La Cattedrale di San NICOLA PELLEGRINO è il principale luogo di culto cattolico della città di Trani, in Puglia, chiesa madre dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e, dal 1960, basilica minore. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, risalenti all’epoca della dominazione normanna.


La Cattedrale di San NICOLA PELLEGRINO è un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, risalenti all’epoca della dominazione normanna. Fu costruita usando la pietra di Trani, un materiale da costruzione tipico della zona (usato anche da noi in Abruzzo): si tratta di un tufo calcareo, estratto dalle cave della città, caratterizzato da un colore roseo molto chiaro quasi bianco. La chiesa si distingue per il suo vistoso transetto e per l’uso dell’arco a sesto acuto nel passaggio situato sotto il campanile, fenomeno non molto diffuso nella architettura romanica. La costruzione, importante dal punto di vista urbanistico, vanta una posizione relativamente isolata rispetto agli edifici circostanti e si trova nelle immediate vicinanze del mare, punto di riferimento sia a dal mare che dalla città. Vi si accede tramite una doppia rampa di scale che conduce al portale, il pianterreno si trova in posizione rialzata, circa 5 metri dal livello stradale. Tramite la doppia rampa si accede a un ballatoio situato davanti alla facciata, dove al centro di un’arcata cieca si trova un Portale romanico accuratamente ornato. Lo stile tradisce l’influenza architettonica araba. Tre finestre e un piccolo rosone sulla navata centrale decorano la facciata, con le loro aperture ornate da figure zoomorfe. La chiesa segue lo schema architettonico della basilica a tre navate. Con una ampia Cripta sottostante, quasi una doppia chiesa. Dalla parte posteriore, l’edificio è invece delimitato da un massiccio transetto rivolto verso il mare, ed è dotato di tre absidi. È questo senz’altro uno dei maggiori elementi di originalità della chiesa. Anche questa parte della costruzione è decorata da arcate cieche in stile romanico. Al di sopra di queste, le facciate laterali sono decorate, a sud da due bifore e da un rosone, e a nord da due bifore e una quadrifora.
FACCIATA e CAMPANILE: L’elegante torre campanaria accanto alla facciata fu eretta soltanto in seguito, essenzialmente tra il 1230 e il 1239, ma il completamento, con la costruzione dei piani superiori al secondo, si ebbe poco dopo la metà del Trecento. Tipicamente romanico è l’alleggerirsi della massa procedendo verso l’alto, ottenuto con l’accorgimento architettonico delle aperture che diventano sempre più ampie salendo in alto: dalla finestra bifora si passa a quella trifora. Al di sopra di queste, le facciate laterali sono decorate, a sud da due bifore e da un rosone, e a nord da due bifore e una quadrifora.

MONOFORA nell’ABSIDE

PORTALE CENTRALE: La porta centrale di bronzo è opera di Barisano da Trani e fu realizzata nel 1175: si tratta peraltro di uno dei più interessanti esempi del genere nell’Italia meridionale. La porta originale è esposta all’interno dell’edificio, mentre all’esterno è stata collocata una fedele replica, inaugurata nel 2012.






La tripartizione in navate nella parte principale dell’edificio è data da colonne binate, che sorreggono i rispettivi matronei. Le due navate laterali sono ricoperte da volte a crociera, mentre quella centrale ha delle capriate a vista. La parte posteriore della chiesa, quella del transetto, forma uno spazio unico, anche se le tre absidi riprendono la tripartizione del corpo principale. Si distingue per una vistosa copertura a capriate simile a quella della navata centrale. Il carattere sobrio e quasi disadorno della cattedrale (un tempo molto più fastosa di oggi) è dovuto ai continui rifacimenti delle decorazioni (capitelli, volta, stucchi), compresi quelli controproducenti nell’Ottocento e quelli di riparo della prima metà del XX secolo. In occasione di questi ultimi, operati tra il 1939 e il 1942 sotto la direzione di Alfredo Barbacci, si scelse di conservare soprattutto gli elementi medievali per obliterare, laddove possibile, le superfetazioni di epoche successive. È questo il caso, per esempio, del soffitto ligneo dipinto del transetto e della navata maggiore, rimosso per riportare il soffitto allo stato originale con capriate a vista.





L‘ORGANO a canne della Basilica Cattedra-le è situato nel braccio destro del transetto, a ridosso della parete di fondo; è stato costruito nel 2013-2014 da Francesco Zanin riutilizzando il materiale fonico del precedente strumento, opera dei Fratelli Ruffatti, costruito nel 1962 ed era a trasmissione elettri-ca, con 48 registri, molti dei quali ottenuti per prolungamento e derivazione.




Nonostante i continui mutamenti intervenuti nel corso dei secoli, conserva in parte il suo carattere originale la parte inferiore della chiesa, che costituisce una parte essenziale dell’insieme. Suddivisa in due unità (Cripta di San Nicola, che conserva le reliquie del santo e Cripta di Santa Maria, che risale alla costruzione precedente), la parte inferiore ricalca la pianta dell’edificio e si distingue per l’eleganza dei capitelli romanici. Tramite una scaletta è possibile accedere all’ipogeo di San Leucio, scavato sotto il livello del mare e ornato di affreschi ormai in cattivo stato di conservazione. Della pavimentazione musiva, ispirata a quella del mosaico di O-tranto opera di Pantaleone nella cattedrale di Otranto, rimangono solo alcuni brandelli nella zona del presbiterio, in cui, oltre a ele-menti decorativi, è possibile riconoscere l’allegoria dell'”Ascesa in volo di Alessandro Magno” e l’episodio del Peccato originale di Adamo ed Eva, rappresentati ai lati dell’Albero della conoscenza del Bene e del Male.

















