Il Giro delle Chiese

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FARINDOLA e MONTEBELLO di BERTONA: Un Breve GIRO Per FARINDOLA e MONTEBELLO di BERTONA – PESCARA

Facciamo un breve per i paesi di Farindola e Montebello di Berton in Provincia di Pescara. Nell’immagine in evidenza: La tragedia di Rigopiano.

Farindola è un comune italiano di 1.300 abitanti circa della provincia di Pescara, nell’area Vestina. Il territorio è compreso nel settore sud-orientale del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il territorio del comune è posto alle falde sud-orientali della catena del Gran Sasso d’Italia nel versante orientale a partire da quote collinari di circa 250 m fino a quote di montagna del Monte Siella (2077 m) e del Monte San Vito (1892 m). Da qui è possibile raggiungere Campo Imperatore attraverso Vado di Sole e una strada che passa per Rigopiano dopo circa 1400 m di dislivello dal fondovalle. Dalla stessa strada da Rigopiano è possibile raggiungere il comune di Castelli nel Teramano. ll sito fu abitato già nell’era del Neolitico. Infatti in località Rigopiano sono stati trovate capanne pietrose a “thòlos“, ben conservate perché usate anche dai pastori come abitazioni provvisorie, durante il periodo dei “tratturi abruzzesi“, estintosi nel XX secolo.

Il borgo medievale fu fondato nell’XI secolo dai Normanni, arroccato attorno a un castello, in cima allo sperone roccioso. Immediatamente le sorti del paese furono legate a Penne, che deteneva il dominio del circondario. Nel 1933 un terremoto tra la Maiella e il Gran Sasso fece crollare quel che rimaneva del castello, in stato di abbandono. Il 18 gennaio 2017, a seguito di un’intensa nevicata l’Hotel Rigopiano, ex rifugio e unico albergo della frazione omonima, è stato investito da una valanga di neve e detriti proveniente da una linea di cresta del Monte Siella (Gran Sasso). Fra le 40 persone presenti fra ospiti e personale, vi sono state 29 vittime e 11 sopravvissuti. I soccorsi sono potuti giungere solo all’alba del giorno seguente, date le vie di comunicazione interrotte e la scarsa visibilità per gli spostamenti in elicottero.

(Prima) CHIESA di San NICOLA di BARI: è stata rimaneggiata nel XVII secolo. Si trova poco più in basso dello sperone roccioso del borgo. L’interno è a navata unica mentre il campanile è una torre che termina a cuspide. L’altare è incassato in un abside semicircolare in marmo verde, con due cappelle laterali di San Francesco e Sant’Antonio, decorate con cornici barocche. Il soffitto è rettangolare. La facciata ha un portale in marmo con architrave classica. Il rosone centrale è una finestra con decorazioni sulla cornice di pietra. L’aspetto è molto sobrio e ricorda il neoclassico.

MURA del CASTELLO FARNESE: Le mura rimanenti si trovano in cima allo sperone roccioso. Il castello vide il massimo splendore nel Cinquecento quando era proprietà della famiglia Farnese; successivamente cadde in rovina fino al crollo per il dissesto dello sperone, avvenuto col terremoto del 1933. La famiglia Farnese tuttavia già dal XVII secolo si era trasferita in un palazzo nel borgo per amministrare meglio il potere. Tale palazzo Farnese è visitabile e ben conservato. Al suo interno vi sono numerosi affreschi gentilizi del Giudizio di Salomone – Quattro Virtù Cardinali della Giustizia, Fortezza, Temperanza e Prudenza.

LEGGENDA del VITELLO d’ORO: Nella Valle d’Agri, vicino il borgo di Farindola, una spettacolare cascata di 28 metri si origina dal versante meridionale del Gran Sasso. Si narra che, nel giorno di San Giovanni di molti anni fa, alcune donne si recarono nei pressi della cascata per attingere dell’acqua con una conca. Improvvisamente apparve loro una piccola vitella di color giallo oro; da allora la cascata prese il nome del Vitello d’Oro.

Montebello di Bertona è un comune italiano di 839 abitanti della provincia di Pescara. Faceva parte della comunità montana Vestina, e il suo territorio è compreso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E’ posto su un colle alle pendici nordorientali del Gran Sasso d’Italia, a 596 metri sul livello del mare. Il nome del paese è di trasparente etimo-logia ed è riconducibile all’aggettivo del tardo latino bellus (grazioso, bello), sostituitosi a quelli di epoca classica pulcher e formosus, in composizione con il sostantivo mons, montis appartenente a quella categoria di nomi di luogo costituiti da “geomorfismi, cioè voci attinenti alle condizioni del suolo”, di cui “la toponimia pescarese fornisce numerosi esempi”. Ai Romani si dovrebbe, secondo una suggestiva e fantasiosa tesi, la nascita di Montebello di Bertona.

Sul colle dove oggi sorge il paese, infatti, si sarebbero accampate le legioni di Roma, durante i primi cinque anni della Seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), per attendere vanamente la resa dei Vestini rifugiatisi sul Monte Bertona, dopo che le loro roccaforti di Cutina (forse presso Civitella Casanova) e Cingilia (presso Montebello) erano state espugnate e distrutte. Tale castrum, in ricordo dell’estenuante e sanguinosa guerra combattutasi tra Romani e Vestini, avrebbe assunto il nome di Mons Belli (Monte della guerra, in italiano). Se il Castello di Bertona appare citato numerose volte in varie fonti medioevali, non altrettanto si può dire di quello di Montebello. Nel 1062 è documentata l’esistenza di un “poio de Montebello” e tale denominazione non fa certo pensare a un luogo fortificato. Dal Catalogus Baronum risulta che nel 1168 Montebello è uno dei molti feudi appartenenti a Roberto, Conte de Aprutio, il quale lo ha dato in affidamento a certi Riccardo e Trasmondo “de Poliano“.

(Dopo) CHIESA di Sa ROCCO: La chiesa presenta un’insolita facciata, divisa in due piani, caratterizzata dall’orologio ci-vico collocato nel piano superiore, al centro di un gran-de rettangolo con il lato corto come base, sormontato da una semplice struttura in acciaio che ospita le campane. Il rettangolo si ricollega con raccordi curvilinei alla strut-tura pressoché quadrata del piano inferiore, che individua l’intera altezza dell’interno della chiesa, ed è delimitato da due speroni di pietra intonacati. Vi si accede da una scalinata antistante, posizionata parallelamente al piano della facciata.

(Prima) CHIESA di San ROCCO: E’ ignota la data di costruzione della struttura attuale, la cui presenza è attestata già nel 1595. Sorta in zona rurale, risulta oggi pienamente inglobata nel centro urbano. Mediante una scalinata si accede alla struttura piccola e compatta, caratterizzata da due speroni in pietra ai lati nella facciata principale che culmina con un grande parallelepiledo al cui centro è collocato l’orologio civico. Nel prospetto laterale che dà ver-so la città, alla base c’è un piccolo porticato sottostante il piano di calpestio della chiesa, con archi a tutto sesto. L’interno è a pianta rettangolare, coperto con massicce capriate lignee a vista, con pianelle in ceramica decorate. La pianta è rettangolare, con dimensione longitudinale circa doppia rispetto a quella trasversale. Si accede da un scalinata antistante la facciata principale, disposta parallelamente ad essa. La chiesa è illuminata da una finestra ad arco sulla parete sinistra. La struttura è in muratura a sacco, rinforzata in facciata da due speroni in pietra rastremati, con copertura a capriate lignee. La copertura è realizzata con massicce capriate lignee che sorreggono una tessitura secondaria decorata con tavelle in ceramica bianche con losanghe scure. L’interno è molto semplice, rifinito con intonaco bianco, dominato dalle massicce capriate lignee a vista, con pianelle decorate. Sul presbiterio, varie statue di santi. Campanile: E’ una piccola struttura in acciaio culminante con una croce, posta sulla sommità della facciata principale.

Sopra: Il Castello domina il borgo e tu costruito circa nel 1300. Nel Cinquecento venne notevolmente ampliato e nel Settecento assunse la forma di un palazzo baronale. Oggi è usato per convegni culturali. La struttura è un rettangolo irregolare che si suddivide in due corpi annessi.

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