Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

OLANDA: VIAGGIO in OLANDA 2004 (6° Parte)

Facciamo un viaggio che ci porta fino in Olanda attraversando Francia e Belgio e al ritorno la Germania. Nell’immagine in evidenza: Reliquario dei Re Magi nel Duomo di Colonia.

VOLENDAM: è un villaggio e porto peschereccio della costa sud-orientale dell’Olanda Settentrionale, situato nella regione del Waterland e affacciato sul Gouwzee, parte del Markermeer, vale a dire il tratto meridionale dell’IJsselmeer (ex-Zuiderzee, Mare del Sud). Dal punto di vista amministrativo, si tratta di una frazione del comune di Edam-Volendam (fino al 1974 chiamato solamente Edam). È una delle località più visitate dei Paesi Bassi. Il villaggio deve il proprio nome dalla diga (in olandese: dam) che nel 1357 separò il Per-Ye dal mare. La prima parte del toponimo è forse da ricondurre al termine in dialetto Zaans vold, riconducibile a sua volta al verbo vollen “riempire”, e da cui si sono ricostruite le ipotetiche forme originarie vollen(de)dam o voldendam. La storia di Volendam iniziò con la costruzione, nel 1357, di una diga che collegava Edam con il Purmermeer, lungo la quale furono costruite alcune case. Per i cinque secoli successivi, Volendam rimase tuttavia poco più che un isolato villaggio di pescatori. Nella notte tra il 31 dicembre 2000 e il 1º gennaio 2001, il villaggio di Volendam fu sconvolta da una terribile tragedia: la morte di 14 persone (soprattutto giovani) e il grave ferimento di altre 180 nell’incendio che distrusse il Café ‘t Hemeltje, il più grande locale cittadino, durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. L’incendio si sarebbe sprigionato dalle decorazioni natalizie. (Ricorda CRANS MONTANA in Svizzera)

(Dopo): L’Hotel Spaander, abituale alloggio per gli artisti che soggiornarono a Volendam tra le fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Il Fiume RENO: è, con 1.232 km, uno dei fiumi più lunghi d’Europa. Il suo nome deriva da una radice celtica, ma ancor prima indoeuropea, che significa “scorrere”. L’origine indo-europea del termine trova confer-ma nel Greco antico, in cui il verbo ῥέω (traslitterato rheō) ha proprio il suddetto significato. Assieme al Danubio, il Reno for-mava la maggior parte del confine settentrionale dell’Impero romano ed è stato, fin da quei tempi, un vitale corso d’acqua navigabile, usato per il commercio ed il tra-sporto delle merci fin nel cuore del continente. Fra le città più importanti sul Reno si trovano Basilea, Strasburgo, Colonia, Düsseldorf e Rotterdam.

COLONIA: è una città extracircondariale di 1.083.498 abitanti, con l’agglomerato urbano (1.800 000 abitanti) in Germania, la quarta per numero di abitanti e la più grande del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia. È considerata la capi-tale economica, culturale e storica della Renania, quasi completamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. La città si trova nella parte sud-occidentale della Renania Settentrionale-Vestfalia, sulle rive del fiume Reno ed è il maggior centro della grande Regione metropolitana Reno-Ruhr, un’area altamente urbanizzata di oltre 11 milioni di abitanti. Tra le gran-di città più vicine vi sono Bonn a sud, Leverkusen (urbanisticamente una città satellite), Düsseldorf e Duisburg a nord. Nel 39 a.C. la tribù degli Ubi si accordò con le autorità romane per insediarsi sulla sponda sinistra del Reno; l’insediamento prese allora il nome di Ara Ubiorum o Op-pidum Ubiorum, divenendo poi un’importante base militare romana. Nel 49 Agrippina minore, moglie dell’imperatore Claudio e figlia di Germanico, chiese che il villaggio in cui era nata fosse innalzato al rango di colonia: fu allora istituita Colonia Claudia Ara Agrippinensium (“la colonia di Claudio e l’altare di Agrippina”) o, più semplicemente, Colonia Agrippina. Nell’80 fu costruito un acquedotto, l’acquedotto Eifel, uno dei più lunghi dell’Impero romano, con una portata di 20000 m³ di acqua al giorno. Dieci anni dopo la colonia divenne la capitale della provincia romana della Germania inferiore, raggiungendo una popolazione di 45 000 abitanti.

DUOMO di COLONIA: è una chiesa cattolica, il cui nome ufficiale è chiesa dei Santi Pietro e Maria (in tedesco Hohe Domkirche St. Peter und Maria). Con le sue Torri cuspidate di ben 157 metri di altezza, è la seconda chiesa più alta della Germania, dopo il Duomo di Ulma (completato nel 1890), e la terza più alta al mondo. Dal 1880 fino almeno al 1884 questa cattedrale è stata l’edificio più alto del mondo. È inoltre una delle maggiori attrattive turistiche della Germania: nel 2004 è stata visitata da circa 6 milioni di persone. Consacrazione: 1322 Stile architettonico: gotico neogotico; Inizio costruzione: 1248; Completamento 1880. L’architettura della Cattedrale di Colonia si basa molto su quella della cattedrale di Amiens, soprattutto in merito alla pianta, allo stile e alle proporzioni della navata centrale. La pianta è a forma di croce latina, come di consueto nelle cattedrali gotiche. Ha due navate su entrambi i lati, che aiutano a sostenere una delle volte gotiche più alte del mondo, essendo alte quasi quanto quella della sfortunata Cattedrale di Beauvais, in gran parte crollata. Esternamente la spinta verso l’esterno della volta è scaricata su archi rampanti alla maniera francese. L’abside, rivolta verso oriente, è cinta dal deambulatorio con 7 cappelle radiali. Esternamente, anche a distanza, spiccano le 2 alte torri campanarie della facciata e le molte guglie. Internamente, il coro medievale è stato più volte rimaneggiato, particolarmente nel XIX secolo. Presenta un forte influsso del gotico francese nella volta altissima e nelle eleganti bifore del triforio. Le bifore del cleristorio sono particolarmente alte per permettere una buona illuminazione di tutto lo spazio interno. Alternati alle finestre vi sono i grandi pilastri a fascio, che sorreggono le volte a crociera quadripartite. Fra le opere conservate nel coro, molte sono originali e si sono salvati dalle distruzioni dell’occupazione francese. Fra queste, vi è una grande statua di pietra raffigurante San Cristoforo, che guarda in basso verso il luogo dove, fino all’ampliamento del XIX secolo, si trovava l’ingresso principale della chiesa. La navata centrale è arricchita da un buon numero di vetrate policrome del XIX secolo tra cui 5, situate nel lato sud, sono denominate Bayernfenster, donate da Ludovico I Re di Baviera.

PORTALE PRINCIPALE

La CATTEDRALE possiede 12 campane. La prima fu la Dreikönigenglocke (campana dei tre re), del peso di 3,4 tonnellate, fusa nel 1418 ed installata nel 1437, rifusa nuovamente nel 1880. Le campane dette Pretiosa (10 tonnellate, all’epoca la più grande dell’Occidente) e Speciosa (4,3 tonnellate) vennero installate nel 1448 e da allora sono sempre rimaste al loro posto. La più grande delle campane del Duomo è la Petersglocke (Campana di San Pietro), fusa nel 1922 e pesante 24 tonnellate, la più grande del mondo fra quelle installate su torre (la campana della pace di Newport, in Kentucky, è più grande ma è collocata su una struttura monumentale in acciaio e vetro; quella di Gotenba, in Giappone, le supera entrambe, ma è sorretta da pilastri metallici). A sua volta, la Petersglocke è stata fusa in sostituzione della grande Kaiserglocke (Campana dell’imperatore), che era stata realizzata nel 1873 per celebrare la vittoria nella Guerra Franco – Prussiana, pesava 27 tonnellate ed era stata successivamente distrutta nel 1918 per utilizzarne il bronzo per costruire cannoni. L’Arca dei Re Magi (in tedesco Dreikönigenschrei), la più celebre opera d’arte conte-nuta all’interno della Cattedrale, situata dietro l’altare principale e risalente al XIII secolo: in legno e argento dorato, pesante trecento chili, alta più di un metro e mezzo e lunga più di due metri, è il più grande sarcofago d’Europa. Contiene le reliquie dei Magi, trafugate da Federico I Barbarossa dalla Basilica di Sant’Eustorgio a Milano. Nel duomo è presente la tomba di Richeza di Lotaringia.

BASILICA di Santa MARIA in CAMPIDOGLIO: è una delle più interessanti tra le dodici chiese romaniche di Colonia, in Germania. Per secoli fu la chiesa più importante della città dopo il duomo e nel 1965 è stata insignita del titolo di basilica minore. La chiesa venne eretta nel 690 sulle fondazioni del Tempio della Triade Capitolina (da cui il nome attuale), e nel 717 Plectrude vi fondò un monastero femminile, passato nell’XI secolo all’Ordine Nobili Dame di Santa Maria in Campidoglio. Nel 1040 la chiesa venne ricostruita su iniziativa dell’arcivescovo di Colonia Ermanno II e di sua sorella, la badessa Ida. Fu uno dei cantieri più importanti dell’epoca ottoniana e venne consacrata nel 1049 da Bruno von Worms, neoeletto Papa Leone IX. Tuttavia la sua costruzione continuò fino al 1065, cui prese parte anche l’Imperatore Enrico III il Nero. Anticamente la chiesa presentava anche un westwerk con due torri scalari, ma in seguito alla distruzione nel XVIII secolo non venne mai ricostruito. Venne parzialmente distrutta durante la seconda guerra mondiale e ricostruita in seguito secondo l’aspetto dell’XI secolo. I lavori di restauro continuarono fino al 1979. L’interno, preceduto da nartece, si presenta a pianta a croce latina trilobata, diviso a tre navate da regolari arcate su pilastri dai capitelli cubici. Il presbiterio e il transetto sono chiusi, inconsuetamente per l’epoca, da tre maestose absidi gemelle a due ordini di arcate su colonne e cinte da un deambulatorio. Quest’ultimo è impostato come prosecuzione delle navate laterali, già coperte da volte a crociera, anticipando le caratteristiche dello stile romanico. La razionalità della pianta garantisce equilibrio e grandiosità. Sullo jubé (pontile-tramezzo è un elemento architettonico che, soprattutto nel XII e nel XIII secolo, caratterizzò l’interno delle chiese conventuali, collegiate e cattedrali, in particolar modo quelle gotiche), che divide la navata centrale dal capocroce, si trova l’organo a canne, costruito nel 1991 dalla ditta organaria Johannes Klais Orgelbau. Lo strumento ha 35 registri su tre manuali e pedale.

BASILICA di San GEREONE: (Stile: romanico, gotico; Inizio costruzione: 1069; Completamento: 1227) risalente al IV secolo è la più antica chiesa di Colonia, in Germania. Dal 1920 è basilica minore. In origine era un antico martyrium, sacello cristiano, legato alla storia di Gereone di Colonia, il Santo a cui è dedicata la chiesa. Le fonti raccontano che Gereone fosse un soldato romano della legione tebana composta da circa 50 uomini. Rifiutandosi di uccidere dei cristiani, e quindi disobbedendo agli ordini dell’imperatore Massimiano, essi furono uccisi. La leggenda vuole che il sacello, a pianta ovale, venne fondato nel IV secolo da Sant’Elena, madre di Costantino il Grande e che faceva parte del palazzo di Graziano e Valentiniano II. La chiesa fu voluta dal vescovo Anno nel 1069, che iniziò la trasformazione dell’edificio con la costruzione della parte orientale, terminata con l’abside semicircolare stretta fra due torri, eretta fra il 1156 e li 1191. Dal 1219 si pose mano al corpo centrale, ampliando e sopraelevando fino ai 48 metri attuali la base decagonale a nove absidiole di epoca romana. Il cantiere fu realizzato a più riprese fino al 1227 e rappresenta un capolavoro dell’architettura tardo-romani-ca. È considerato il miglior esempio di costruzione a pianta centrale dopo la Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli e prima della Cupola del Brunelleschi. Nel matroneo del corpo decagonale della chiesa si trova l’organo a canne Josef Weimbs Orgelba-u opus 277, costruito nel 2001. A trasmissione mista, meccanica per i manuali e il pedale, elettrica per i registri, ha 36 registri su tre manuali e pedale. Un secondo strumento è collocato nella terza campata del coro, in due corpi sovrapposti aggettanti, opus 1070 della ditta Klais, risalente al 1954; a trasmissione elettropneumatica, ha 16 registri su due manuali e pedale. Nella cripta vi è un altro organo, realizzato nel 1967 da Franz Breil e dotato di 8 registri su due manuali e pedale; è a trasmissione meccanica ed è collocato a pavimento all’inizio della navata laterale destra.

ESTERNO: L’edificio è incentrato sul corpo centrale decagonale dalla copertura conica. È fiancheggiato da quattro torrette cilindriche, probabilmente a sostegno della navata unica, e spessi contrafforti con archi rampanti. Sul lato est vi è un lungo presbiterio terminante con abside semicircolare decorata da due ordini di arcature cieche e coronata da una galleria. La dominano due torri quadrate gemelle. Sul lato ovest l’ingresso è preceduto da un nartece.

INTERNO: L’interno tutto focalizzato sul corpo centrale, è diviso in 4 livelli. Sopra le absidiole romane corre il matroneo con aperture ora a bifore ora a trifore. Più in alto sono due ordini di finestre con vetri policromi, più piccole quelle basse, decisamente più slanciate e gotiche quelle alte. Anche le absidiole al piano terra portano finestre gotiche dalle grate ferree molto elaborate. I pilastri a fascio tra le absidiole formano alti archi ogivali al terzo livello, e salgono fino a raccordarsi ai costoloni della volta. La grande volta costolonata, dipinta in rosso, presenta la forma decagonale della pianta ed ha le dimensioni di 21 metri per 16,9 ed è alta 34,55 metri. Il colore della pietra è, di base, ocra ma pietre più scure grigie o rosse sono disseminate su tutte le superfici, colonne e lesene. Il presbiterio, a navata unica coperta da volte a crociera, termina nell’abside a due ordini di arcate cieche. Nel catino è un affresco raffigurante Cristo in Maestà e nelle arcate San Gereone e i Martiri della Legione tabella, della seconda metà del XII secolo. Sotto il presbiterio, rialzato, si apre la Cripta divisa in 3 navate e due parti distinte che custodisce le reliquie dei re Magi. Nella parte orientale, dell’XI secolo, è un pregevole pavimento in mosai-co del XII secolo con scene della Storia di Sansone e Dalila.

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