Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San FRANCESCO – BUCCHIANICO (CH)

L‘Interno della Chiesa a navata unica è accessibile dal portale maggiore e da un portale sul fianco della chiesa, è completamente barocco (ad una sola navata rettangolare con una cupola centrale) riccamente stuccato da maestranze teatine (si ipotizza il Clerici). Gli altari laterali presentano gli stucchi più elaborati, la controfacciata ha la cantoria con l’organo a canne, dentro le nicchie sono riposte delle tele, mentre i confessionali sono dell’ebanista orsognese Modesto Salvini (XVIII sec), in legno di noce. All’altezza del presbiterio la chiesa ha una falsa cupola a calotta, con un affresco del ‘800 rappresentante la “gloria di San Francesco in Paradiso“; l’altare vero e proprio è deco-rato da un semplice tabernacolo in legno dorato con un monumentale Crocifisso.  La Cupola, affrescata dal pennese Domiziano Vallarola nel 1774, propone scene di virtù (nei pennacchi) e scene bibliche con la battaglia tra gli Ebrei e gli Amaleciti. Dello stesso periodo e sempre di scuola abruzzese sono i confessionali ed il Pergamo (sul quale è riportato lo stemma comunale: il leone rampante e la scritta Univers.ter.Bucc.) realizzati in pregiato legno intagliato, rari esemplari di un artigianato ormai perduto.

La Chiesa e convento di San Francesco, parte dell’edificio è occupato dal municipio, fu costruita nel 1291 dai Frati Minori e la chiesa fu dedicata alla SS. Trinità. Nella sagrestia sono visibili i resti della precedente chiesa medievale, della stessa epoca è il crocifisso ligneo posto sull’Altare Maggiore. Nel 1450 fu dedicata a San Francesco e nel 1518 inglobò la chiesetta di San Guglielmo Abate. Qui San Camillo celebrò varie messe. Dal 1809 il convento passò al demanio. Di questo periodo sono la sagrestia con volte a crociera e parte del chiostro, mentre il Campanile con bifore è del 1350, fu ricostruito nel 1770-1773, verosimilmente da capimastri lombardi. Il campanile è l’elemento antico più pregevole, rimasto intatto nella costruzione trecentesca, e della zona teatina è una delle torri campanarie meglio conservate. Il campanile ha pianta quadrata e si innalza su 3 livelli, ognuno dei quali ha la facciata decorata da doppia bifora ad archetto a sesto acuto, collegata da una cornice a tutto sesto a muro; l’interno della torre conserva antiche campane del ‘400 della Fonderia Marinelli di Agnone. La Facciata dell’ex convento è costituita da un alto basamento e da un doppio ordine di finestre con il timpano triangolare e cimase curvilinee. Al convento si entra a sx del Portale d’ingresso della Chiesa attraverso un cancello e si arriva al Chiostro.

La Facciata della Chiesa è a timpano. Il Portale porta lo stemma dei Frati Minori Conventuali, di interesse sono la minuta lavorazione del mattone cotto degli esterni e le paraste di facciata, realizzando una costruzione tardo barocca concava, le cornici e il timpano ricurvo. La facciata in mattoni della chiesa è l’unica ad avere una composizione movimentata scandita da paraste laterali, sormontata da un timpano curvilineo spezzato con nicchia su cui si inserisce il portale d’ingresso in pietra scolpita dove al centro c’è lo stemma dell’ordine francescano e la data di ultimazione dei lavori di restauro (1770).

L’ex convento, oggi Palazzo Municipale era collegato alla chiesa, esso si affaccia su piazza San Camillo de Lellis. Interessante ricordare la storia di questo slargo: era precedentemente chiamato “Piazza Sant’Angelo / Piaz-za Roma” durante il fascismo; lo spazio attuale fu ridisegnato nel XVI secolo dai Caracciolo, che divennero feudatari di Bucchianico e costruirono il palazzo marchesale.

Il toponimo Piazza Roma fu dato nel 1931, prima era detta “di Sant’Angelo” per la presenza nel XIII secolo di un’antica cappella, poi inglobata nel palazzo Caracciolo. Nel 1974 fu sciagura-tamente abbattuto il palazzo Caracciolo per costruirci il cosiddetto “palazzaccio”, una struttura moderna mastodontica, in totale disaccordo con l’armonia settecentesca del centro storico, dapprima sede dei grandi magazzini, e poi di una seconda sede dell’Ordine dei Camilliani. Sulla piazza San Camillo prospettano la casa natale e il santuario di San Camillo, la chiesa di San Francesco, il Palazzo Ridotto, ossia il Municipio, il palazzo Maij-Scoppetta, e tracce murarie della chiesa di San Silvestro, infine il palazzo Onofrio De Lellis.

L‘Interno della Chiesa a navata unica è accessibile dal portale maggiore e da un portale sul fianco della chiesa, è completamente barocco (ad una sola navata rettangolare con una cupola centrale che contribuisce a dividere gerarchicamente lo spazio) riccamente stuccato da maestranze teatine (si ipotizza il Clerici). Gli altari laterali presentano gli stucchi più elaborati, la controfac-ciata ha la cantoria con l’organo a canne, dentro le nicchie sono riposte delle tele, mentre i con-fessionali sono dell’ebanista orsognese Modesto Salvini (XVIII sec), in legno di noce. All’altezza del presbiterio la chiesa ha una falsa cupola a calotta, con un affresco del ‘800 rappresentante la “gloria di San Francesco in Paradiso“; l’altare vero e proprio è decorato da un semplice taberna-colo in legno dorato con un monumentale Crocifisso.  La Cupola, affrescata dal pennese Domi-ziano VALLAROLA nel 1774, propone scene di virtù (nei pennacchi) e scene bibliche con la battaglia tra gli Ebrei e gli Amaleciti. Dello stesso periodo e sempre di scuola abruzzese sono i confessionali ed il Pergamo (sul quale è riportato lo stemma comunale: il leone rampante e la scritta Univers.ter.Bucc.) realizzati in pregiato legno intagliato, rari esemplari di un artigianato ormai perduto. Sotto la cupola sono eretti gli altari delle Congregazioni del SS. Rosario e di San Giacomo. Ai lati della navata vi sono altri altari delle famiglie importanti del paese. Sul lato destro è collocato l’Altare di Sant’Antonio da Padova, appartenente ai Principi Caracciolo di San Buono (feudatari e marchesi di Bucchianico). Nell’Altare sinistro vi è la Madonna del 7 Dolori della famiglia Monaco-La Valletta dove, nei medaglioni,, è possibile scorgere alcune scene della vita di San Donato. La chiesa trova la sua ricchezza artistica anche negli stucchi della volta e degli altari; gli angeli e i putti si abbandonano a delicati movimenti pervasi di leggerezza ed emotività barocchi, sapientemente combinati con l’effetto materico (pittura nel quale il colore, (spesso pigmenti ad olio, viene steso grossolanamente senza essere steso uniformemente e/o appiattito sul supporto) e chiaroscurale dello stucco. Tra gli stucchi è possibile vedere una riproduzione della piazza così come si presentava nella metà del ‘700, con l’originaria facciata della chiesa di San Francesco ed il convento di San Camillo. Allontanati i frati la chiesa divenne sede della parrocchia di S. Michele Arcangelo, conservando fino ad oggi la doppia titolazione.

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