Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa, Dio non cambia. La pazienza tutto ottiene. Chi ha Dio non manca di nulla: Solo Dio basta! Nell’immagine in evidenza: Il punto simbolicamente segnato da una stella d’argento dove secondo la tradizione nacque Gesù.











Ai piedi del Wadi Qumran esistono alcune antiche rovine che erano considerate resti di una fortificazione romana e che non erano state prese in considerazione dagli archeologi. Dopo la scoperta del Rotolo del Mar Morto di Isaia, avvenuta nel 1947, questo sito archeologico fu notevolmente rivalutato. Ben presto gli studiosi riconobbero che gli edifici erano appartenuti a una comunità religiosa ebraica. Si pensò subito che fossero stati i membri di questa comunità a nascondere i rotoli nelle grotte fra i vicini dirupi. Scoperte successive, tuttavia, sembrarono mettere in dubbio questa ipotesi. Nelle prossimità del monastero, infatti, in una serie di grotte due pastori palestinesi di nome Muhammad ad-Dhib, soprannominato il “lupo” e Jum’a Khalil, soprannominato il “legno”, rinvennero nel 1947 delle anfore antiche in cui erano custoditi degli ostraka e dei rotoli di papiro. L’importanza storica principale di questo luogo è per la scoperta di papiri antichissimi racchiusi in anfore per preservarli dalla furia distruttrice dei Romani.

(Dopo): Il Mar Morto (“mare del sale”) è, propriamente, un lago situato nel vicino Oriente tra Israele, la Giordania e la Cisgiordania, nella regione storico-geografica della Palestina. Chiamato anticamente Asfaltide, il mar Morto si trova nella depressione più profonda della Terra, generatasi nei millenni per effetto dell’evaporazione delle sue acque non compensate da quelle degli immissari, che è anche causa della sua nota forte salinità. Attualmente il livello dell’acqua del bacino superiore (settentrionale) è a circa 415 m sotto il livello del mare ed il divario continua ad aumentare, dato che il livello continua inevitabilmente a scendere, ponendo anche il problema della sua possibile scomparsa nel medio-lungo termine.

(Dopo) GERUSALEMME: La Cupola detta “La Cupola della Roccia” (nota come Moschea di Omar), è uno dei più antichi monumenti islamici. Essa custodisce la sacra roccia su cui, secondo la tradizione, Abramo avrebbe dovuto sacrificare il figlio Isacco.

GERUSALEMME: per antonomasia definita La Città Santa, è la capitale contesa di Israele e Palestina, città santa nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mar Mediterraneo dal Mar Morto, a est di Tel Aviv, a sud di Ramallah, a ovest di Gerico e a nord di Betlemme. La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Nel corso della sua storia, Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte ed è stata assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni. Parte dell’Impero ottomano dal XVI secolo fino alla fine della prima guerra mondiale, successivamente con la sconfitta dell’impero ottomano passò ai britannici, che istituirono il Mandato britannico della Palestina. Dopo la partenza dei britannici e la guerra arabo-israeliana del 1948, la città venne divisa dalla Linea Verde, che divideva una zona occidentale sotto controllo israeliano e una parte orientale annessa dalla Giordania. Nel 1967, a seguito della guerra dei sei giorni, l’area fino ad allora sotto dominio giordano fu conquistata dalle truppe israeliane. Nel 1980 il parlamento israeliano approvò una legge fondamentale (l’equivalente di un emendamento costituzionale) che proclamava unilateralmente «Gerusalemme, unita e indivisa …». Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 478 ha definito la legge «nulla e priva di validità», «una violazione del diritto internazionale» e un «serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente».

BETLEMME è la capitale del Governatorato omonimo nella giurisdizione dell’Autorità Palestinese. Si trova a circa 10 km a sud di Gerusalemme e il suo agglomerato urbano comprende anche le cittadine di Beit Jala e Beit Sahour. Essa ricopre una grande importanza per i credenti che appartengono a religioni di derivazione biblica perché esse considerano Betlemme quale luogo di nascita sia di Gesù che di Davide, secondo re di Giuda e Israele. Secondo una profezia biblica(5,1) il Messia, che la tradizione cristuiana e islamica identifica in Gesù, avrebbe dovuto essere discendente di Davide e nascere nella su città. In omaggio alla tradizione evangelica che vuole Gesù nato a Betlemme, vi sorge la paleocristiana Basilica della Natività.


BASILICA della NATIVITA’: è una Basilica di Betlemme eretta nel luogo dove un’antica tradizione ricorda la nascita di Gesù. È costituita dalla combinazione di due chiese e da una Cripta, la grotta della Natività, il luogo in cui Gesù sarebbe nato. Nel giugno 2012, la basilica della Natività è stata inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO, su richiesta dello Stato di Palestina. La basilica della Natività è una delle mete principali dei pellegrinaggi che visitano la Terra Santa, insieme alla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth e alla Basilica del Santo sepolcro di Gerusalemme.

L’accesso alla basilica è consentito solo attraverso una porta: la Porta dell’Umiltà, più simile ad un passaggio, stretto e basso, resa così per evitare l’ingresso a cavallo come purtroppo molte volte è successo. Delle tre porte originarie è rimasta solo questa, poiché le altre due sono state murate. Sopra la Grotta della Natività, nel lato orientale della basilica, è situata una costruzione ottagonale rialzata di tre gradini, il martyrium. Al centro dell’ottagono è situata una balaustra da cui, sporgendosi, si vede un ampio foro circolare; il foro, praticato nella volta della Grotta della Natività, consente ai visitatori di guardare all’interno. L’altare cerimoniale era probabilmente situato a poca distanza dalla costruzione ottagonale, nella navata centrale, per legare, come nella Basilica di San Pietro a Roma. Al periodo dei Crociati si devono le pitture in stile bizantino e i mosaici del XII secolo.
MOSAICI: La decorazione a mosaico fu eseguita tra gli anni 1165 e 1169, quando la Palestina era un regno crociato, governato dal re Amalrico I, il cui nome è citato nei mosaici. Le iscrizioni nei mosaici sono in latino e greco, segno che all’epoca vi era armonia tra le chiese cristiana e ortodossa e tra il regno latino e l’Impero Bizantino. I maestri che hanno lavorato sui mosaici sono siriaci e ne restano le firme: Basilios e Efrem. Gran parte della decorazione è andata perduta.
GROTTA della NATIVITA’

GROTTA della NATIVITA’: fianco dell’abside centrale sono presenti due scale che consentono l’accesso alla Grotta della Natività, una cripta di forma rettangolare lunga 12,3 metri e larga 3,5 metri. Nella grotta si evidenziano due zone distinte: – Il luogo in cui sarebbe stata situata la mangiatoia in cui Maria avrebbe deposto il bambino Gesù subito dopo la nascita. La proprietà esclusiva di questa parte della grotta è dei padri francescani della Custodia di Terra Santa. – Il luogo in cui, secondo la tradizione cristiana, avrebbe avuto luogo la nascita di Gesù. Il punto è simbolicamente segnato da una stella d’argento in cui è incisa, in latino, la frase «Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù». Sopra la stella, ma non immediatamente sopra, sono sospese alcune lampade. La proprietà esclusiva di questa parte della grotta, così come del resto della basilica (a parte uno spazio riservato alla Chiesa apostolica armena) è della Chiesa greco-ortodossa.
(Dopo): Il punto simbolicamente segnato da una stella d’argento dove secondo la tradizione nacque Gesù.








