Altro Gruppo di Artisti Abruzzesi: Nell’immagine in evidenza: Giovan Paolo Cardone, Il Gonfalone della città dell’Aquila (1579),

POMPEO CESURA: L’Aquila, 1510 circa – Roma, 1571) è stato un pittore, incisore e scultore italiano. Seguace dell’arte di Raffaello Sanzio, fu maestro dei conterranei Giovan Paolo Cardone, Giovanni Paolo Donati e Giuseppe Valeriano. Alla sua città natale fu molto legato, facendosi chiamare Pompeo dell’Aquila o Pompeo aquilano. Si formò a Roma dove, stando ad alcune fonti, fu presentato a Raffaello Sanzio dall’aquilano Giovanni Battista Branconio; sebbene non vi sia documentazione certa della sua formazione presso il noto artista romano, è certa l’influenza del linguaggio raffaellesco nelle opere del Cesura, forse dovuta anche alla presenza all’Aquila, in quel periodo, della Visitazione per la chiesa di San Silvestro. Nel 1530 fu attivo, insieme Perin del Vaga e a Daniele da Volterra, nella cappella dei Santi Pietro e Paolo in Trinità dei Monti, con un ciclo di affreschi dedicati alle Storie di Cristo.
Nello stesso stile, sono altri suoi dipinti del periodo romano: nella chiesa di Santa Caterina della Rota l’Annunciazione e la Sacra Conversazione e, nella cappella Dupré della chiesa di San Luigi dei Francesi, la Presa di Soissons e la Battaglia di Tolbiac. Oltre alla pittura e all’incisione, Cesura si destreggiò nella scultura, realizzando diverse opere in legno: un San Sebastiano per la scomparsa chiesa di San Benedetto d’Arischia, un’Addolorata per la chiesa dell’Addolorata e, soprattutto, un Sant’ Equizio per la chiesa di San Marciano, oggi conservato al Mu-seo nazionale d’Abruzzo. Eseguì poi un gran numero di tele e affreschi per le principali chiese aquilane, tra cui quelle per la basilica di San Bernardino: eseguì dapprima l’Adorazione dei pastori (1566) collocata nella pala d’altare della cappella dei Ciampella nella navata destra, considerata il suo capolavoro, quindi il Miracolo di Sant’Antonio (1567) per la cappella dei Camponeschi nella navata sinistra.

Rimane discussa l’attribuzione dell’Annunciazione per la sacrestia della basilica e oggi al museo nazionale d’Abruzzo, da alcuni riferita al suo allievo Giuseppe Valeriano. Negli stessi anni fu incaricato, con Giovan Paolo Cardone, della realizzazione degli apparati decorativi per la visita in città del principe Marcantonio Colonna (1567) e della regina Margherita d’Austria (1569), ricavandone una certa notorietà. Nel 1571 fu chiamato dal Cirillo a Roma per decorare la Cappella della Santissima Croce nella chiesa di Santo Spirito in Sassia con alcuni affreschi, tra cui una Deposizione; secondo gli scritti di Anton Ludovico Antinori, Cesura morì proprio in quell’occasione, cadendo da un’impalcatura mentre stava realizzando le pitture sulle volte dell’edificio. Gli fu dedicata un’iscrizione all’interno del Duomo dell’Aquila.
Dipinti:
– 1530: Storie di Cristo, Trinità dei Monti, Roma; – 1544: Deposizione, chiesa di Sant’Amico, L’Aquila; – 1542-1560: Compianto sul Cristo morto, chiesa di Sant’Amico, L’Aquila; – 1542-1560: Madonna di Loreto con il Bambino ed ai lati San Giovanni Battista e San Massimo, Museo nazionale d’Abruzzo, L’Aquila; – 1566: Adorazione dei pastori, basilica di San Bernardino, L’Aquila; – 1567: Miracolo di Sant’Antonio, basilica di San Bernardino, L’Aquila; – 1567 circa: Annunciazione, museo nazionale d’Abruzzo, L’Aquila (incerta); – 1570: Cristo in trionfo con Madonna e tutti i Santi, chiesa di San Luigi dei francesi; – 1570: Sacra famiglia, Wallace Collection, Londra; – 1571: Deposizione, chiesa di Santo Spirito in Sassia, Roma. Scultura: – 1560-1570: Sant’ Equizio, museo nazionale d’Abruzzo, L’Aquila.




ORAZIO DE SANTIS: detto Orazio l’Aquilano, (L’Aquila, 1530 circa, 1584) è stato un incisore e disegnatore italiano. Artista poliedrico, si formò nella bottega di Pompeo Cesura, noto pittore aquilano di scuola raffaellesca con cui collaborò lungamente. Utilizzò la tecnica di incisione a bulino. Incise una Deposizione su dipinto di Cesura per la chiesa di Sant’Amico. Lavorò inoltre alla copertina dell’Annali della città dell’Aquila con l’historie del suo tempo di Bernardino Cirillo, di cui rimane oggi solamente l’incisione del De Santis. Tra il 1568 e il 1577 operò a Roma; in questo periodo incise numerose opere del Cesura, tra cui la Sacra Famiglia con i Santi Elisabetta e Giovanni (1568) e Discesa dalla Croce, Noli me tangere e Annunciazione (1572), Sacra famiglia (1573), Cristo morto con la Vergine (1574). Si avvicinò inoltre al giovane Agostino Carracci di cui fu seguace.
GIUSEPPE BALERIANO o Valeriani (L’Aquila, 1526 – Napoli, 1596) è stato un pittore, architetto e gesuita italiano. Si formò in patria presso Pompeo Cesura, quindi iniziò a lavorare indipendentemente nel 1542 (a soli 16 anni) e, trasferitosi a Roma, eseguì gli affreschi e la pala d’altare nella Cappella dell’Ascensione in Santo Spirito in Sassia. Quindi si trasferì in Spagna, forse per svolgervi il proprio noviziato, dove ebbe nuove commissioni che lo misero forse in rapporto con il cantiere del palazzo dell’Escorial. In Spagna comunque nel 1572 risulta entrato nella Compagnia di Gesù e nel 1575 lo si trova nella Casa di probazione di Medina del Campo. Trascorse ancora un periodo a Li-sbona prima di tornare in Italia in un momento imprecisato fra il 1579 e il 1581.
Al suo ritorno Valeriano divenne una sorta di sovrintendente ufficiale per le fabbriche dell’Ordine. Seguì tra l’altro la costruzione della Cappella della Madonna della Strada nella Chiesa del Gesù di Roma e del Collegio Romano progettato dall’Ammannati. Risulta dubbio identificare un suo apporto progettuale a queste opere, anche se sembra abbia avuto un ruolo nel progetto per la costruzione del Palazzo dei Gesuiti di Lecce. Su suo disegno furono realizzate la Chiesa del Gesù a Genova e la Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, entrambe basate su un impianto centrale ma con l’asse longitudinale leggermente rafforzato dall’aggiunta di una campata verso la facciata. Fu inoltre a Monaco per collaborare alla costruzione della Chiesa di San Michele progettata da Federico Sustris.

GIOVAN PAOLO CARDONE: (1569-1586; L’Aquila, … – L’Aquila, …) è stato un pitto-re italiano, allievo di Pompeo Cesura. È considerato il massimo esponente del manierismo aquilano ed una delle personalità artistiche più significative del Cinquecento in Abruzzo. Nonostante la sua importanza, le notizie sulla sua biografia sono assai scarne e l’unica documentazione certa sul Cardone è datata tra il 1569 ed il 1589, periodo in cui il pittore doveva essere nel pieno della sua attività. Si formò nella bottega di Pompeo Cesura, insieme ad altri allievi rampanti come Giovanni Paolo Dona-ti e Giuseppe Valeriano, e monopolizzò la scena artistica all’Aquila quando il suo maestro si trasferì a Roma. Al 1580 è datata la Madonna del Rosario per la basilica di Santa Maria del Colle di Pescocostanzo, giudicato tra i suoi dipinti più significativi per eleganza e raffinatezza. Risalente al 1585 è invece la Madonna in trono con il Bambino, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi, San Giovannino, scampato miracolosamente ai crolli, dovuti al terremoto dell’Aquila del 2009, nella sala del Forte spagnolo dove era conservato. Rimane incerta, in questi anni, la paternità dei dipinti sulle volte di Palazzo Fibbioni, da alcuni attribuiti a Giovanni Paolo Donati. Nel 1586 si trovò ad allestire l’apparato decorativo per i funerali di Margherita d’Austria al Palazzo Farnese di Ortona. Morì presumibilmente sul finire del secolo.

(Dopo) ALTARE del SS. ROSARIO nella Chiesa della Madonna del Colle a Pescocostanzo (A): Realizzato nel XVI secolo in legno è costituito da una base marmorea su cui si innesta un’edicola in legno, contenente una pala della Madonna del Rosario, realizzata nel 1580 dall’aquilano Paolo CARDONE. Ampia è la decorazione a stucco che arricchisce la cappella, con le figure dei Profeti e le Virtù Cardinali, attribuite a Gian Battista GIANNI e Francesco FERRANDINI.



FRANCO SUMMA: Summa, nato a Pescara, conseguita la Maturità Classica, ha frequentato la Facoltà di Lettere nell’Università di Roma laureandosi in Lettere Moderne (indirizzo Storia dell’Arte) con una tesi in Estetica. E’ morto agli inizi di marzo 2020 a 82 anni. E’ stato definito il poeta del colore.



PEP MARCHEGIANI: Nato a Atri nel 1971 Vive tra Pescara e Roma, debutta giovanissimo nel mondo creativo come fashion designer e art-director, per poi collaborare con numerose Maison inter-nazionali. Un calla bianca di 15 metri, con una matita al posto del pistillo, che emerge da uno sfondo rosso. Si chiama “Callalily” ed è la nuova installazione pubblica dell’artista abruzzese Pep Marchegiani che ha fatto la sua comparsa lungo il fiume Pescara, su uno dei piloni dell’Asse attrezzato nel cuore della città. Un’opera in alluminio, realizzata all’interno dell’area portuale ma ben visibile dal ponte D’Annunzio, attraverso la quale l’artista ha scelto ancora una volta di lanciare una serie di messaggi e di farlo, questa volta, dalla sua città.









