Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

TRENTO: BASILICA di Santa MARIA MAGGIORE

La Basilica ’è un importante luogo di culto della città di Trento; fu edificata per volontà del principe vescovo Bernardo Clesio (tra le figure storiche più rilevanti a livello politico e religioso del XVI secolo), e ospitò le congregazioni del Concilio di Trento. La chiesa venne costruita dal comacino Antonio Medaglia sul modello della mantovana basilica di Sant’Andrea. Nel novembre del 1973 papa Paolo VI l’ha elevata alla dignità di basilica minore. Nell’immagine in evidenza: Nella Lunetta del Portale “L’Annunciazione a Maria“.

Le indagini archeologiche del 1974-1978 e del 2007-2009 hanno consentito di gettare luce sulla storia dell’edificio sacro. In epoca romana, l’area in cui ora sorge la chiesa di Santa Maria Maggiore ospitava edifici pubblici, forse un complesso termale. Una fonte agiografica, la Passio Sancti Vigilii, attribuiva la fondazione della ecclesia a San Vigilio, terzo vescovo di Trento tra la fine del IV e l’inizio del V secolo. Gli scavi più recenti collocherebbero invece questo evento nei decenni successivi, tra la seconda metà del V e l’inizio del VI secolo. A questo periodo risale infatti il primo edificio identificato, caratterizzato da una grande aula divisa in tre navate. Il presbiterio di questa chiesa, rimasta in uso fino al X-XI secolo, ha restituito tracce di una pavimentazione in opus sectile tardo antica, sostituita in seguito da un mosaico databile alla metà del VI secolo.

È la Chiesa del Concilio di Trento: a S. Maria Maggiore si svolsero le congregazioni preparatorie di tutto il terzo periodo, dall’aprile del 1562 al dicembre del 1563. Fu fatta costruire dal vescovo-principe Bernardo Clesio tra il 1520 e il 1524 su progetto di Antonio Medaglia sulle vestigia del Foro della Tridentum romana, su cui forse poggiano le fondamenta della prima chiesa episcopale della diocesi di Trento dal IV al IX secolo d.C. All’impianto della chiesa romanica fu sostituita una chiesa a navata unica, voltata a botte, senza transetto: è una esplicita riproposta della mantovana chiesa di Sant´Andrea di Leon Battista Alberti, che Clesio conosceva direttamente. Probabilmente fu un intervento dovuto anche a motivazioni politiche, per la volontà del principe-vescovo di allinearsi alle tendenze culturali del Rinascimento italiano contro la tradizione romanico-gotica più legata alle corti centro europee.

La chiesa fu arricchita nei secoli con opere di grande valore: la cantoria del Grandi, la porta laterale sud, gli affreschi di Martin Teofilo Polacco, le pale del Cignaroli e del Moroni, gli altari dei lapicidi degli architetti Sartori e Benedetti. Questo fu quanto avvenne tra le mura della basilica per oltre un anno e mezzo, dall’aprile 1562 fino a dicembre 1563, durante la terza e ultima fase del Concilio di Trento. Di quell’importante evento oggi rimangono alcuni dipinti che ritraggono le sessioni, con le scene e i personaggi che vi presero parte, immortalati anche negli affreschi che decorano le volte sopra la navata, eseguiti nel 1902 da Sigismondo Nardi. Le attuali volte infatti, non sono quelle originali della chiesa cinquecentesca, scomparse a seguito di un crollo avvenuto a inizio dell’800.

Dopo: FACCIATA. La chiesa rinascimentale iniziata nel 1520 è costruita in pietra bianca e rossa. La Facciata principale presenta un ingresso archivoltato in stile rinascimentale dove si apre il Portale fatto costruire dal principe vescovo Cristoforo Madruzzo nel 1539. Sopra il portale vi è una lunetta che raffigura l’Annunciazione a Maria. Insieme alla chiesa dell’Assunta a Civezzano e alla cattedrale dell’Assunta a Cles conclude la trilogia clesiana.

Il magnifico interno è ad aula unica con ai lati una serie di cappelle. Si immagina la vasta navata gremita da ecclesiastici intenti a discutere su come riformare la Chiesa, in risposta alla sfida senza precedenti lanciata da Martin Lutero con l’avvio del movimento protestante. Questo fu quanto avvenne tra le mura della basilica per oltre un anno e mezzo, dall’aprile 1562 fino a dicembre 1563, durante la terza e ultima fase del Concilio di Trento. Di quell’importante evento oggi rimangono alcuni dipinti che ritraggono le sessioni, con le scene e i personaggi che vi presero parte, immortalati anche negli affreschi che decorano le volte sopra la navata, eseguiti nel 1902 da Sigismondo Nardi. Le attuali volte infatti, non sono quelle originali della chiesa cinquecentesca, scomparse a seguito di un crollo avvenuto a inizio dell’800. Un tratto distintivo della basilica è anche l’assenza del transetto, cioè del rettangolo che interseca la chiesa tra la navata e l’altare per dare all’edificio una forma a croce. La pianta, firmata dall’architetto responsabile della costruzione cinquecentesca, Antonio Medaglia, riprende infatti quella ideata da Leon Battista ALBERTI per la chiesa mantovana di Sant’Andrea, capolavoro dell’architettura rinascimentale, che ne è priva. In prossimità dell’altare c’è lo splendido Pulpito barocco con baldacchino e l’Organo a canne, realizzato nel 1928 in sostituzione di quello originale. Di forte impatto è anche lo spazio dedicato al Coro del Cinquecento, realizzato in marmo decorato da bassorilievi.

Notevoli, come già detto, all’interno, la cantoria dell’organo opera degli scultori e bronzisti vicentini Vincenzo e Girolamo Grandi, le pale d’altare di Giovanni Battista Moroni, Pietro Ricchi, Francesco Unterperger e Giambettino Cignaroli e le grandi portelle, provenienti dall’organo del Duomo, dipinte da Giovanni Maria Falconetto nel 1508. A partire dal 13 aprile 1562 in Santa Maria si tennero le congregazioni della terza fase del Concilio, quella conclusiva. A tale scopo venne allestita nella navata una tribuna ad emiciclo in legno, documentata da dipinti e incisioni. Nel 1902, a ricordo delle congregazioni generali del Concilio, il pittore marchigiano Sigismondo Nardi decorò la volta con scene e personaggi del sinodo tridentino.

Ai lati si trovano una serie di cappelle che ospitano altari di marmo in stile barocco, tra cui opere di Francesco OradiniDomenico Sartori e Teodoro Benedetti. Sempre all’interno si osservano una serie di pale e il sarcofago barocco contenente le reliquie attribuite a san Clemente. Significativi, anche dal punto di vista storico, sono una serie di dipinti che si possono ammirare sulla volta, raffiguranti momenti del Concilio e i protagonisti della Controriforma. Le statue di Santa Marta e di Santa Maddalena, poste ai lati dell’altare principale, sono state scolpite negli anni settanta del Seicento da Cornelis van der Beck. La cantoria, opera dei lapicidi Vincenzo e Gian Girolamo Grandi, occupa la parte settentrionale del presbiterio ed è costituita da una grande tribuna con bassorilievi e clipei, sostenuta da 4 mensole finemente lavorate. Il progetto, commissionato da Giovanni Antonio Zurletta (o Ciurletti), fu realizzato tra il 1534 e il 1542. Il campanile, alto 53 metri, è il più alto della città. Costruito in calcare bianco, ha due ordini di trifore romaniche e una cupola poligonale. Accanto alla chiesa vi è una colonna eretta nel 1845 a ricordo delle celebrazioni per il terzo centenario dell’apertura del concilio.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>