Nel centro abitato, si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari, all’interno l’edificio è una ricostruzione barocca della chiesa eretta nel XII secolo ed inizialmente dedicata alla Madonna. All’interno conserva un magnifico Pulpito proveniente dalla Chiesa di San Paolo di Peltuinum. Nell’immagine in evidenza: Pulpito.



Nella chiesa si trova il coro ligneo della confraternita dell’Addolorata, opera scultorea dell’artista pratese Sabatino TARQUINI (1889 -1981). Si trova anche un magnifico ambone o pulpito. L’unica navata, semplice e solenne è scandita dalle profonde arcate laterali, che simulano altrettante cappelle/altari ornati di stucchi. L’altare maggiore in pietra e marmi (l’altare e l’ambone furono costruiti nel 1982 con pietre e marmi di recupero); la tela a sinistra dell’abside rappresenta la Madonna col Bambino e Santi, a destra la tela dell’Assunta. La devozione a San Nicola dovette essere certamente una importazione dei pastori transumanti in Puglia. Origine e stile: La costruzione originaria risale al XII secolo in stile romanico abruzzese, ma l’aspetto attuale è il risultato di una ricostruzione barocca del Settecento. La Facciata in pietra a vista è semplice, con un portale in pietra calcarea, ante in legno intagliato del Settecento e un campanile quadrato a sinistra con orologio. L’Interno è a navata unica con arcate laterali e custodisce importanti opere d’arte.
























L’AMBONE interno è un elemento molto interessante di scultura romanica abruzzese, proveniente dalla chiesa di San Paolo a Peltuinum, rimosso per sicurezza nel 1796. La scultura risale al 1240, commissionata dal padre Tommaso, e di autore incerto, ma memore della scultura romanica della bottega di NICODEMO, ROBERTO e RUGGERO, che lavorarono agli amboni dei Monasteri di Casauria, San Liberatore e San Pelino a Corfinio. Presenta la struttura tipica a cassa rettangolare che poggia su colonne; le colonne attuali sono sei anziché le solite 4, perché la struttura è stata alterata durante il trasporto. Le colonne infatti sono tutte diverse, e solo le due anteriori sono originali, con capitelli a foglia liscia e uncino a guscio. La parte superiore della cassa è ben conservata, presentando una forma quadrilatera che poggia su architravi, di cui quello frontale e quello a sinistra presentano un fregio lavorato a foglie d’acanto e volute
sporgenti che racchiudono fiori circolari. Il fronte principale presenta un lettorino (dopo) al centro, in linea con la tradizione abruzzese; il motivo di base è stato ripreso con variazioni: il lettorino semicircolare è costituito da 4 semicolonne tra le quali si aprono tre spazi con archivolto, di cui quello a sinistra mostra arco trilobato e quello a destra arco a tutto tondo. L’uno include una pianta di tirso, l’altro la vite: si trova al centro un libro del Vangelo di Giovanni, con le parole iniziali. In basso si trova una donna con in capo un fazzoletto ripiegato, secondo l’uso popolare, mentre con la mano destra solleva la veste fino al ginocchio. Si tratta di una raffigurazione inconsueta, in quanto presso gli amboni sono raffigurate immagini di santi. Forse la figure alluderebbe al simbolo della Sibilla, e una raffigurazione simile è presente nell’acquasantiera del duomo di Atri. La Sibilla era una divinità pagana, che i cristiani accettarono perché secondo la credenza predisse la venuta di Cristo. Il davanzale destro presenta un vano di accesso, con solo riquadro con due grandi fiori disposti l’uno sull’altro, dentro una corona in grandi foglie a girale. Il davanzale laterale sinistro porta in rilievo la figura di San Paolo (dalla chiesa di Peltuino), affiancato dagli apostoli Tito e Paolo, con i nomi presso i cartigli che hanno tra le mani.


L’Ambone/Pulpito del XIII secolo non fu costruito per questa Chiesa ma per la vicina Chiesa rurale di San Paolo che all’epoca era certa il monumento più degno per accogliere questo gioiello (un po’ come per il pulpito della Chiesa di Santo Stefano a Cugnoli – PE). Fu trasportato in questa chiesa nel 1796 ed è ben conservato. Sul lato sx, sopra le figure di San Paolo tra i Santi Tito e Apollo?, la data e il committente: “Anno del Signore 1240. Questa opera che decora la tua Chiesa, o beato Paolo, degnati di accettarla dal clero che ti onora. La fece scolpire il Prevosto Tommaso servo di Cristo. Costoro e coloro che dettero la loro opera rendi beati, o Cristo”. E’ classificato come il Pulpito (sic) più bello d’Abruzzo per alcune caratteristiche esclusive, l’eleganza ornamentale, novità stilistiche, finezza e sicurezza di lavorazione. C’è anche chi afferma che, per il suo genere decorativo e stilistico, la sua importanza va ben oltre i confini regionali.
I temi ornamentali principali sono foglie di cardo e fiori tipici dell’Abruzzo. Originalissima è la statuina femminile al centro del lettorino semicilindrico. Il suo abbigliamento e la posa semplice ed armoniosa sono caratteristiche delle donne abruzzesi dei tempi passati quando portavano sulla testa, tramite “lu sparone” attorcigliato che fungeva da base e da cuscinetto, la caratteristica “conca” in rame piena d’acqua. Le parole “In principio” incise nel libro sulla testa della statuina, sono le parole iniziali della Bibbia e del Vangelo di San Giovanni. L’aquila che tiene il libro con gli artigli è una immagine frequente nella simbologia cristiana. Sotto le arcatelle di destra e sinistra del lettorino i simboli eucaristici dell’uva e del frumento. L’autore è sconosciuto, ma dallo stile dovrebbe essere un artista del centro sud d’Italia (Nicodemo da Guardiagrele e bottega).





















La CAPPELLA della CONFRATERNITA: La Confraternita della Madonna Addolorata fu istituita con regio decreto del re di Napoli il 3 gennaio 1838. L’artistico coro in legno è opera eseguita dall’insigne artista locale Sabatino TARQUINI. Notevole, per l’espressività ed il movimento delle figure, è il gruppo scultoreo che sovrasta lo scranno del Priore, esso rappresenta “La famiglia protetta dalla fede”. Ugualmente apprezzabili sono le 18 piccole teste femminili, molto espressive ed accuratamente studiate, ritratti dal vero di altrettante ragazze del paese. L’unica testa maschile, sullo scranno del Priore, è un autoritratto dell’autore. L’aula è abbellita da un insieme armonioso di lesene ed archi appaiati, cornicioni, cornici e vele sulle finestrine semicircolari.
















