Il Giro delle Chiese

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CHIESA Sant’ANGELO o Santa MARIA MAGGIORE – PIANELLA (PE)

La Chiesa di Santa MARIA Maggiore (o Sant’ANGELO) è un edificio religioso ubicato nel comune di Pianella. È conosciuta anche come Chiesa di Sant’Angelo e rappresenta uno dei più caratteristici esempi di architettura abruzzese medievale in laterizio, nonché un emblematico esempio dell’architettura lombarda giunta in Abruzzo nel XII secolo. Nel 1902 è stata nominata monumento nazionale. Nell’immagine in evidenza: Catino Absidale (Giudizio Universale) 1495.

L’edificio risale all’epoca dell’espansione monastica dei monaci Benedettini in Abruzzo nei primi secoli del II millennio, in cui venivano costruite o ristrutturate le grandi abbazie intorno ai centri abitati. Il suo aspetto attuale risale agli ultimi decenni del XII secolo. La scelta di collocarlo a nord-ovest del centro urbano di Pianella, su di una collina, rimanda all’analoga collocazione di altre strutture religiose coeve come la chiesa di Santa Maria del Lago a Moscufo e Santa Maria delle Grazie Civitaquana. Grazie alle sue peculiarità di edificio medievale, la chiesa rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura romanica nella regione. Ne sono testimonianza la compattezza e solidità della struttura, la piccola dimensione e lo scarso numero di finestre, il grande spessore dei muri, gli elementi decorativi.

L’odierna struttura è il risultato di numerose modifiche susseguitesi nel tempo. L’originario impianto basilicale a 3 navate è stato infatti ampliato con l’aggiunta di corpi laterali e la sopraelevazione delle navate minori, ed arricchito con l’aggiunta del Campanile nella parte destra della facciata. La Facciata è la manifestazione più evidente dei cambiamenti che la chiesa ha subito. Si vedano infatti gli archetti pensili che, posti in una posizione ribassata rispetto al limite della superficie, indicano l’iniziale altezza delle parti laterali del prospetto. Anche la Torre campanaria è frutto di numerosi rimaneggiamenti: dall’iniziale struttura della fine del XII secolo, sorta inglobando la navatella destra, venne completata solo fra il XV e il XVIII secolo.

(Dopo) FACCIATA: L’aspetto attuale risale all’incirca al XII secolo, anche se è attestata nelle fonti a partire almeno dal secolo precedente (1075) come chiesa di un contiguo monastero benedettino. Sulla facciata spiccano il Portale e l’ampio rosone ad 8 raggi. L’interno è a tre navate, divise da archi a tutto sesto. Particolarmente suggestivi sono il pulpito con i simboli dei 4 Evangelisti, finemente scolpito da ACUTO, e gli affreschi tra i quali spicca il Giudizio Universale. Qui viene custodita una statua in onore di San Michele Arcangelo che viene portata in processione l’8 maggio.

(Dopo) PORTALE: Il Portale a sesto acuto è probabilmente opera di Maestro Acuto, e poggia su due piedritti a bassorilievo con motivi vegetali in quello sinistro e animali in quello destro. L’architrave è riccamente scolpito sempre a bassorilievo con le rappresentazioni di 8 personaggi: la Vergine seduta al centro attorniata dai Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangeli-sta, Pietro, Paolo, Nicola, Re David e un personaggio non identificato. Sono riconducibili alla struttura precedente i due resti di sculture mutile che rappresentavano due leoni. La lunetta accoglie un affresco raffigurante la Vergine che allatta il Bambino, realizzato nel XV secolo. Il rosone, anch’esso del Maestro Acuto, ha cornici concentriche decorate a rilievo, di cui quella interna richiama nei motivi il piedritto sinistro del portale. Il rosone ha 8 colonne di uguale altezza che poggiano su ar-catelle a sesto pieno trilobate. La parte posteriore del tempio presenta tre absidi scandite da paraste angolari e con una caratteristica terminazione a semicono. Ciascuna di esse contiene un’apertura per l’illuminazione.

Dopo: LUNETTA: affresco raffigurante la Vergine che allatta il Bambino con a fianco due angeli oranti che il tempo sta cancellando, realizzato nel XV secolo

(Dopo): L’architrave è riccamente scolpito a bassorilievo con le rappresentazioni di 8 personaggi: la Vergine seduta al centro attorniata dai Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Pietro, Paolo, Nicola, Re David e un personaggio non identificato

(Dopo): STIPITI e ANTE

(Dopo) ROSONE: Anch’esso del Maestro ACUTO o secondo alcuni del Maestro ANTELAMI, ha cornici concentriche decorate a rilievo, di cui quella interna richiama nei motivi il piedritto sinistro del portale. Ha 8 colonne di uguale altezza che poggiano su arcatelle a sesto pieno trilobate.

(Dopo) CAMPANILE: E’ diviso in settori delimitati da paraste verticali e da cornici ad archetti.

1)Ingresso principale; 2) Ingresso laterale; 3) Campanile; 4) Navata centrale; 5) Navata destra; 6) Navata sinistra; 7) Presbiterio e Altare Maggiore; 8) Abside centrale; 9) Abside destra; 10) Abside  sinistra;  11) Pulpito;  12) Statua  della  Madonna  del  Carmine;  13) Statua  di  San  Michele Arcangelo; 14) Acquasantiera; 15) Crocifisso; 16) Affresco sulla parete  della  Navata  dx; 17-18-19-20-21-22) Resti di Affreschi sui pilastri di separazione delle navate.

INTERNO: All’interno dell’edificio le navate sono suddivise da pilastri di forma circolare e rettangolare ad alternanza, che sostengono arcate a tutto sesto. Dalla scelta dei pilastri di forma circolare si avverte l’influenza lombarda, che è riscontrabile anche negli archetti pensili, nelle arcatelle cieche e nelle semicolonne sulla facciata. Numerose sono le opere artistiche di rilievo, come l‘Ambone di Maestro ACUTO, il ciclo di affreschi nelle semicalotte absidali (realizzate tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo), l’affresco nella navata dx sulla vita di San Francesco e di San Bernardino da Siena e gli affreschi sparsi su colonne e pilastri. Nell’abside centrale vi è la figura del Redentore ai cui piedi sono gli Apostoli; in quella sx è l’Agnus Dei e la Vergine in trono con Bambino, circondata da Santi in preghiera, mentre in quella dx è presente l’Eterno Benedicente.

(Dopo) CATINO ABSIDALE (Giudizio Universale) 1495: Il Redentore ai cui piedi sono gli Apostoli. La scena è divisa su due livelli: in alto si vede il Cristo a braccia aperte e ai suoi lati gli angeli che reggono i cartigli del Giudizio. Mentre in basso si trovano gli Apostoli, 6 per lato.

PITTURE: Dal punto di vista delle pitture, la chiesa di Santa Maria Maggiore conserva begli esempi degli antichi affreschi. Essi furono realizzati a più riprese in varie epoche, a partire dal Giudizio finale nell’abside. La scena è divisa su due livelli: in alto si vede il Cristo a braccia aperte e ai suoi lati gli angeli che reggono i cartigli del Giudizio. Mentre in basso si trovano gli Apostoli, sei per lato. Altre pitture, databili tra il Trecento e i primi del Quattrocento, si possono ammirare sui pilastri e nelle absidi laterali. Tra esse spiccano una bella Annunciazione di metà Trecento. Nello stile richiama il modo di dipingere del cosiddetto Maestro di OFFIDA, che lavorò tra l’altro nelle vicine: Penne Moscufo Città Sant’Angelo e la Madonna del latte, anch’essa opera di un artista della stessa bottega, ma dotato di mano meno felice.

Gli affreschi dell’abside sinistra mostrano, in alto, l’Eterno in atteggiamento benedicente e, in basso, quattro figure di santi. A giudicare dallo stile sembrano influenzati dalla bottega di un altro importante pittore abruzzese. Parliamo di Antonio di ATRI, che esordisce nel 1373 a Santa Maria Arabona, vicino Manoppello e molto attivo nell’aquilano. Del Quattrocento è infine il bellissimo affresco, seppure gravemente mancante di tutta la parte centrale, che si vede in una nicchia nei pressi dell’ingresso. Raffigura, per la parte rimasta visibile, due angeli che si trovano ai lati di una scena scomparsa. In alto appare San Gerolamo penitente.

ABSIDE Sinistra (10): nell’affresco sono l’Agnus Dei e la Vergine in trono con Bambino, circondata da Santi in preghiera.

Gli Affreschi dell’abside sx mostrano, in alto, l’Eterno in atteggiamento benedicente e, in basso, 4 figure di santi.

NAVATA Sinistra (10) vista dall’A. M. PULPITO (11)

Particolarmente suggestivo è il PULPITO o AMBONE (11) (prima e dopo) con i simboli dei 4 Evangelisti, finemente scolpito da ACUTO. Esso compete con l’ambone di Santa Maria del Lago (Moscufo) di Nicodemo da Guardiagrele. Dell’autore sappiamo grazie all’esplicita iscrizione sul leggio che recita: magister acutus fecit hoc opus.

E’ collocato sulla parete della navata di sinistra e poggia su 2 sole colonne poiché dall’altro lato è ancorato al muro. Come aspetto è molto più semplice rispetto alle realizzazioni di Nicodemo; manca ad esempio di figure scolpite a forte rilievo, anzi quasi a tutto tondo. Qui le facce dei davanzali sono semplicemente divise in due riquadri di pietra liscia. All’interno spiccano a rilievo i simboli degli Evangelisti, a due a due: – angelo e toro rispettivamente per San Matteo e San Luca; – aquila e leone rispettivamente per San Giovanni e San Marco. Un solo leggio sporge in corrispondenza della figura dell’angelo.

(Dopo): Statua di San MICHELE ARCANGELO (13)

Dopo: NAVATA Destra (4) Statua MADONNA del Carmine (12)

(Dopo) Destra(5): NAVATA Destra (5): Al centro, Affresco (16) molto bello del Quattrocento seppure gravemente mancante di tutta la parte centrale, in una nicchia nei pressi dell’ingresso laterale. Raffigura, per la parte rimasta visibile, due angeli che si trovano ai lati di una scena scomparsa. In alto appare San Gerolamo penitente.

NAVATA Dx (5) dall’Ingresso Abside (9)                 Vista dell’ABSIDE Destra (9)

(Dopo): Altre pitture, databili tra il Trecento e i primi del ‘400, si possono ammirare sui pilastri (dopo) (17-18-19-20-21-22) e nelle absidi laterali. Tra esse spiccano una bella An-nunciazione di metà del ‘300. Nello stile richiama il modo di dipingere del cosiddetto Maestro di OFFIDA, che lavorò tra l’altro nelle vicine: Penne, Moscufo e Città Sant’Angelo e la Madonna del latte, anch’essa opera di un artista della stessa bottega, ma dotato di mano meno felice. Gli affreschi dell’abside sinistra, a giudicare dallo stile sembrano influenzati dalla bottega di un altro importante pittore abruzzese Antonio da Atri, che esordisce nel 1373 a Santa Maria Arabona, vicino Manoppello.

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