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PERUGIA: CHIESA di San PIETRO (extra moenia) – SPOLETO

Secondo la tradizione, la Chiesa di San PIETRO fu fatta erigere nel 419 dC. Dal vescovo Achilleo, in occasione del trasporto da Roma delle reliquie delle catene di san Pietro. Si trova fuori della città di Spoleto. È a tre navate absidale, con pilastri che sorreggono archi a tutto sesto, e presenta somiglianze con quello della cattedrale, anche se manca l’imponenza e il rigore dell’architettura dell’Arrigucci. Nell’immagine in evidenza: Mensa d’Altare Maggiore.

La Chiesa di San PIETRO fu edificata su una antica necropoli ed usata dai vescovi spoletini come luogo di sepoltura. Interamente ricostruita tra la fine del XII e il principio del XIII secolo, fu semidistrutta da un incendio nel XIV secolo ed interessata ad un totale rifacimento dell’interno che si protrasse per circa 70 anni. Un ulteriore intervento sul modello della cattedrale fu effettuato nel corso del XVII secolo. Nell’architettura della facciata il romanico raggiunge una eccezionale maturità sia nella struttura che nella decorazione scultorea, opera di una unica officina di scultori. Lo spazio è spartito orizzontalmente da cornici e verticalmente da lesene, con un respiro già quasi del ‘400. I riquadri riportano bassorilievi con raffigurazioni tratte dai testi sacri e dalla favolistica moraleggiante medievale, accanto a temi simbologici cristologici. L’interno basilicale è a tre navate. Sulla parete di controfacciata è possibile ammirare un affresco votivo del XVI secolo con l’effige del committente genuflesso, le acquasantiere in marmo sono del XV secolo. La chiesa è accessibile tramite un’ampia scalinata seicentesca e presenta un impianto a tre navate con pilastri che sorreggono archi a tutto sesto. Il barocco romano che caratterizza l’aula basilicale trova il suo completamento nella cupola ellittica, unica in Umbria, che conferisce un forte senso di ascensionalità a tutto l’ambiente.

INTERNO: Nella controfacciata sinistra un affresco della fine del XV secolo o all’inizio del successivo raffigura L’Eterno, in basso due santi vescovi e il committente. Nella navata sinistra, al primo nicchione c’è uno splendido Battistero del 1487 in marmo finemente lavorato, presso il primo pilastro un’acquasantiera anch’essa in marmo finemente lavorato. Il primo altare è ornato da una tela raffigurante Madonna col Bambino coronata da angeli, in basso San Silvestro Papa, San Giovanni Battista, San Girolamo e San Sebastiano, datata 1597 e firmata Angelo Sillani; nel secondo altare Ultima Cena; nel terzo altare Madonna e due Santi, bassorilievo in marmo del secolo XIV. Nel transetto sinistro è posto un Crocifisso ligneo, di buona fattura, risalente alla fine del XV secolo o all’inizio del successivo. Nella navata destra sul quarto altare, di buoni marmi, San Pietro ordina un vescovo, di un pittore tardo seicentesco, al terzo altare Adorazione dei Magi, opera di un pittore manierista umbro della seconda metà del secolo XVI; nel secondo altare Predica di San Paolo, tela del secolo XVII, nel primo altare Annunciazione. Sul primo pilastro di destra altra acquasantiera. Nella chiesa sono conservati e venerati i corpi del santo vescovo spoletino Antimo Martire, morto nel 176, di Giovanni II, vescovo dal 492 al 546, anno presumibile della morte, martirizzato sotto i Goti comandati da Totila, e traslato dalla Chiesa di Sant’Eufemia in data sconosciuta e del vescovo Pietro (?-594), che assistette alla creazione del Ducato Longobardo. Vi sono, inoltre, alcune lapidi marmoree appartenenti a diverse epoche.

FONTE BATTESIMALE del 1487

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