La Chiesa di Sant’ANTONIO risale al 500, occupando il punto dove è oggi la sagrestia. Da un documento della Civitas Burrelli del 1754 redatto dall’ingegner Juliani si evince che la chiesa era a due navate divise da pilastri con 3 archi coperte da un tavolato dipinto solamente nella navata destra. Il campanile era costituito da 3 ordini. Nel biennio 1938-39 il parroco don Oliviero Fiocca fece eseguire delle opere di restauro: vennero uniformati i portali d’ingresso, venne realizzato l’altare. Nel biennio 1993-94 venne rifatto il tetto, consolidate le volte e restaurate le decorazioni in stucco danneggiati dal terremoto di dieci anni prima. Nell’immagine in evidenza: Vista di Borrello.

ESTERNO: La facciata è a capanna realizzata con ciottoli di fiume e pietra grossolanamente sbozzata, su di essa si aprono due portali con architrave una decorazione in stucco bianco contorna i tre lati del timpano in cui vi è un oculo. Nel retro si erge il campanile suddiviso in tre ordini da tre cornici.
INTERNO: L’interno è suddiviso in 2 navate mediante due pilastri e tre archi a tutto sesto che sostengono le volte a botte con lunette. Le pareti sono rivestite da stucchi e decorazioni in oro. Le navate terminano in due edicole, una per parte, con colonne corinzie e trabeazione ove si trovano delle nicchie con statue di santi.





























BORRELLO è un comune italiano montano di 312 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Sangro. Il paese di Borrello, come tramandato anche da Benedetto CROCE, fu feudo della famiglia Borrello: il filosofo abruzzese afferma di aver ritrovato un documento dell’anno 1000 che lascerebbe ipotizzare una qualche signoria di questa famiglia già sul finire del X secolo. In effetti la notizia è confermata anche nelle fonti storiche più antiche, consultate e raccolte nel XVIII secolo anche dall’Antinori per la stesura dei suoi Annali degli Abruzzi, in cui il capostipite della dinastia, tal Borrello da cui il Castello prese poi il nome e lo perpetuò nel corso dei secoli, sarebbe stato un condottiero franco legato ai Conti dei Marsi. Croce, invece, asserisce che la famiglia discende da qualche esponente della famiglia Borel di origine francese. Agli inizi del Novecento molti abitanti del paese emigrarono in America e in Europa settentrionale. Dopo il bombardamento della seconda guerra mondiale il paese fu interamente ricostruito nonostante l’emigrazione perdurò fino agli anni sessanta.

VECCHIA FONTANA


Dopo: FIUME VERDE.


CASCATE del Rio VERDE: La Riserva Naturale Regionale Cascate del Rio Verde si trova in una Zona Speciale di Conservazione nel Comune di Borrello (CH). L’area si estende per circa 287 ettari e comprende le più alte cascate dell’Appennino che dominano la media valle del Sangro, scorrendo fra bastioni di roccia, torrioni e pinnacoli calcarei in un paesaggio sugge-stivo. Le cascate del Rio Verde che domi-nano la media valle del Sangro interrompendo il corso dall’omonimo torrente, so-speso ad oltre 300 metri su rocce calcaree e marne che poggiano su argille, attraverso tre salti, rispettivamente di 40, 90 e 30 metri precipitano per oltre 200 metri d’altezza prima di confluire nel sottostante fiume Sangro. Il settore orientale, in località “Lame rosse”, è caratterizzato da affiora-mento di argille con la tipica colorazione variopinta e dalla presenza di calanchi.




