Il Giro delle Chiese

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TURCHIA: TOUR Per la TURCHIA e CAPPADOCIA (1° Parte)

TOPKAPI a Istanbul. Istanbul è una delle maggiori città della Turchia, che si trova a cavallo tra Europa e Asia, sullo stretto del Bosforo. La sua città vecchia riflette le influenze culturali dei numerosi imperi che qui hanno governato. Nel quartiere di Sultanahmet, l’Ippodromo all’aperto di epoca romana fu per secoli teatro di corse sui carri, e qui è stato eretto anche un obelisco egizio. La celebre moschea bizantina di Hagia Sophia è caratterizzata da una cupola del VI secolo e da preziosi mosaici cristiani. Nell’immagine in evidenza: Mappa della Turchia.

Il chiosco-fontana di Ahmed III venne realizzato al posto di una fontana bizantina nota come Perayton. Le caratteristiche architettoniche degli esterni riflettono una sintesi degli stili occidentali tradizionali ottomani e contemporanei. La fontana venne inserita sul verso delle banconote da 10 lire turche del periodo 1947-1952. La fontana è un grande blocco quadrato costruito con 5 piccole cupole. Ha delle nicchie, sagomate a forma di Miḥrāb (indica la direzione della MECCA), decorate con bassorilievi con disegni floreali e foliati in ognuna delle quattro facciate, ognuna delle quali contiene una fontanella (çeşme). L’acqua è fornita da una piscina ottagonale sita all’interno del chiosco, con uno spazio di circolazione attorno ad essa per i guardiani del chiosco. Su ogni angolo c’è un “sebil” (chiosco) a tre strati (da cui un inserviente inseriva tazze d’acqua o sorbetto, gratuitamente, da dietro una griglia). Sopra le fontanelle e le nicchie, su ogni facciata e sebil vi sono grandi lastre calligrafiche bordate con piastrelle blu e rosse. Ogni lastra reca le strofe di un poema di 14 versi, dedicato all’acqua e al suo donatore, da Seyyid Hüseyin Vehbi bin Ahmed, giudice principale di Halep e Kayseri. Si legge in senso orario intorno alla fontana, iniziando dalla “sebil” settentrionale.

Il nome originario del complesso oggi conosciuto come “Palazzo di Topkapi” era Yeni Saray o Sarayi Cedid-i Amire,“Nuovo Palazzo Imperiale”, in contrapposizione al Vecchio Palazzo Imperiale (Eski Sa-ray) oggi in Piazza Beyazit, che la dinastia ottomana aveva ere-ditato dagli imperatori bizantini una volta strappata loro la capitale nel 1453. Tale nome fu in uso sino al XIX secolo, specificatamente sino a quando il palazzo estivo del sultano Mahmud I, noto come Topkapusu Sâhil Sarâyı in quanto costruito al di fuori della “Porta del Cannone” (“Topkapı”), venne distrutto da un incendio e il titolo di “Topkapı” passò ad indicare l’intero Serraglio. In lingua italiana, il complesso palaziale è chiamato “Gran Serraglio” sin dal XVII secolo. Il Palazzo di Topkapı è un esteso, disomogeneo complesso di padiglioni ed altre basse strutture costruite a ridosso di grandi cortili, interconnesse da gallerie e passaggi, il cui assetto doveva essere, all’erigenda, affatto dissimile da quello dell’ormai fatiscente Gran Palazzo bizantino che era stato chiamato a sostituire. La nuova fondazione voluta da Maometto sviluppò in lunghezza sull’asse NE-SO già del Gran Palazzo, posizionandosi a nord-est rispetto alla Basilica di Santa Sofia laddove il complesso bizantino si trova a sud-ovest della stessa.  Le principali aree planimetriche del Gran Serraglio sono i quattro cortili e l’harem.

L’unica area accessibile dall’esterno era il Primo Cortile, mentre il Quarto Cortile e l’Harem erano le parti più inaccessibili. All’interno del complesso esistevano comunque anche altri cortili, di minor importanza. L’accesso era garantito da vari cancelli, affidati ad appositi corpi armati di guardia: uno di essi si affacciava nel punto in cui il Corno d’Oro si apre sul Mar di Marmara, gli altri erano noti come Cancello della Pace (tu. Bāb ŭl-Selām), Cancello di Mezzo (tu. Orta Kapı), Cancello della Maestà (tu. Bāb-ı Hŭmāyūn), Cancello delle Vetture (tu. Araba Kapısı) e Cancello della Felicità (tu. Bāb ŭl-Sa‘ādet) che separava la parte “esterna” del complesso, il Birûn (ossia il primo ed il secondo cortile), sede della vita amministrativa e militare che regolava l’Impero, dalla parte “inter-na”, Enderûn, ove si trovavano in quartieri privati del sultano e della sua famiglia. Esisteva anche un complesso di edifici residenziali di piccole dimensioni, il cosidetto “Quinto Cortile“, costruiti sulle coste del promontorio: palazzi estivi (kasır), padiglioni e chioschi (köşk). Queste strutture sparirono però nel corso del XIX secolo, sia per incuria sia per la contemporanea costruzione della tratta ferroviaria. Si conserva solo il “Chiosco dei fabbricanti di cesti” fatto erigere da Murad III nel 1592.

La chiesa di Santa IRENE è una chiesa bizantina situata nel cortile più esterno del Palazzo di TOPKAPI. La costruzione si trova probabilmente nel sito di un tempio precristiano. È infatti la prima chiesa costruita a Costantinopoli. L’imperatore romano Costantino commissionò la chiesa di Hagia Irene nel IV secolo e Giustiniano I in seguito la restaurò. La chiesa, dedicata alla Pace di Dio, è una delle tre dedicate da Costantino ad attributi divini, insieme ad Hagia Sophia (Saggezza) e Hagia Dynamis (Forza). La sua struttura attuale nelle sue parti principali (gallerie, cupole ed abside) ri-sale all’VIII secolo ed è da collegare alla ricostruzione dopo i danni che l’edificio di epoca giustinianea ebbe a soffrire a seguito del terremoto del 740 ed è l’unica chiesa bizantina di Istanbul ad avere il suo atrio originale. Una grande croce nella calotta dell’abside, dove era solitamente posizionata l’immagine della Theotókos (Genitrice o Madre di DIO), sono le uniche vestigia rimaste nella città dell’arte iconoclasta. I giannizzeri (soldati dell’Impero ottomano) usarono la chiesa come deposito di armi dopo l’assedio di Costantinopoli del 1453. Oggi il museo è usato principalmente come sala per concerti di musica classica, grazie anche all’ottima acustica. Dal 1980 la maggior parte dei concerti del Fe-stival musicale internazionale di Istanbul sono tenuti in questa chiesa.

(Dopo) La Camera delle Udienze: particolare della fontana di Solimano (dx) e della finestra delle offerte (sx).

PUGNALE del SULTANO: una tra  le  armi  bianche più preziose  del  mondo, dal valore inestimabile. Purtroppo ora, insieme ad altri gioielli, non visibili.

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