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RIETI: DUOMO/CATTEDRALE di Santa MARIA ASSUNTA

La Cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA è il luogo di culto cattolico più importante di Rieti, duomo della città e chiesa madre della diocesi omonima. È decorata del titolo di basilica minore ed è annoverata tra i monumenti nazionali. Nell’immagine in evidenza: Affresco nella Cripta.

BATTISTERO: Il battistero di San Giovanni in Fonte costituisce corpo a sé stante ed è adiacente al lato meridionale del duomo, a cui è collegato dal portico. A pianta rettangolare, è abbellito da eleganti volte a crociera e da 4 nicchie laterali, di cui quelle di sinistra decorate con affreschi di fine Quattrocento. Al centro è collocato il fonte battesimale, con le insegne del vescovo Capranica e ricchi ornamenti decorativi. Il battistero ospita il Museo del Tesoro del Duomo, parte del percorso espositivo del Museo diocesano. All’interno si trovano: – due nicchie affrescate dal reatino Domenico Papa (XV secolo), – una fonte battesimale in marmo (XV secolo), – Gesù Cristo benedicente, affresco distaccato e riportato su tela (XIII secolo), proveniente dalla Chiesa di San Sebastiano a Canetra di Castel Sant’Angelo, – alcuni affreschi distaccati dalla chiesa di San Domenico di Rieti, – una mostra d’altare (fine XVI secolo), – una pianeta tessuta ad arazzo di provenienza tedesca, – alcune statue in legno (secoli XIV-XVII).

CATTEDRALE di Santa MARIA ASSUNTA: Alcuni ambienti del duomo e delle sue adiacenze fanno parte del percorso espositivo del Museo diocesano dei Beni Ecclesiastici. Consacrazione: Basilica inferiore (cripta): 1º settembre 1157; Basilica superiore:
9 settembre 1225. Stile architettonico romanico (esterno e cripta) barocco (interno).
Inizio costruzione1109, completamento XIII secolo. Non è noto quando la comunità cristiana locale si dotò di una cattedrale. La costruzione dell’edificio, comunque, risale almeno al VI secolo. Questa primitiva cattedrale era dedicata a Santa Maria (basilica beatae Mariae sempre Virginis genitricis Dei et Domini nostri Jesu Christi).

Nel XII e XIII secolo, la città di Rieti godette di un periodo di splendore e prosperità economica, per tale ragione, nel corso del XII secolo l’edificio altomedievale venne completamente ricostruito in forma più ampia e moderna. Più tardi lo stile originariamente romanico fu contaminato dalle modifiche dei secoli successivi, soprattutto negli interni dove venne completamente perduto a vantaggio dello stile barocco. Il terremoto del 1898 danneggiò gravemente il campanile, che era stato condannato alla demolizione da una perizia del genio civile e venne salvato solo grazie alla volontà del vescovo Bonaventura Quintarelli, che pagò a titolo personale le spese per il suo consolidamento.

FACCIATA: La facciata della cattedrale, originariamente incompiuta, fu restaurata secondo lo stile romanico nella prima metà del XX secolo. La parte superiore è caratterizzata da una decorazione con archetti pensili; su di essa si aprono tre monofore legger-mente strombate. Il sagrato è coperto da un portico, aggiunto nel 1458, a cui si accede sia dal fronte di piazza Cesare Battisti sia lateralmente da piazza Mariano Vittori / via Cintia. Per mezzo del portico si raggiungono i tre ingressi della Cattedrale, quello del battistero e quello della torre campanaria. I tre portali di accesso alla cattedrale sono in stile romanico, sovrastati da lunette con resti di affreschi del ‘400; il portale centrale, finemente ornato con motivi floreali e zoomorfi, è una delle opere più pregevoli della

Cattedrale. Sempre all’interno del portico, incorporati nella facciata a sinistra dei portali, si trovano lo stemma e il monumento funebre del cardinale Angelo Capranica, artefice della realizzazione del portico; le sue spoglie riposano invece nella basilica di Santa Maria sopra Miner-va a Roma. Ha il suo ingresso sul portico anche la torre campanaria romanica, a pianta quadrata, alta circa 39 metri. Sulla parete della torre campanaria interna al portico, dal lato di via Cintia, si trova parzialmente sbiadito l’affresco Il miracolo della campana di Marcan-tonio Aquili (1510), il quale ricorda un avvenimento miracoloso del 1459 (quando la grande campana della Cattedrale, detta di Santa Barbara, precipitò al suolo senza rompersi e senza causare feriti). Nella parte alta del campanile si aprono due piani di coppie di bifore, che danno sulla cella campanaria.

INTERNO: E’ in stile barocco con pianta a croce latina, con tre navate, transetto e profonda abside. Le tre navate sono separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri a base rettangolare rivestiti con marmi policromi; nella navata centrale, ai pilastri sono addossate delle lesene lisce ioniche, anch’esse in marmo. Le tre navate sono coperte con volta a botte lunettata, rivestita d’intonaco bianco semplice nelle navate laterali, dipinta con cassettoni monocromi nella navata centrale; quest’ultima è illuminata da finestre rettangolari poste sulle due pareti laterali e dalle tre monofore romaniche (all’interno occultate come tre grandi finestroni) della controfacciata. A metà della navata centrale, sulla destra, si trova il pulpito ligneo settecentesco.

Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, ospita l’altare maggiore, nel quale sono custodite le spoglie della patrona Santa Barbara, occupa la crociera, coperta con cupola esternamente ottagonale e internamente circolare, e la profonda abside. Quest’ultima, è decorata con affreschi realizzati nel XIX seco-lo da Pietro Paoletti raffiguranti Storie della vergine Maria: la Natività, la Presentazio-ne al Tempio, l’Annunciazione, la Visitazione e l’Immacolata Concezione. Sotto la cupola, vi sono al centro il ciborio marmoreo ottocentesco in stile neoclassico e, sulla sinistra, la moderna cattedra vescovile in marmo. All’interno si trovano sculture di Federico di Filippo di Ubaldo da Firenze, Gian Lorenzo Bernini, Giovanni Antonio Mari, Lorenzo Ottoni e i dipinti di Antoniazzo Romano e del figlio Marcantonio Aquili, di Lorenzo Torresani, Andrea Sacchi, Giovanni Francesco Romanelli, Lattanzio Niccoli, Vincenzo Manenti.

CAPPELLE LATERALI: – CAPPELLA delle RELIQUIE e CORO d’INVERNO (Dopo). Attraverso una porta che si apre nella parete fondale del braccio sinistro del transetto, si accede alla cappella delle Reliquie, o Coro d’inverno. Tra le più antiche dell’edificio, la cappella fu restaurata nel 1652 in stile barocco. Sulla parete di fondo, si trova l’altare marmoreo, costituito dalla mensa con paliotto in marmi policromi, sormontata dall’ancona, costituita da due colonne corinzie lisce con al centro l’armadio delle reliquie, chiuso da due ante in legno di noce scolpite nel 1657 dall’ebanista reatino Carlo Porrina. Nel 1744 furono inseriti i 36 scanni situati in due gruppi a ridosso delle pareti laterali, per poter essere adibita a coro d’inverno. Al centro della cappella, si trova l’antico fonte battesimale in marmo bianco con angioletti scolpiti.

(Dopo) – CAPPELLA di Santa BARBARA: La cappella dedicata a Santa Barbara (quarta a sinistra), progettata da Gian Lorenzo Bernini, è una delle più importanti e più riccamente decorate. L’altare, opera di Sebastiano Cipriani, fu costruito nel 1725 per la somma di 15.000 ducati. Sul pavimento è visibile lo stemma del Comune di Rieti, incluso a mosaico veneziano. Le opere contenute sono: – Statua di Santa Barbara con la fiaccola in mano, del reatino Giannantonio Mari su bozzetto di Gian Lorenzo Bernini, – Inserito nel timbro dell’altare, altorilievo della Concezione (1718-1728) di Lorenzo Ottoni, – Nelle quattro nicchie, statue raffiguranti: 1) San Francesco, 2) San Prosdocimo, fondatore della Chiesa reatina, 3) San Nicola di Bari, 4) Beata Colomba da Rieti, – 2 quadri di Antonio Concioli, raffiguranti il martirio e la decapitazione di Santa Barbara, Nel medaglione e nelle due lunette della volta dell’altare vi è raffigurata la Gloria di S. Barbara di Giovanni Odazzi (1730). Fu costruita all’inizio del XVI secolo ed era originariamente dedicata alla Concezione. Il Comune di Rieti nel 1651 la scelse per essere dedicata alla patrona della città: Santa Barbara. Dopo un significativo restauro ed abbellimento, la cappella fu riaperta al culto il 4 dicembre 1778.

(Prima) CAPPELLA di Santa CATERINA: Intitolata a Santa Caterina d’Alessandria, è la cappella gentilizia dei conti Vincenti Mareri, progettata da Giuseppe Valadier (terza a sinistra). La decorazione delle pareti a scagliola è del romano Luigi Mazzanti, mentre la cupola è ricoperta da un affresco di Bernardo Petrazzi. La cappella ospita un quadro di Domenico Bartolini (1827) raffigurante la Madonna con Gesù bambi-no, Santa Caterina e Santa Filippa Mareri. Fu costruita verso la metà del XIV secolo, e fu intitolata a Santa Caterina nel secolo successivo. Nel 1841 fu completamente rifatta dall’architetto Giovanni Ceccarini su progetto di Giuseppe Valadier per il conte Giacinto Vincenti Mareri.

(Dopo) ALTRE CAPPELLA: Lungo le navate laterali, si aprono le seguenti cappelle: – Cappella di Sant’Ignazio (prima a sinistra); – Cappella di Sant’Antonio (seconda a sinistra); – Cappella di San Vincenzo Ferreri e della Beata Colomba (prima a destra); – Cappella di San Rocco (seconda a destra); – Cappella di San Giuseppe (terza a destra); – Cappella di San Carlo (quarta a destra).

ORGANI a CANNE: – Organo FEDELI, – Organo ZANIN.

(Prima) CRIPTA: Al di sotto del pavimento del transetto della cattedrale si trova la cripta romanica, edificata fra il 1109 ed il 1157 e comunemente detta basilica inferiore per la sua grandezza e per il fatto di trovarsi a livello del piano stradale (è infatti collegata all’attiguo Palazzo Papale tramite un vestibolo). La cripta è costituita da un unico ambiente diviso in nove navatelle di tre campate ciascuna da 16 colonne di spoglio con capitelli scolpiti di diversa forma sulle quali poggiano le volte a crociera, che costituiscono il soffitto dell’ambiente. Una di queste colonne, la prima a destra entrando, è costituita da una pietra miliare della via Salaria, con iscrizione risalente al IV secolo. Nell’abside vi sono tracce di affreschi del XIV secolo, tra cui un Apostolo Pietro e un San Giorgio che combatte il drago. Il moderno altare è rialzato rispetto al resto di due gradini ed è costituito da una mensa in marmo poggiante su due colonnine dello stesso materiale; alle sue spalle, si trova l’antica cattedra vescovile barocca in legno. La volta sopra l’altare è dipinta con elementi geometrici dorati intrecciati su uno sfondo blu.

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