Il Giro delle Chiese

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CHIESA di Santa MARIA ad CRYPTAS – FOSSA (AQ)

La chiesa di Santa Maria ad Cryptas (o delle Grotte) si trova a circa un chilometro dal centro del paese di Fossa. Presumibilmente la chiesa è stata costruita inizialmente come tempio in stile roma-no-bizantino nel IX o X secolo d.C. con una cripta dalla quale ne derivò il nome. E’ stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. Ha splendidi affreschi appartenenti al filone di cicli pittorici del XIII secolo d’Abruzzo, che comprende anche quelli della chiesa abbazia di San Tommaso Becket a Caramanico Terme e della chiesa di Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna.

La chiesa di Santa Maria ad Cryptas (o delle Grotte) si trova a circa un chilometro dal centro del paese di Fossa e a qualche chilometro dal monastero di Santo Spirito ad Ocre, dalla quale dipe-se. Presumibilmente la chiesa è stata costruita inizialmente come tempio in stile romano-bizantino nel IX o X secolo d.C. con una cripta dalla quale ne derivò il nome. E’ una delle chiese di Fossa, dichiarata monumento nazionale nel 1902. Sul precedente tempio 4 secoli dopo venne costruito un edificio in stile gotico-cistercense da parte di maestranze benedettine. La sua costruzione su un pendio ha reso ne-cessario opere di consolidamento con un muro di controspinta interrato lungo tutto il lato a valle e due piloni di appoggio agli estremi della parete laterale della chiesa. Tra le pietre della muratura esterna si notano resti provenienti dagli edifici della città romana di Aveia, sulla quale fu successi-vamente costruita l’attuale Fossa. Il 28 aprile 2019, dopo un lungo restauro è stata riaperta al culto, a quasi dieci anni dal sisma.

ESTERNO : La facciata principale sul lato ovest è molto semplice ed ha una struttura a capanna con un prolungamento sul lato sinistro per l’aggiunta del rinforzo sulla parete a valle. Il Portale gotico a sesto acuto è sormontato da una grande finestra rettangolare. I due pilastri sono rivestiti ai lati da colonnine con capitelli decorati con rosoni, fiori e palme. I capitelli sostengono dei leoni (quello di destra è andato perduto) ed un terzo si trova sopra l’arco del portale. Nella lunetta si notano i resti di un affresco del quale restano poche tracce. La finestra al di sopra del portale risulta non in linea con lo stile della facciata e presumibilmente è stata realizzata in tempi più recenti. La facciata posteriore è caratterizzata da un frontone triangolare e presenta due aperture, la prima in basso lunga e stretta a doppia strombatura, mentre la seconda in alto piccola quadrata. Altre due finestre a doppia strombatura, lunghe e strette si trovano su ciascun lato della chiesa.

L’interno della chiesa in stile cistercense ha una sola navata su tre campate. Un arco separa la navata dal presbiterio, di forma quadrata. Rialzata su tre gradini, la zona absidale è coperta da una volta a crociera con quattro costoloni poggiati su altrettante colonnine. Di fronte al presbiterio si trova la scala che porta alla Cripta, presumibilmente derivata da un ipogeo dedicato alla dea Vesta. Le pareti laterali sono divise in 3 campate tramite delle lesene; nella parete di sinistra al posto di una delle lesene si trova una semicolonna, probabilmente proveniente dalla città di Aveia. La copertura della navata è in capriate in legno, ma è probabile che inizialmente fosse in muratura. Infatti si notano accenni di archi e i pilastri di sostegno per gli archi di una probabile volta a botte sestacuta simile a quella dell’Oratorio di San Pellegrino a Bominaco: non è noto se la volta non fu mai terminata o se sia crollata dopo la realizzazione. Tra le opere ospitate originariamente nella chiesa, va citata la tempera su legno del-la Madonna del Latte di Gentile da ROCCA, datata 1283 e che è tra le più antiche d’Abruzzo. La cappella al centro della parete settentrionale, poi, ospita l’Annuncia-zione datata 1486 di Sebastiano di Nicola da Casentino, tra i maggiori rappresentanti del rinascimento abruzzese. Proveniente da questa chiesa, poi, è la Madonna di Fossa, attualmente al Museo nazionale d’Abruzzo.

Il ciclo di affreschi appartiene al filone di cicli pittorici duecenteschi d’Abruzzo, che comprende anche quelli della chiesa abbazia di San Tommaso Becket a Caramanico Terme e della chiesa di Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna. Il ciclo è datato agli ultimi anni del XIII secolo, tra il 1264 e il 1283, anno di realizzazione della pala d’altare della Madonna del Latte, conservata nel Museo Nazionale a L’Aquila, opera di Gentile da Rocca, a cui sono attribuiti questi affreschi. I no-mi dei committenti dell’opera si trovano nella parte inferiore dell’abside e si tratta di Guglielmo Morelli di Sant’Eusanio (la cui esistenza è stata accertata in un documento del 1259) di sua moglie, di un abate Guido e di tre giovani donne. Anche questo ciclo ricopre gran parte della navata unica della chiesetta, dall’arco trionfale, al presbiterio, alle pareti laterali e alla controfacciata. Il ciclo è molto più variegato di quello di Bominaco, e si basa sull’accostamento delle scene del Vecchio e Nuovo Testamento: il ciclo della Genesi, quello primario, situato nella parete dell’arco trionfale, per proseguire sulla parete destra. La prima raffigurazione è quella di Dio rappresentato come un uomo giovane e imberbe che separa il sole dalla luna, nello stesso riquadro il Creatore è in posizione centrale tra le onde da un lato e le spighe di grano dall’altro. La seconda fase della narrazione si svolge nella prima campata della parete destra (partendo dall’arco trionfale): le scene sono la divisione del Bene dal male e la Creazione degli animali, poi nel secondo registro la Creazione di Adamo ed Eva, a sinistra poi il monito dell’Eterno contro l’albero della Vita. La presenza di Dio soltanto nella prima scena dimostra lo spirito creativo e originale dell’autore, così come il riquadro del Monito di Dio contro Adamo ed Eva; nel terzo registro della Genesi si trovano il Peccato originale, la Cacciata dal Paradiso Terrestre con la porta dell’Eden custodita da un cherubino (tipico elemento di aggiunta originale abruzzese).

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