini.

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