Comacchio è un comunei della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna. Il centro abitato vero e proprio ebbe quasi certamente origine da un castrum posto lungo l’antico corso del Po sorto tra il VII e l’VIII secolo. Il cristianesimo vi si diffuse provenendo dalla vicina Ravenna.

A testimonianza del periodo tardo-romano (V-VI secolo) restano i monasteri di Santa Maria in Padovetere (nella Valle Pega) e Santa Maria in Aula Regia. Successivamente fu fondata la diocesi. Il primo vescovo conosciuto di Comacchio fu Vincenzo, attestato all’inizio dell’VIII secolo. In seguito all’invasione longobarda, iniziata nel 568, tutti i territori circostanti il Delta del Po furono perduti dall’Impero romano. Ma non Comacchio, che fu saldamente difesa dai Bizantini. Unico centro commerciale dell’area deltizia, Comacchio continuò a ricevere i rifornimenti di olio e spezie dalle navi provenienti da Costantinopoli. In questo periodo si sviluppò, sia sul piano dell’urbanistica sia su quello dell’economia, come città lagunare. Arrivò a disporre di un’importante flotta navale. Comacchio fu assediata e conquistata dalla Serenissima per ben cinque volte nel corso dell’Alto Medioevo finché entrò nei i territori controllati dagli Este a partire dal 1299. Con la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio e la fine del ducato estense, nel 1598, l’intera provincia, Comacchio compresa, rientrò tra i possedimenti della Santa Sede. Papa Clemente VIII unì la città valliva al territorio nella neonata Legazione di Ferrara. Fece parte dello Stato Pontificio fino al marzo 1860, quando i territori dell’ex Legazione delle Romagne furono annessi al Regno di Sardegna per effetto dei plebisciti.

BASILICA di San CASSIANO: La prima cattedrale sorse nell’anno 708 sotto il vescovo Vincenzo e sorgeva nella stessa posizione dell’attuale duomo. Fu costruita in stile prero-manico e possedeva tre navate sorrette da colonne di marmo i cui capitelli recavano l’effigie della passera acquatica, che rappresenta lo stemma della città, sino a quando, nel 1200, l’edificio fu rimaneggiato in stile gotico e così rimase sino al 1659. I lavori di una nuova cattedrale il 25 marzo 1659. Nonostante ciò, dalla posa della prima pietra sino agli scavi delle fondamenta e ai lavori di muratura passarono oltre 35 anni, venendo consacra-ta solennemente il 12 aprile del 1740, tenendo sempre fede al progetto originario dell’architetto Angelo Cerruti che la concepì in stile barocco. Infine, il 13 ottobre del 1961, la cattedrale fu elevata alla dignità di basilica minore da papa Giovanni XXIII. La facciata è interamente in mattoni, fatta eccezione per i capitelli, le paraste, gli zoccoli dei piedistalli e del cornicione mediano che sono tutti in pietra d’Istria. Adiacente al duomo si erge la torre campanaria, opera dell’architetto Giorgio Fossati, edificata nel 1751 ma rovinata al suolo pochi anni dopo, nel 1757. Venne in seguito ricostruita ed ultimata soltanto nel 1868 sull’enorme basamento del vecchio campanile, rimasto illeso dal crollo. INTERNO: La struttura interna della cattedrale si presenta a navata unica con sei cappelle per lato all’interno delle quali si trovano pregevoli tele di artisti della Scuola bolognese di pittura come Biagio Bovi (XVIII secolo), il crocefisso ligneo dello scultore ferrares-e Germano Cignani e la scultura di santa Lucia di scuola veneziana (XV secolo). Di notevole interesse appare l’abside decorato con uno scenografico altare settecentesco in marmo con angeli alati e con la statua lignea del patrono san Cassiano. Tutt’attorno all’abside corre anche un coro ligneo in un doppio ordine di stalli, dono del vescovo di Arcano. Infine, posto sopra il portale di ingresso, si trova l’organo, costruito a Modena nel 1728.














TREPPONTI o PONTE PALLOTTA: E’ forse il monumento civico più conosciuto, lo volle il Cardinale di Ferrara Giovan Battista Pallotta nei primi decenni del ‘600 ne ordinò la costruzione. Era all’epoca, la porta fortificata della città per chi proveniva dal mare percorrendo il lungo canale che portava acqua viva e salubre a Comacchio e alla laguna. Il progetto del ponte è del ravennate Luca DANESE, il progettista della nuova fondazione di Comacchio dopo secoli di abbandono. Sono dello stesso architetto i Ponti di San Pietro e degli Sbirri, definiti dal DANESE ”li due in uno e li tre in uno”, per il numero delle arcate che li sorreggono. Sotto il TREPPONTI si dipartono i canali che attraversano e circondano la città: il Sant’Agostino, quello di Borgo, il canale di San Pietro e della Salaria. Il progetto iniziale del ponte, non privo di purezza nella sua essenzialità, è stato adattato alle necessità pratiche ed estetiche, che hanno comportato alcune evidenti modifiche, come le due torri di guardia e i 6 aggraziati pilastrini in cima alle scalinate, che lo hanno reso quale è oggi.








La Chiesa della Madonna del Rosario è stata costruita nel XVI secolo. La Confraternita del Santo Rosario eretta nel 1572 nella chiesa di Santa Maria in Aula Regia ottenne il permesso di utilizzare la chiesetta di San Mauro. La torre campanaria venne eretta nel 1632, crollò nel 1752 e fu ricostruita l’anno successivo. L’edificazione della chiesa ai primi decenni del XVII secolo sono confermati dalla medesima datazione di alcune opere che vi sono conservate. L’edificio venne ristrutturato nel 1958. La chiesa, che si trova in via Sambertolo, non ha sagrato dedicato trovandosi nel centro storico di Comacchio, è affiancata dal campanile alla parte presbiteriale . La facciata è in laterizio, suddivisa verticalmente da lesene in tre parti. Il portale di accesso non ha bussola. Il lato sinistro dell’edificio è in parte intonacato e sono visibili le strutture delle cappelle. Il lato destro aderisce ad altre strutture edilizie. Il tetto ha copertura in laterizio (coppi). INTERNO: è ad aula, con cappelle laterali e con un pavimento in calcare beige e profili in marmo nero. Le tre campate sono separate da lesene, con capitelli che reggono una trabeazione che segue tutta l’aula. La volta è a botte. Il presbiterio è leggermente rialzato e vi si arriva da un arco santo retto pure questo la lesene. L’abside è semicircolare. Nel presbiterio si trova l’altare maggiore adattato alle esigenze liturgiche richieste dal Concilio Vaticano II e che conserva la pala d’altare: Vergine del Rosario e i santi Domenico e Giustina pregevole lavoro del comacchiese Cesare Mezzogori eseguita nel 1661, l’artista fece una rielaborazione della Pala della Peste lavoro di Guido RENI datato 1631.
Nella cappella laterale destra si conserva il dipinto Decollazione di San Giovanni Battista opera di Carlo BONONI, dipinto che propone la crudele rappresentazione dell’at-timo finale della vita del Battista lavoro che è collegabile al teatro popolare di Ludovico CARRACCI, che l’artista aveva sicuramente incontrato. La cappella di sinistra espone il dipinto: Annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria, questo lavoro fu erroneamente considerato un’opera fiamminga ma da alcuni studi parrebbe essere un lavoro di Jacopo BAMBINI pittore attivo nel ferrarese a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, alunno di Domenico MONA. Il dipinto raffigura Maria in preghiera, mentre l’angelo annunciatore entra volando nella stanza, in alto l’immagine di Dio Padre che compie il gesto di benedire la donna che diventerà la madre del suo Figlio. Tra loro l’immagine dello Spirito Santo. Nella parte inferiore della tela vi sono i due offerenti in preghiera. La chiesa conserva anche la statua lignea della Madonna del Rosario, l’opera fu acquistata grazie a una donazione in denaro alla Confraternita del Santo Rosario. L’atto di donazione, del 1674, chiedeva espressamente la realizzazione di una statua lignea raffigurante la Vergine del Santissimo Rosario con il Bambino. L’opera rappresenta la Ma-donna, in posizione frontale, vestita con una tunica bianca, seduta su di una cattedra, con una capigliatura molto separata, e con il Bambino posto sulle sue ginocchia. La scultura è di ignota realizzazione. Degli anni cinquanta del Novecento è l’affresco raffigurante Assunzione di Maria in cielo tra angeli e santi di Mario CAPUZZO restaurata nel 1993 ad opera della moglie dell’ar-tista. Il fonte battesimale si trova a destra nella cappella centrale, e sul lato opposto c’è il confessionale.






