La BASILICA, barocca dei secoli XVII-XVIII, contiene al suo interno tele di P. Vasta e Giacinto Platania; Altare del Ss. Cristo alla colonna. Nell’immagine in evidenza: Abside.


INTERNO: Impianto a navata unica presenta campate laterali scandite da colonne ioniche sormontate da capitelli corinzi. Arco trionfale arricchito da stucchi, arco absidale e area presbiterale sovrastata da cupola. L’interno danneggiato dal terremoto del 1693, deve l’aspetto attuale al progetto d’ispirazione neoclassica di Francesco di Paola Patanè. Nel 1573 il maestro di Modica, Bernardino de Nigro, alias lo Greco, realizzò una «icona lignea dipinta», opera verosimilmente perduta durante le fasi di demolizione e ricostruzione dell’edificio agli inizi del 1600 per consentire l’ampliamento della vicina matrice. Il pittore Giovanni Fulco con la collaborazione di Baldassarre Grasso, nel periodo a cavallo tra il 1674 e il 1679, dipinse un ciclo di affreschi nel coro del presbiterio. Tali pitture, in seguito imbiancate, hanno rivisto la luce nel 1922, durante alcuni lavori di restau-ro, comprendono scene del Martirio di Pietro (Crocifissione a testa in giù) e Martirio di Paolo (Decollazione o Decapitazione), vi è anche qualche altro brano di episodio riguardante il Miracolo di San Pietro che libera alcuni cristiani dal carcere. Sempre del Grasso sono andati perduti gli affreschi eseguiti nel 1689 a causa del terremoto del 1693. Di Giovanni Lo Coco acitano sono stati rinvenuti nel 1910 alcuni suoi affreschi che erano stati imbiancati.














(Dopo) Quinta Campata. CAPPELLA di CRISTO alla Colonna: Nella nicchia dell’elaborato altare barocco arricchito da prezioso tabernacolo, è custodita la venerata statua raffigurante il Cristo alla Colonna. Ambiente patrocinato per il passato dalla Congregazione del Santissimo Cristo alla Colonna. Il sodalizio curava lo stazionamento del simulacro sul sagrato o lo processionava per le vie della città in occasione di gravi calamità naturali (terremoti, eruzioni), ma soprattutto nei periodi di grande siccità, che costituivano un vero flagello per l’economia locale.

Qui e dopo: PARETE Sinistra. Prima Campata, Cappella dei Santi Simone e Giuda: Nell’edicola è custodito il dipinto raffigurante la Vergine Maria con Bambino ritratta con Sant’Agata, Santa Margherita d’Antiochia, San Simone e San Giuda, opera di Alessandro VASTA. San Simone e San Giuda primitivi titolari di un luogo di culto preesistente al terremoto del 1693.

(Dopo) Seconda campata. Cappella di Sant’Andrea Avellino: Nell’edicola è custodito il dipinto raffigurante Estasi di Sant’Andrea Avellino ritratto mentre celebra messa con la Beata Vergine Maria col Bambino e San Giovanni Evangelista, opera di Pietro Paolo VASTA.








