Pettorano sul Gizio è un comune italiano di 1.400 abitanti circa della provincia dell’Aquila. Fa parte della Comunità Montana Peligna.


Il borgo è di origine medievale. Come avamposto dei Normanni, fu costruita una torre di avvistamento nell’XII secolo. Nel XIII secolo il feudo passò a Carlo d’Angiò che fortificò il borgo e ampliò il castello. Il mastio fu dotato di una pianta quadrangolare con quattro torri circolari e una quadrata al centro della struttura. Nel XV secolo passò ai Caldora e nel secolo successivo ai Cantelmo di Popoli. Il centro è stato devastato dal terremoto del 1706, e ricostruito sotto forma di borgo settecentesco, come la chiesa parrocchiale. In epoca recente il paese ha trovato una nuova linfa economica nel turismo. Per la buona conservazione del centro antico, è stato dichiarato uno dei “Borghi più belli d’Italia“.
Riserva Monte Genzana e Alto Gizio: La sede amministrativa è in centro, e l’habitat naturale comprende un vasto patrimo-nio floristico e faunistico, presso il fiume Gizio, tra boschi e faggete. Le acque del Gi-zio sono citate dal poeta latino Ovidio sia nei Tristia (IV, 10, v. 3-4) “Sulmona è la mia patria, ricchissima di gelide acque, che dista nove volte dieci miglia da Roma” che ne-gli Amores (II, 16) “Sono a Sulmona, terzo dipartimento delle campagne peligne, pic-cola terra ma salubre per le acque che la irrigano…nei campi peligni scorrono limpi-de acque…” un tempo ricche di trote fario. Tra la fauna si contano il falco pellegrino, il pecchiaiolo, il lodaio, l’astore e la poiana, l’orso ed il lupo.l La riserva fa parte del Parco Nazionale della Majella.
























CHIESE SECONDARIE:
– Chiesa di San NICOLA di BARI: Chiesa medievale, conserva di originale solo la facciata, con un semplice portale romani-co. Il coronamento è mistilineo. L’interno settecentesco è ad aula unica. La chiesa sarebbe stata costruita nel XII secolo su un tempio pagano, ed è citata dai documenti di Adriano IV, Pasquale II e Lucio III nel 1183.
– Chiesa di San ROCCO:
Fu costruita dopo il 1656 su una precedente cappella. L’interno possiede statue di San Francesco, della Madonna del Suffragio e di San Rocco.
Altri Monumenti:
– Porta Santa Margherita: nel versante sud ovest, è un semplice arco a tutto sesto, così chiamato perché è l’ingresso dalla chiesetta fuori le mura.
– Porta San Nicola: sul versante occidentale del borgo, è di interesse perché sormontata da un grande affresco di Santa Margherita che sor-regge la città con la sinistra e con l’altra mostra una croce. Risale al 1656.
– Porta del Mulino: rimasta allo stato originale, è in pietra, molto austera e semplice, e serviva per io controllo dei mulini ad acqua sotto il borgo, da cui si passava per accedere al castello.
– Porta Cencio: ultima porta sopravvissuta, situata ad oriente, e deve il no-me alla piazzetta da cui si accede, che ha la forma di una cintura.
È nota anche come Porta Manaresca, perché guarda verso il mare, o Porta Reale, dal 1832, quando fu attra-versata da Ferdinando II di Borbone.
–Fontana dei Monaci: situata dalla parte dell’ex convento, è in pietra con una incisione dello stemma civico, del 1871.


